Timișoara, viaggio nella città della Rivoluzione

Ormai lo sanno tutti coloro che mi conoscono: sono irrimediabilmente attratta dai luoghi meno turistici o famosi, quasi defilati rispetto alle località più note e appetibili. Se poi questi si trovano nell’Europa Orientale, tanto meglio. La Romania mi ha sempre affascinata e finalmente ho avuto l’occasione di visitare la città di Timișoara.

Timișoara è la terza città della Romania per dimensioni ed è uno dei centri più belli e curati del Paese, poiché si sviluppa attorno a meravigliosi palazzi e piazze Settecentesche e Ottocentesche e splendidi parchi verdi. Timișoara viene spesso definita Primul Oraș Liber, Prima Città Libera, perché qui avvennero le prime manifestazioni contro il regime di Ceaușescu.

Nell’articolo vi racconto le mie impressioni sulla città, alle persone incontrate e alla cultura della storica regione del Banato. Timișoara sarà Capitale europea della Cultura nel 2021: che ne dite se inizio ad incuriosirvi a riguardo? 

 

Perché ho scelto di visitare Timișoara?

    • Perché nel corso della sua storia qui si sono succeduti Daci, Romani, Magiari, Ottomani, Asburgo, quindi è stata inclusa nella Grande Romania
    • Perché è stata la prima Città Libera della Romania: qui è iniziata la Rivoluzione del 1989
    • Perché i collegamenti con l’Italia sono frequenti e molto convenienti
    • Perché mi mancava l’Europa Orientale

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Un po’ di Storia…

La regione occidentale del Banato fu nel 106 d.C. la provincia romana dalla Dacia, quindi passo sotto il dominio ungherese per poi essere conquistata dagli Ottomani nel 1552. I turchi governarono la regione fino al 1716, anno in cui gli Asburgo la riconquistarono grazie al prezioso aiuto del Principe Eugenio di Savoia, comandante dell’esercito asburgico. Nel 1718 Timișoara entrò a far parte dell’Impero Austro Ungarico.

Gli Asburgo fecero trasferire qui cittadini magiari, cechi, slovacchi, croati e tedeschi, che vissero fianco a fianco fino alle rivolte del 1848. Dopo la sconfitta dell’Impero Austro-Ungarico alla fine della Prima Guerra Mondiale, Timișoara entrò a far parte della Grande Romania.

Nel dicembre del 1989 iniziarono le rivolte e le manifestazioni contro Ceaușescu, dando inizio alla Rivoluzione che avrebbe liberato la Romania dalla tirannia del Conducator.

Tramonto invernale al Parcul Central von Anton Scudier (foto: Claudia)

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Cosa vedere a Timișoara

  • Piața Unirii: è la più pittoresca piazza di Timișoara, contornata di splendidi edifici Settecenteschi e Ottocenteschi in stile barocco. Sulla piazza si affacciano eleganti caffè, la Cattedrale Cattolica romana (chiusa per restauro, febbraio 2020) e la Chiesa Ortodossa serba. Uno degli splendidi palazzi, risalente al 1754, ospita il Museo d’Arte.

Piața Unirii (foto: Claudia)

  • Piața Libertății: è il cuore della città, trovandosi tra le due principali piazze di Timișoara ed è anch’essa circondata da splendidi edifici barocchi.
  • Piața Victorieiè la piazza più famosa della città poiché qui il 16 dicembre 1989 si riunirono migliaia di manifestanti per opporsi al regime dittatoriale. Oggi è una meravigliosa piazza allungata verso la Cattedrale ortodossa metropolitana, fiancheggiata da splendidi palazzi e viali alberati. Vi si affaccia il Teatro dell’Opera e vi è un’iscrizione che recita: “Tu che passi davanti a questo edificio dedica un pensiero alla Romania libera”.

Piața Victoriei (foto: Claudia)

  • Cattedrale ortodossa metropolitana: costruita tra il 1936 e il 1946 ha uno stile architettonico influenzato dall’arte bizantina che ricorda i Monasteri della Bucovina (Romania nord-orientale), i mosaici sui pavimenti ricordano i tappeti tradizionali del Banato. Al piano interrato della Cattedrale c’è un museo di arte religiosa molto affascinante (offerta libera).

L’interno della Cattedrale ortodossa metropolitana (foto: Claudia)

  • Sinagoga din Fabric: è una delle più grandi sinagoghe rumene, in stile neomoresco, purtroppo chiusa e in stato di grave abbandono e degrado (febbraio, 2020). La sinagoga fu solennemente inaugurata nel 1899. Con l’arrivo della dittatura comunista, la maggior parte degli ebrei lasciarono la città dopo la seconda guerra mondiale per emigrare in Israele e altri paesi. Il declino demografico è continuato in epoca comunista. Nel 1985 la sinagoga fu chiusa e cominciarono lunghi anni di abbandono e furti.

Sinagoga din Fabric (foto: Claudia)

  • Museo d’Arte di Timișoara: il Museo d’Arte è ospitato nell’antico Palazzo della Prefettura, datato al 1754, in stile barocco. Vi sono interessanti collezioni d’arte europea e rumena.

