Kapka Kassabova | Confine. Viaggio al termine dell’Europa

Che cos’è un confine, quando le definizioni del dizionario non riescono a spiegarlo? E’ qualcosa che ci si porta dentro senza saperlo, finché non si arriva in un posto come questo. E poi ci si tuffa nell’abisso, una parte del quale è esposta al sole mentre l’altra è immersa nell’ombra, l’eco moltiplica i desideri, distorce la voce e la porta lontano, in un territorio remoto, in cui forse, tempo fa, siamo stati [Confine. Viaggio al termine dell’Europa, K. Kassabova, trad. A. Lovisolo]

La regione della Tracia si trova nella porzione sud-orientale della penisola balcanica e oggi è tagliata da tre confini poiché si sviluppa all’interno di Grecia, Bulgaria e Turchia. Tre lingue, tre alfabeti, tre mari – Mar Egeo, Mar di Marmara e Mar Nero -, una sola storia che nel corso dei secoli si è più e più volte intrecciata e scompaginata. Terra mitologica – qui ha origine il mito di Orfeo, sceso nell’Ade – terra del misterioso popolo tracio, le ampie e fertili pianure della Tracia sono state contese nel corso dei secoli. E grazie alla complessa e articolata sua storia la Tracia, oggi, è così interessante. 

L’odierna Tracia corrisponde sulla cartina a un’ampia area geografia. Il termine tuttavia indica anche una civiltà morta, contemporanea a quelle dell’antica Grecia, della Macedonia e della Persia. I traci, che non formarono un impero (…) sono forse una delle popolazioni antiche d’Europa meno conosciute [Confine. Viaggio al termine dell’Europa, K. Kassabova, trad. A. Lovisolo]

Nella cartina, gli antichi confini del sud-est dei Balcani (fonte: Wikipedia)

Confine. Viaggio al termine dell’Europa” di Kapka Kassabova, tradotto in italiano da A. Lovisolo per EDT, è un affascinante e ricco reportage – frutto di diversi viaggi dell’Autrice – nella storica regione della Tracia.

Il viaggio della Kassabova incomincia attraverso i suoi ricordi. Nata a Sofia, in Bulgaria, la Kassabova ha vissuto la sua giovinezza durante l’epoca comunista, quel periodo in cui la Cortina di ferro appariva impenetrabile ed era impossibile da oltrepassare. O quasi.

Qualcuno – qualche disperato – giungeva dalla Germania dell’Est per tentare di varcare la Cortina di ferro nel punto in cui Bulgaria e Turchia si toccano, a costo di entrare in una foresta impenetrabile, una foresta densa di leggende e magia, una foresta presidiata dai militari – bulgari e turchi – che non esitavano a sparare a chi anelava la libertà.

Sotto la strada in quota si aprivano panorami spogli, simili a uno schiaffo che ti fa vacillare. Vellutate vertigini, un mondo ripiegato, come se dovessi fare un tuffo per riemergere dall’altra parte di un abisso [Confine. Viaggio al termine dell’Europa, K. Kassabova, trad. A. Lovisolo]

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L’antico ponte ottomano di Meriç, che unisce le sue sponde del Fiume Evros, in prossimità della città turca di Edirne (fonte: Wikipedia)

È proprio nel massiccio dello Strandža, dove Bulgaria e Turchia si toccano, che la Kassabova inizia il suo viaggio vero e proprio. Dopo aver vissuto in Nuova Zelanda e in Scozia, la Kassabova sente forte il richiamo della Bulgaria e l’obiettivo del suo reportage è capire – o cercare di capire – che fine hanno fatto i confini della sua infanzia – quel confine impenetrabile – e, soprattutto, come vivono le persone lungo i nuovi confini. 

Bulgaria, Turchia e Grecia sono le mete del suo viaggio. La Kassabova è accompagnata dall’affetto che in cuor suo prova i luoghi dell’antica Tracia e dalla sua viva curiosità; incontra molte persone, alcune di queste fanno a gara per ospitarla, in cambio desiderano solo che la Kassabova li ascolti. Perché qui, in questa regione dove tre confini si toccano, tutti hanno una storia da raccontare. 

