Sema Kaygusuz | La risata del barbaro

“Cos’è questa schifezza?”
Gli ospiti del ristorante allungarono il collo come fenicotteri guardando nella stessa direzione. Un giovane, dopo essere schizzato via dal grosso cuscino da terra sul quale era sdraiato si lamentava con rabbia.
“Ma che puzza questi cuscini, peggio di un cadavere! Sentite qua!”
In pochi secondi il personale dell’hotel e i vacanzieri al completo si riunirono attorno all’uomo (…) Nessuno toccava il cuscino (…)
“Forse ci è caduto sopra qualcosa?” (…)
“No, caro mio, sa di urina forte e chiaro”

La risata del barbaro, Sema Kaygusuz, trad. G. Ansaldo

La risata del barbaro” di Sema Kaygusuz, tradotto da Giulia Ansaldo per Voland, è un romanzo ambientato in un prestigioso resort sulla costa turca che si affaccia sul Mar Egeo. Protagonisti dell’originale vicenda sono i vacanzieri e il personale dell’hotel.

La vita dei vacanzieri scorre tranquilla: i bambini chiassosi giocano in mare, i papà sorseggiano birra e raki, le mamme discutono sulla battigia o giocano a okey; il personale dell’hotel – direttrice, camerieri, giardinieri – si adoperano senza tregua affinché tutto sia perfetto.

Eppure, ad un certo punto della vacanza accade un primo, piccolo dramma. Un uomo, probabilmente sotto l’effetto dell’alcool, una notte si abbassa i pantaloni e urina in mare, a poca distanza dal gruppetto delle signore che stanno giocando a okey.

Una delle donne solleva un tale polverone per cui il marito reagisce in malo modo, malmenando l’uomo che ha commesso l’insano gesto. I due coniugi, urtati e allo stesso tempo colpevoli di aver alzato le mani su un altro cliente del resort, se ne vanno. Ma qualche giorno dopo, succede il secondo, più grave dramma: la biancheria e i cuscini del resort sono stati sporcati. Sporcati di urina.

Chi è stato? Perché questo gesto così disgustoso e volgare? I sospetti cadono dapprima sull’uomo che ha urinato in mare, poi sul giardiniere e quindi su altri ospiti. Nei giorni seguenti succede di nuovo. Le persone scappano dal resort disgustate, la direttrice cerca di trattenere gli ospiti offrendo sconti e premi. L’episodio scuote i clienti ed è l’occasione che mette a nudo incomprensioni tra loro.

In seguito all’episodio dei cuscini sporchi di pipì, la routine quotidiana dei vacanzieri rimasti all’hotel fu, c’era da aspettarselo, stravolta (…) Alcuni clienti si erano radunati in angoli appartati e, riavvolgendo sempre le solite frasi, continuavano a raccontarsi sempre lo stesso sbigottimento come se nessuno fosse al corrente dei fatti.

La risata del barbaro, Sema Kaygusuz, trad. G. Ansaldo

Kaş, Turkey – Photo by Hazal Ozturk on Unsplash

La risata del barbaro” di Sema Kaygusuz è un romanzo scritto con un stile coinvolgente che ha quasi il sapore di un giallo, dato che viene descritto una sorta di delitto e si cerca una specie di colpevole; colpevole che non è così semplice da trovare, anzi. Leggendo il romanzo vi accorgerete che i dispetti del barbaro saranno sempre più… disgustosi.

Per comprendere “La risata del barbaro” è necessario avere una piccola infarinatura della storia turca del Novecento, perché l’episodio disgustoso che accade nel resort dà il via a una serie di riflessioni, rompendo la quieta serenità che normalmente aleggia nei luoghi di vacanza.

Ci sono personaggi che, senza cercare eufemismi, odiano le donne e altri che delle donne sono gelosi in modo morboso e addirittura pericoloso; un ospite è fiero nazionalista turco, si lamenta di quanto sia difficile essere un vero turco, con tutte le contaminazioni culturali che la Turchia odierna sta subendo. Ritornano, delicatamente citata, la questione armena – che alcuni negano fortemente – e i fatti del 1955 contro la comunità greca – si scoprirà che un’ospite, forse, li visse proprio sulla sua pelle.

Due personaggi maschili sembrano, agli occhi degli altri ospiti, troppo vicini; si parlano come fossero amici, ma litigano come fossero amanti. La comunità del resort deplora questo loro – potenziale – amore. Infine, una lunga riflessione tra due uomini del personale riguardo alla religione: come porsi al giorno d’oggi in merito alla religione? Credere in una divinità oppure dichiararsi atei?

La risata del barbaro” è senza dubbio un romanzo trascinante e interessante, una bella sfida di lettura per chi vuole cimentarsi in una letteratura particolare e vuole provare a vivere una società non così lontana da noi in termini geografici ma un po’ più lontana in termini culturali.

E, viene da sé, un romanzo imprescindibile per chi come me ama la Turchia e la cultura turca.

Noi siamo fatti di sogni, Selçuk. Sin dalla nascita. Per queso non saremo mai del tutto umani. Ricorderemo sempre i nostri sogni a metà, resteremo sempre incompleti.

La risata del barbaro, Sema Kaygusuz, trad. G. Ansaldo

Titolo: La risata del barbaro
L’Autrice: Sema Kaygusuz
Traduzione dal turco: Giulia Ansaldo
Editore: Voland

7 pensieri su “Sema Kaygusuz | La risata del barbaro

  1. Ludo ha detto:

    Che spunto interessante.

    La Turchia, per altro, è uno di quei paesi che mi piacerebbe molto visitare.

    Credo che, rientrata l’emergenza COVID-19, saranno parecchi i viaggiatori che partiranno alla volta dei luoghi dei desideri. E la mia lista desideri, intanto, si allunga.

    Piace a 1 persona

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