Un viaggio in dieci scatti | Alla scoperta dell’Alto Lazio

Lo scorso dicembre sono stata nel Lazio. Non ne ho parlato sui social network e non ho diffuso molte foto sull’internet; il motivo era semplice: si trattava di un viaggio un po’ particolare, per cui ho deciso – in quelle giornate – di prendermi una pausa dalla rete (in realtà, da tutto) e di godermi appieno i luoghi e le emozioni.

Sono stata a Roma due volte, ma al di fuori della nostra capitale non avevo mai visitato la regione Lazio. Così, quasi per scherzo, una proposta che è suonata come un piccolo azzardo, mi sono ritrovata nella Tuscia viterbese, le terre degli Etruschi, e ora vi mostro qualche mio scatto e vi racconto quali tappe non dovrebbero proprio mancare nel caso decidiate di fare un salto da queste parti. Buona lettura!

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In ogni fine c’è un nuovo inizio e il mio nuovo inizio è stato un on the road nella Tuscia viterbese. Il giorno di Santo Stefano, mentre generalmente si festeggia ancora con parenti e amici, noi abbiamo puntato la bussola verso Sud-Est e abbiamo attraversato in automobile più o meno metà Italia.

Uno dei primi borghi della Tuscia viterbese (foto: Claudia)

Ne avevo sempre sentito parlare, per via della ricca storia etrusca e per i complessi vulcanici dei Monti Cimini e dei Monti Sabatini, ma questo angolino d’Italia mi era sconosciuto. L’arrivo in questa terra fatta di tufo coincide con l’ora del tramonto: i raggi del sole colpiscono le case di pietra e regalano delle sfumature incredibili.

I paesi sono costruiti in cima alle rocche di tufo, la strada si snoda attraverso noccioleti, oliveti, foreste di faggi e querce. Si sale e si scende, in un perenne su e giù, all’improvviso dopo una curva spunta un lunghissimo acquedotto romano. Si capisce immediatamente che la Storia è passata di qui.

Ecco tutte le tappe del nostro viaggio…

Il lago di Bracciano 

Panorama sul lago di Bracciano (foto: Claudia)

Il lago di Bracciano ha un’origine vulcanica e per me è stata l’occasione di vedere per la prima volta un lago con tale genesi. Si tratta di uno specchio d’acqua quasi rotondo, cinto da vegetazione e dai profili dei Monti Sabatini.

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La città di Sutri 

Sutri è uno dei borghi più belli del Lazio e dopo averla visitata mi trovo pienamente d’accordo. Il borgo sorge su un rilevo tufaceo che domina l’antica via Cassia.

Le origini di Sutri sono molto antiche e presentano testimonianze importanti del suo passato: un anfiteatro romano scavato nel tufo, una necropoli e le mura etrusche, un mitreo tramutato poi in una chiesa dedicata alla Madonna del Parto e infine il Duomo di origine romanica.

L’anfiteatro di Sutri (foto: Claudia)

L’anfiteatro romano è stato costruito nel tufo e risale ad un periodo compreso tra la fine del II secolo e il I secolo, ma è stato scoperto nella prima metà dell’Ottocento, quando fu scavato tra dalla popolazione locale. L’anfiteatro mostra un coronamento finale con diverse strutture decorative (nicchie, statue, colonne) oggi parzialmente conservate. La pianta è di forma ellittica ed è composta da tre ordini di gradinate, potendo contenere al suo interno oltre 9000 persone.

Il borgo di Sutri (foto: Claudia)

La chiesa della Madonna del Parto si trova a pochi metri dall’anfiteatro; risale al XIII-XIV secolo ed è scavata nel tufo. Studi archeologici ipotizzano che in origine questo ambiente ipogeo, esclusa la zona absidale più recente, fosse un luogo di culto del dio Mitra. Nel pavimento del Mitreo di Sutri si trova ancora il fonte battesimale dove con un battesimo d’acqua si iniziavano i credenti ai Misteri del Culto. Il Mitreo fu cristianizzato nel IV sec. e la lapide centrale del Taurobolium mitraico fu tolta e oggi è ben visibile sul muro di un casale sulla via Cassia.