Ci sono gli eredi delle popolazione spostate con la forza dalla Turchia alla Bulgaria, o dalla Turchia alla Grecia, o dalla Grecia alla Turchia, inseguendo non affetti o lavoro, bensì i nascenti e pericolosi nazionalismi di inizio Novecento.

Come i pomacchi, greci o bulgari di religione musulmana, costretti a lasciare le loro case per andare in Turchia; o come i turchi nati in Bulgaria o i greci nati in Turchia. Improvvisamente, la Turchia era solo per i turchi, la Bulgaria solo per i bulgari e la Grecia solo dei greci. Andava in dissoluzione un intero universo culturale costituito da etnie, lingue, religioni in commistione tra loro.

Di questo mondo estinto, nella Tracia qualcosa è rimasto: deboli segni di un passato che, sebbene ci abbiano provato in molti, non si può cancellare, come le moschee sui Monti Rodopi. 

I Monti Rodopi sono stati massicciamente islamizzati, il che ha dato luogo a una popolazione eterogenea dal punto di vista religioso che in qualche modo è sopravvissuta alle periodiche epurazioni dello Stato-nazione del XX secolo. È per questo che i Rodopi sono ancora la patria dei pomacchi, ovvero i musulmani indigeni dei Balcani. Moschee di ogni forma e dimensione punteggiano le colline fitte di vegetazione e le chiese ortodosse sono decorare con insoliti affreschi (…) Viaggiatori di ogni genere hanno attraversato i Rodopi nei millenni, ma questo è soprattutto il regno di coloro che hanno la montagna nel sangue. Lo si vede nei loro occhi e nelle alte case di pietra simile a fortezze. Non se ne andranno [Confine. Viaggio al termine dell’Europa, K. Kassabova, trad. A. Lovisolo]

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Ahmet Pasha Mosque, Serres, Grecia (fonte: Wikipedia)

La Kassabova incontra passeur, persone che si occupano di aiutare i profughi mediorientali a varcare il confine tra Turchia e Bulgaria, o meglio tra Turchia e Grecia, lungo l’Evros, il mitologico fiume che segna la dura frontiera, che sfocia nel Mar Egeo. Perché ancora oggi questo è un confine che le persone vogliono attraversare, proprio come quando l’Europa era divisa dalla Cortina di Ferro.

La scrittrice, con liricità e romanticismo, registra con cura leggende, storie misteriose, che inquietano profondamente. Ripercorre la Storia, da quella ottomana a quella più recente; presenta ai lettori un groviglio culturale inestricabile solo all’apparenza, ma pronto a svelare i suoi misteri a chi, curioso, decide di intraprendere il viaggio. 

Forse la storia di tutte le nostre vite è la storia di ciò che è andato perduto e di quanto ci diamo da fare per ritrovarlo [Confine. Viaggio al termine dell’Europa, K. Kassabova, trad. A. Lovisolo]

Confine. Viaggio al termine dell’Europa” di Kapka Kassabova è un libro ricco, bello, interessante. Un reportage per gli appassionati di storia, geografia e territori poco esplorati. Xanthi, Sufli, Kastanies, Edirne, Kirklareli, Rezovo e Carevo suonano come toponimi esotici, lontani.

Pochi penserebbero che invece queste intriganti città si trovino in Grecia, Turchia e Bulgaria. Pochi penserebbero che l’Europa, la nostra Europa, possiede territori dove ancora è possibile vivere grandi avventure. 

Titolo: Confine. Viaggio al termine dell’Europa
L’Autrice: Kapka Kassabova
Traduzione dall’inglese: Anna Lovisolo
Editore: EDT
Perché leggerlo: per scoprire luoghi inesplorati d’Europa, territori dove è ancora possibile vivere grandi avventure e immergersi completamente nella Storia

(© Riproduzione riservata)

7 pensieri su “Kapka Kassabova | Confine. Viaggio al termine dell’Europa

  1. Silvia The Food Traveler ha detto:

    Lo metto subito in ordine alla libreria di fronte all’ufficio, sperando che riapra lunedì. Mi ispirano molto questi reportage di viaggio, e poi questa è una zona che mi incuriosisce molto. Mi permetto di consigliarti, se non lo hai ancora letto, La Frontiera di Erika Fatland.
    Buona domenica 🙂

    Piace a 1 persona

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