Viaggio in Slovenia: cosa vedere nel Carso Verde e dintorni

Se cercate una meta rilassante, verde e naturale, vi suggerisco un viaggio in Slovenia. Dopo la scorsa primavera, vissuta pressoché chiusi tra quattro mura, la meta dell’estate non poteva che essere una destinazione da vivere all’aria aperta e la scelta è caduta su due stati europei raggiungibili in automobile: la Slovenia e l’Ungheria.

Puntata la bussola verso Est, il mio punto cardinale d’elezione, abbiamo organizzato un viaggio in tre tappe: il Carso Verde, in Slovenia; il lago Balaton, in Ungheria e l’Alta Valle Isonzo, nuovamente in Slovenia.

In questo primo articolo vi racconto le meraviglie geologiche e storiche del Carso Verde, dove abbiamo trascorso tre giornate, vissute attraverso gli occhi di una coppia di amanti della natura, della geologia e della storia. Buona lettura! 

A pochi chilometri dal confine italiano, ecco di fronte a voi la regione slovena del Carso Verde. Le strade provinciali fiancheggiano verdissimi prati e pascoli, che di tanto in tanto incurvano in profonde doline; laghi che scompaiono, grotte, castelli, foreste, fiumi dai letti calcarei che regalano colori smaglianti alle acque; un’atmosfera rilassata e tranquilla da vivere.

Abbiamo raggiunto il Carso Verde dal valico di Basovizza ed è proprio questa cittadina ad essere la prima fermata del nostro viaggio. Un omaggio alle persone che nelle foibe hanno trovato la tremenda morte era doverosa; a Basovizza c’è uno spazio museale gratuito e liberamente visitabile che ricorda i drammatici eventi occorsi dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La nostra base nel Carso Verde è un grazioso appartamento a Dolenje Jezero, a pochi minuti a piedi dal lago di Cerknica. Cosa offrono questa regione e i suoi dintorni? Ecco le attrazioni che abbiamo visitato.

Panorami nel Carso Verde (foto: Claudia)

Il lago di Cerkinica

Il lago di Cerkinica è una vera e propria meraviglia geologica perché è lago carsico, di conseguenza la presenza o meno di acqua al suo interno dipende dalle stagioni e dalle precipitazioni; il lago può svuotarsi in pochissimo tempo perché in diversi punti del fondo sono presenti inghiottitoi, capaci di drenare via l’acqua. L’acqua scorre attraverso i polje di Cerkinica e di Planina sotto la superficie, fino al Rakov Škocjan.

Quando il lago di Cerkinica è pieno ha una superficie di quasi 40 km quadrati ed è il più grande lago della Slovenia.  Il lago è una riserva naturale ma è possibile fare il bagno o praticare sport acquatici, come nuoto e canoa. Vietati i mezzi a motore per non disturbare gli animali che vivono in questo importante e delicato ecosistema dove nidificano oltre 90 specie di uccelli, anfibi e rettili.

Il lago di Cerkinca al tramonto (foto: Claudia)

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Le Grotte di Postumia

Chi di voi non ricorda le scene della tragicomica gita tra Venezia e Postumia organizzata dal ragionier Filini nella pellicola “Fantozzi va in pensione“? Forse è anche grazie a questo film, girato in realtà in una grotta nel Lazio, che per noi italiani le Grotte di Postumia sono diventate note.

La loro fama è più che giustificata: una visita alle grotte di Postumia regala emozioni davvero uniche. Si tratta di un intrico di gallerie e cunicoli lungo oltre 20 chilometri (scoperti finora, ma non si esclude la presenza di altri cunicoli ancora da scoprire); note già nella Preistoria, ma unicamente come riparo, le gallerie vere e proprie sono state scoperte da un ragazzo di Postumia nel 1818 e immediatamente attrezzate per la visita ai nobili e ricchi turisti. Ad oggi sono le grotte più grandi e visitate d’Europa.

 Scavate dal fiume Pivka, collegate ad altre grotte presenti nella zona, le Grotte di Postumia sono ricche di stalattiti, stalgmiti e numerose altre formazioni carsiche che suscitano meraviglia; le più antiche concrezioni carsiche risalgono a 500.000 anni fa. All’interno delle cavità la temperatura è molto bassa, circa 10° C, costante tutto l’anno. Il simbolo delle grotte è un piccolo vertebrato cieco e tutto rosa, il proteo, che vive esclusivamente nelle caverne tra Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia.

Per raggiungere le immense sale costellate, si percorrono circa due chilometri a bordo di un trenino elettrico; quindi il percorso prosegue lungo piste che costeggiano vere e proprie bellezze naturali. Le visite guidate sono anche in lingua italiana e l’intero percorso turistico è attrezzato per passeggini e carrozzine.

Percorso all’interno delle Grotte di Postumia (foto: Claudia)

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Il Castello di Predjama

Se acquistate il biglietto cumulativo, oltre alle Grotte di Postumia è possibile visitare il Castello di Predjama, a pochi chilometri da Postumia. Il castello di Predjama è un’altra meraviglia che offre il Carso Vedere, che merita di essere vista, risalente al XII secolo.