Gli affreschi della Chiesa della Madonna del Parto a Sutri (foto: Claudia)

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Palazzo Farnese a Caprarola 

Palazzo Farnese a Caprarola (foto: Claudia)

Il Palazzo Farnese si trova a Caprarola ed è uno dei migliori esempi di dimora rinascimentale, presentando un’originale pianta pentagonale. Fu costruito per la famiglia Farnese e il palazzo fu una delle molte dimore signorili costruite dai Farnese nei propri domini. Inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo.

Circondato da un possente fossato, il palazzo è suddiviso in cinque livelli, dove ogni stanza è riccamente affrescata. Destano grande stupore il meraviglioso scalone e il cortile interno. Affascinanti sono i giardini che si sviluppano lungo la collina nel retro del Palazzo.

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Le antiche necropoli etrusche di Blera

Necropoli nel comune di Blera (foto: Claudia)

Il borgo di Blera è arroccato su uno sperone roccioso costituito di tufo a strapiombo sul torrente Biedano. Le sue origini sono antiche e risalgono all’epoca etrusca, come dimostrano le necropoli datate tra il VII e il V secolo a.C. Meritano quindi una visita il borgo medievale e la necropoli di Pian del Vescovo; quest’ultima si raggiunge dal centro del borgo attraverso una pittoresca passeggiata nel bosco: le meravigliose tombe a dado rupestri di Pian del Vescovo sono poste a più livelli ridosso la parete di tufo, collegate tramite scale.

Degno di nota per la sua importanza storica è la zona archeologica di San Giovenale, che conserva, oltre alle tombe a dado etrusche, un insediamento protostorico e le rovine di un castello medievale, purtroppo di difficile accesso.

Necropoli del Pian del Vescovo a Blera (foto: Claudia)

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Le tombe della necropoli di Tarquinia

La tomba dei Leopardi, a Tarquinia (foto: Claudia)

Tarquinia fu la città che diede i natali alla dinastia dei re etruschi dei Tarquini. Oggi la città è uno dei più importanti centri dell’Etruria: è un borgo dalle caratteristiche medievali, ma il fiore all’occhiello di Tarquinia sono la necropoli di Monterozzi, con le sue splendide tombe affrescate, e il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, che raccoglie oggetti e reperti di notevole pregio.

La Necropoli di Monterozzi è costituita da un gran numero di tombe a tumulo con le camere scavate nel tufo; i dipinti all’interno delle tombe sono la migliore espressione dell’arte pittorica giunta ai giorni nostri.

Per me che amo i tramonti sul mare, è stato stupendo assistere al bellissimo tramonto al lido di Tarquinia, dopo la visita alla necropoli e al museo. Ogni volta che osservo un tramonto sul mare vengo colta da qualche curiosa fitta di nostalgia per un passato che non c’è più, ma mentre osservavo questo ho iniziato a percepire che il cuore si riempiva di una speranza verso il futuro, il nuovo futuro che mi sta aspettando.

Il tramonto a Tarquinia (foto: Claudia)

3 pensieri su “Un viaggio in dieci scatti | Alla scoperta dell’Alto Lazio

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Ti sono grata per questo post. A parte, ovviamente, Roma, e un soggiorno, bellissimo, al lago di Bolsena e dintorni, il Lazio, da girare e conoscere, mi manca. E lo desidero.da molto molto tempo, sempre rinviando per altri percorsi.
    Chissà, forse la prossima primavera ci riuscirò.

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  2. lisecharmel ha detto:

    che bei posti, molti non li avevo neanche sentiti nominare. però sono stata a Tarquinia, anni fa, quando andavo in vacanza a Capalbio ed è bellissima. mi era piaciuto anche il paese, oltre alla necropoli.
    tra i miei desideri c’è da anni la zona di Viterbo, Civita di Bagnoregio, Bomarzo ecc, che mi sa sono un po’ trascurati anche dai turisti italiani

    Piace a 1 persona

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