Ivo Andrić | Racconti di Sarajevo

La vecchia Kata, una vedova sola di settant’anni, personcina pulita  e ordinata, possiede a Bistrik una casa lasciatale dal padre, Petar Marunović. L’aveva portata in dote, questa casa, ma ora ci vive da sola essendo sopravvissuta al marito e non avendoia Kata, una vedova sola di settant’anni, personcina pulita e ordinata, possiede a Bistrik una casa  mai avuto figli. E’ una di quelle piccole case di Sarajevo alle pendici della collina, dove regna una pulita e dignitosa povertà e dove d’estate l’unico lusso è un vaso di gerani e d’inverno una fila di mele cotogne sulla mensola sopra il letto [Racconti di Sarajevo, Ivo Andrić, trad. D. Badnjević Orazi]

Grazie a uno scambio sulla piattaforma Acciobooks ho recuperato “Racconti di Sarajevo” di Ivo Andrić, tradotti da Dunja Badnjević Orazi, nell’edizione Tascabili Economici Newton.

Ho sempre guardo con riverenziale timore il Premio Nobel jugoslavo nato a Travnik, oggi Bosnia ed Erzegovina. Si leggono commenti molto positivi riguardo al suo principale capolavoro “Il ponte sulla Drina“, ma io ho preferito iniziare leggendo dei brevi racconti.

Racconti di Sarajevo” è una raccolta di sette brevi scritti che si svolgono nella città di Sarajevo in diversi momenti della sua lunga storia. Leggendo, quindi, si viene catapultati nella Sarajevo a cavallo tra il XIX e XX secolo; vi sono racconti ambientati durante il dominio turco, durante la liberazione dei turchi da parte delle truppe austro-ungariche, durante e appena dopo la Seconda Guerra Mondiale.

I protagonisti dei racconti sono sempre persone comuni, normali, quel genere di persone che vivono nel completo anonimato e che noi conosciamo di vista, ma con i quali non abbiamo scambiato più di un cortese saluto. La realtà viene resa in modo verista, senza fare sconti sulle immagini legate alla povertà degli abitanti di Sarajevo attraverso il tempo.

Gente che passa un ponte, Tivadar Csontváry Kosztka (1901)

I racconti sono popolati da un venditore di fascine che ripercorre la sua caduta; da una donna che si rifiuta di prendere un tappeto turco rubato in una moschea come dono da parte di un soldato austriaco; da una vecchia che ripercorre la sua vita; da scorci di vita quotidiana nei bazar; dai prigionieri liberati durante una giornata di luglio; da un visir e un suo collaboratore che parlano senza capirsi davvero.

Le descrizioni sono accurate, in poche parole viene resa in modo pressoché perfetto la vita dell’epoca, anzi delle varie epoche, che si susseguono nel tempo. Ma sono le profetiche parole di Andrić nel racconto “Lettera del 1920“, scritto nel 1946:

L’odio che fa scontrare l’uomo contro il proprio simile e che poi rigetta nella miseria e nella disgrazia o sottoterra ambedue i contendenti; l’odio che come un cancro nell’organismo consuma e divora tutto intorno, per autodistruggersi, poiché un tale odio, come il fuoco, non possiede un volto fisso né una vita autonoma; è solo l’anima dell’istinto di devastazione e di autodistruzione. Esiste unicamente come tale ed esisterà soltanto finché non avrà realizzato del tutto il proprio compito di annientamento totale [Racconti di Sarajevo, Ivo Andrić, trad. D. Badnjević Orazi]

Cascate a Jajce, Tivadar Csontváry Kosztka (1903)

Andrić muore a Belgrado nel 1975, molto prima che le terribili guerre nei Balcani dilaniassero la Jugoslavia facendo nascere sei nuovi Stati. Eppure, le parole che ci lascia in eredità nel racconto appena citato sono ciò che più mi ha colpita, perché ho letto questi racconti con la consapevolezza che in parte è andata proprio come descritto dal Premio Nobel Ivo Andrić.

Titolo: Racconti di Sarajevo
L’Autore: Ivo Andrić
Traduzione: Dunja Badnjević Orazi
Editore: Newton
Perché leggerlo: per iniziare la scoperta degli scritti del Premio Nobel jugoslavo Ivo Andrić

(© Riproduzione riservata)

6 pensieri su “Ivo Andrić | Racconti di Sarajevo

  1. Eugenia ha detto:

    Grazie, Claudia, per le preziose recensioni, condivisioni, pensieri. Attingo spesso per indirizzare le mie letture.
    Penso proprio che leggerò anche questi racconti, visto che uno dei libri che ho appena letto – Mare calmo di Ljubic- cita spesso Andric 😀

    Piace a 1 persona

  2. Aitor ha detto:

    Grazie per il post e per i vostri commenti. Sto imparando molto italiano con voi. Leggerò qualcosa di questo scrittore. Sembra molto interessante. Sicuramente le sue profetiche parole siano per aver vissuto in una zona storicamente così convulsa.

    Saluti!!

    Piace a 1 persona

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