Lorenzo Gambetta | Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia

I Balcani. Sono sempre lì, nella mia testa. Non riesco a non pensarci e tutto sommato inizia a farsi strada l’idea che non ci sia nulla di male in questo. Da quando li ho toccati con mano, percorrendo in bicicletta la strada che da Zagabria porta a Sarajevo, sono entrati nel mio cuore, nella mia anima, in quella parte irrazionale e pura di me (…) Ed eccomi allora a sfogliare mappe, osservare strade, verificare distanze, cercare informazioni in rete. Le dita puntano due luoghi ben precisi sull’atlante balcanico: Zagabria e Belgrado [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

Talvolta un viaggio inizia con le proprie passioni. Lorenzo ne ha due: la bicicletta e i Balcani. Così, dopo aver coinvolto altri due amici amanti delle mezzo a due ruote, si avventura per la prima volta nei Balcani con la bicicletta. Perché i tre amici scelgono proprio questo mezzo di trasporto?

Un viaggio senza fretta, un viaggio lento, a scartamento ridotto, lontano da quella frenesia tipica del turismo di massa. Un viaggio dove finalmente mi sarei potuto identificare in visitatore e non in turista [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

Il primo viaggio ha come tappa finale Sarajevo, prendendola larga. Gli amici partono da Zagabria, capitale della Croazia, snobbata dai più a discapito delle belle località balneari della costa, e con un lungo zig-zag tra colline e Alpi Dinariche, raggiungono la capitale della Bosnia-Erzegovina.

Tra le località toccate ci sono Banja Luka, capitale de facto della Repubblica Srpska; Jajce, dove due fiumi verdazzurri si incontrano e danno luogo a meravigliose cascate, dove Tito fece nascere la Jugoslavia; Travnik, dove nacque il Premio Nobel Ivo Andric; Mostar, profondamente ferita nel corso della guerra dei Balcani e infine Sarajevo, “un gioiello”.

Old Watermills near Jajce, Bosnia and Herzegovina | Bosnia, Bosnia ...

Jajce, Bosnia-Erzegovina (fonte: Wikipedia)

Il contrasto non sempre genera conflitto, anzi di solito arricchisce un popolo. Sarajevo era ricca e vuole tornare a esserlo. La senti viva, ferita ma non uccisa. Si percepisce la voglia di Europa, di futuro, di pace e speranza. Sarajevo è tutto questo [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

Qualche tempo dopo, Lorenzo ci ricasca. I Balcani, con i suoi panorami e le sue genti, gli sono rimasti in testa e organizza – nuovamente con i due amici – un secondo giro. La partenza è anche questa volta Zagabria, ma la destinazione finale è Belgrado, la capitale della Serbia.

Per raggiungere Belgrado, gli amici ciclisti di nuovo la prendono larga: ammirano gli immensi campi di grano e girasoli della Slavonia croata, profondamente ferita durante la guerra dei Balcani; entrano in Ungheria nelle città di Pecs, nella quale si osservano ancora ben visibili le tracce lasciate dagli Ottomani durante la loro dominazione; la cittadina di Mohacs, nota per le due battaglie tra Imperi cristiani e Impero Ottomano: il primo conflitto vide la vittoria del sultano Solimano il Magnifico e l’inizio della dominazione ottomana, il secondo vide la sconfitta del Gran Visir Sari Suleyman Pascià, che dopo la disfatta venne ucciso.

Lorenzo si indigna per il muro contro i migranti che percorrono la rotta balcanica, la recinzione che secondo alcuni protegge l’Europa dall’invasione; gli amici attraversano la Vojvodina, ammirano il Danubio a Novi Sad e infine raggiungono Zemun e Belgrado, città – forse – dove la Jugo-nostalgia è più forte.

Inizio a pensare che girare Belgrado sia come danzare in un film di Emir Kusturica, tra pagine surreali [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

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Tramonto sul Danubio, Belgrado (fonte: Wikipedia)

Che cos’è il viaggio, per Lorenzo Gambetta? 

Il viaggio è una scelta, una presa di posizione ben definita, complessa, profonda [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

Ecco. Il viaggio come ricerca, passione, voglia di entrare in contatto con le persone e, soprattutto, fare tutto questo senza fretta. Un viaggio quindi può cambiare una persona: non il viaggio, sebbene comodo, del resort all inclusive, ma il viaggio che porta con sé avventure e imprevisti, cambi di programma all’ultimo minuto, decisioni da prendere in pochi secondi, voglia di mettersi in gioco.

E i Balcani, tutte queste emozioni – vive e genuine – le possono regalare.

Penso alla Jugoslavia. Penso a tutte le terre che abbiamo attraversato in bicicletta. Rifletto sul fatto che abbiamo oltrepassato confini che non esistevano quando c’era la Jugoslavia. E’ un Paese crollato miseramente, scomparso dalle carte geografiche e politiche. Sono sicuro, però, che il concetto di patria non è né politico, né geografico. E’ invece un territorio emozionale. E la patria di tutte le persone incontrate lungo il nostro viaggio è ancora compresa tra Ljubljana e Skopje [Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia, Lorenzo Gambetta]

Titolo: Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia
L’Autore: Lorenzo Gambetta
Editore: Infinito edizioni
Perché leggerlo: per toccare con mano la storia dei Balcani e seguire una bella avventura ciclistica

(© Riproduzione riservata)

2 pensieri su “Lorenzo Gambetta | Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia

  1. Aitor ha detto:

    Grazie per il post. Anche io voglio conoscere i balcani, soprattutto Croazia. Credo che è un viaggio per facere con tempo, senza fretta, villaggio a villaggio. La bicicletta può essere una opzione. Anche la macchina se non sei troppo sportivo!!

    Saluti

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