Opere esposte al Museo d’Arte di Timisoara, sezione pittori rumeni (foto: Claudia)

  • Museo Rurale del Banato: istituito nel 1917 il museo etnografico all’aperto comprende oltre 30 casette tradizionali contadine risalenti al XIX secolo. Si trova fuori città, non è proprio agevole raggiungerlo con i mezzi pubblici ma il viaggio è anche un modo per vedere cosa c’è al di là del centro storico.

Museo Rurale del Banato (foto: Claudia)

  • Museo del Consumismo Comunista: ospitato al piano inferiore di un bar piuttosto pittoresco, il museo espone un’incredibile collezione di oggetti e beni di consumo prodotti durante gli anni del comunismo. Ci sono davvero tantissimi oggetti, dai giocattoli ai libri, dagli utensili da cucina ai giornali; veramente il museo più bizzarro mai visto in vita mia.

Museo del Consumismo Comunista (foto: Claudia)

  • Memoriale della Rivoluzione del 1989: uno dei musei più toccanti mai visti, ripercorre le tappe della Rivoluzione anticomunista che ha preso il via proprio nella cittadina di Timișoara. Grazie a immagini toccanti, un documentario (con sottotitoli in lingua italiana) e numerosi oggetti dell’epoca, come le bandiere rumene private del simbolo del partito comunista, nonché all’edificio stesso, così trasandato e scalcinato, ho avuto l’incredibile sensazione di toccare la Storia con mano.

Memoriale della Rivoluzione del 1989 (foto: Claudia)

  • Il Cimitero degli Eroi: nella zona nord del centro storico si trova il cimitero della città, dove c’è un settore interamente dedicato a chi ha perso la vita nel corso degli scontri del 1989.

Il cimitero degli Eroi (foto: Claudia)

  • Il mercato di Piața Traian: amo i mercati e in questa piazza ce n’è uno molto caratteristico. Dai fiori alle verdure, dal pesce alla carne e formaggi, per me è sempre piacevole fare un salto a vedere che cosa mangiano le persone, quali sono le specialità o gli oggetti comprati. In questo mercato sono rimasta colpita dalla presenza delle bacche di olivella spinosa, dell’anguria sotto aceto e dei prodotti che vengono preparati in casa dalle donne anziane.

Il mercato di Piața Traian (foto: Claudia)

  • I parchi cittadini e il canale Bega: Timișoara è una città immersa nel verde dei numerosi e grandi parchi cittadini. E’ attraversata dal canale Bega, le cui sponde sono fiancheggiate da una bella e lunghissima passeggiata che permette di costeggiarlo tutto; numerosi ponti collegano le due rive della città.

Canale Bega, passeggiata lungo fiume (foto: Claudia)

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Cosa penso di Timișoara

Il viaggio in Romania ha rappresentato per me un ritorno nell’Europa Orientale, mentre per il mio compagno di viaggio un piacevole primo approccio a questa porzione d’Europa. Per me è stata anche l’ennesima conferma di quanto mi piacciano i luoghi al di là dell’ex cortina di ferro. 

Per quanto riguarda le persone che ho incontrato, sono state con noi tutti estremamente gentili, spesso cercando di conversare in italiano per darci una mano in più. Lo sottolineo semplicemente perché troppe volte, in Italia, si sente parlare male della Romania e del suo popolo. 

Il viaggio serve non solo a vedere monumenti, piazze o musei: dal mio punto di vista serve soprattutto per vedere con i propri occhi che di persone gentili e buone il mondo ne è pieno.

Antica chiesa ortodossa interamente in legno all’interno del Museo rurale del Banato (foto: Claudia)

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Informazioni pratiche per visitare Timișoara

  • Come arrivare: i voli dall’Italia sono frequenti e molto economici. Io ho volato con la Ryanair da Bergamo Orio al Serio
  • Documenti per l’ingresso nel Paese: per i cittadini italiani è sufficiente la carta di identità
  • Moneta: Leu (plurare, Lei), si possono prelevare negli sportelli Bancomat oppure negli uffici del cambio; non tutti i negozi sono dotati di POS ma diversi esercizi accettano Euro
  • Lingue parlate: romeno, molti conoscono e parlano l’inglese e l’italiano
  • Dove alloggiare: Hotel Central, comodo perché si è davvero a pochi passi da Piata Victoriei
  • Cosa mangiare: la difficoltà sarà scegliere i vostri piatti perché in Romania si mangia molto bene spendendo pochissimo. Tra i miei piatti preferiti segnalo le ciorbe (zuppe) di verdure o di carne, sarmale (involtini di cavolo ripieni di carne e riso), polpette di maiale, sfogliatine di formaggio. Riguardo i dolci, i pasticceri rumeni sono su un altro pianeta: oltre che stupendi alla vista sono eccezionali al gusto

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Sperando di avervi incuriositi, incominciate a organizzare un fine settimana a Timișoara, Capitale europea della Cultura 2021!

(© Riproduzione riservata)

6 pensieri su “Timișoara, viaggio nella città della Rivoluzione

  1. Barbara ha detto:

    Obiettivo raggiunto: più che incuriosita (mi sa che non faccio testo: riusciresti ad incuriosirmi anche raccontandomi la frazione a due passi da casa tua).
    Conosco pochissimo l’Europa dell’Est ed ultimamente ne sono molto affascinata. Comunque, ci andrei anche solo per visitare il Museo del Consumismo Comunista. Ho già preso nota.

    Piace a 1 persona

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