Predjama è il più grande castello in grotta d’Europa ed è collocato su di una parete altra 123 metri, nella bocca della grotta le cui gallerie sotterranee si estendono al di sotto, dietro e sopra il castello. La sua storia è lunga oltre 800 anni, e l’abitante del castello più noto è il leggendario cavaliere Erasmo Luegher.

Il Castello di Predjama (foto: Claudia)

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Parco Nazionale Rakov Škocjan

Il parco Rakov Škocjan è una dolina carsica formatasi in seguito al crollo del soffitto di una grotta; questo fenomeno geologico ha dato le origini a un interessante zona naturale slovena. Lungo la valle scorre il fiume Rak, che sotto il Piccolo Ponte e il Grande Ponte, due bellissime strutture in pietra scavate dall’acqua, crea un ambiente unico nel suo genere.

Il parco è fruibile liberamente, lungo la carreggiata della strada sterrata si può parcheggiare e intraprendere le escursioni ben indicate dalla segnaletica. Occorrono però calzature adatte poiché il calcare bagnato è davvero scivoloso; se pensate di voler esplorare qualche cavità, portate con voi una torcia elettrica e una mantellina impermeabile.

Meraviglie carsiche nel parco Rakov Škocjan (foto: Claudia)

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Ospedale partigiano di Franja

A circa 50 chilometri da Cerkinca, ben indicato dalla segnaletica, si può visitare l’ospedale partigiano di Franja, raggiungibile attraverso una bella passeggiata di circa un quarto d’ora tra le gole del torrente. L’ospedale fu attivo dal 1943 fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, nascosto all’interno di una profonda forra; gestito dai partigiani sloveni, curò anche numerosi soldati italiani, sovietici e di altre nazionalità. Il nome dell’ospedale è un omaggio alla dottoressa Franja Bojc Bidovec, medico sloveno che lo diresse a partire dal 1944.

La sala degli interventi chirurgici (foto: Claudia)

Al fine di preservare il livello di segretezza necessario per permettere all’ospedale di operare, i pazienti venivano bendati durante il trasporto verso l’edificio; inoltre, l’ospedale era protetto da campi minati e postazioni di mitragliatrici. I nazisti tentarono più volte di individuarlo, ma data la sua posizione strategica non ci riuscirono mai. 

L’ospedale era costituito da una serie di baracche: la sala chirurgica, la zona di degenza per i pazienti, le stanze del personale, gli uffici, le cucine, la sala da pranzo e i depositi. Trasformato in un museo, oggi è visitabile, ma è totalmente ricostruito perché nel 2007 un’alluvione tra distrutto tutte le baracche di legno, ad eccezione di due.

Panoramica delle baracche dell’ospedale partigiano di Franja (foto: Claudia)

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Miniere di mercurio di Idrija

Nel 1490 un costruttore di mastelli, bagnando i suoi mastelli in un ruscello, per caso scoprì una sostanza nuova, strana, molto pesante e all’epoca sconosciuta. Da allora la vita nel piccolo paesino di Idrija, nel cuore della Slovenia occidentale, iniziò a girare attorno ad un prezioso e pericoloso elemento chimico: il mercurio. 

Sotto la cittadina si estende una fittissima rete di cunicoli e gallerie; la Galleria Anton è quella fruibile al pubblico. Si scende fino ad una profondità di circa 90 metri e la temperatura scende fino a 8° C, con un’umidità che rasenta il 100%. 

Il processo di lavorazione del mercurio e l’uso di questo elemento chimico nella società è ben spiegato alla Fonderia della Miniera, che vale davvero la pena di visitare. Qui si può conoscere le proprietà del mercurio, appunto le metodologie di trattamento e vedere i macchinari e i frantoi dell’epoca. La Fonderia è un museo interattivo, molto divertente anche per i bambini. 

Gallerie nella miniera di mercurio di Idrija (foto: Claudia)

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Eccoci giunti al termine della prima tappa del viaggio. Nel corso dello spostamento verso l’Ungheria abbiamo fatto due soste nella Slovenia orientale, la città di Maribor e i mulini lungo il fiume Mura. A Maribor, graziosa cittadina lungo il fiume Drava e capitale della Stiria, ho ritrovato il passaggio degli Ottomani, la vite più antica del mondo e una delle sinagoghe più antiche dell’Europa centrale.

Maribor (foto: Claudia)

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Il confine con l’Ungheria è sempre più vicino e nel prossimo articolo vi racconterò la seconda tappa, in riva al lago Balaton. Seguitemi, se il viaggio finora vi ha incuriositi…

2 pensieri su “Viaggio in Slovenia: cosa vedere nel Carso Verde e dintorni

  1. Aitor ha detto:

    Grazie Claudia. Ho letto il tuo “post” con molta attenzione, perche Slovenia è un paese che voglio conoscere. Qui, in Spagna, si parla molto di Croacia ma Slovenia è un destino molto interessante e ancora quasi sconosciuto. Inoltre, è un paese con un sviluppo umano (indice de desarrollo humano) molto alto.
    Buone vacanze!!

    Piace a 1 persona

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