Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Armati dell’ottimismo degli slogan utopistici e delle stronzate della roboante grafica sovietica, costruivamo il Sogno. E inseguendolo trovammo la cornucopia: l’energia del nucleare civile. La panacea dell’economia statale, il nostro punto di riferimento nel cammino verso il radioso avvenire del comunismo. Ebbri della nostra potenza, con una fede cieca in un futuro migliore, costruivamo centrali atomiche in tutta l’Unione Sovietica. E una delle più potenti era a Čornobyl’ [Una passeggiata nella Zona, Markijan Kamyš, A. Achilli]

 

Nel nostro mondo globalizzato, frenetico, densamente popolato è difficile immaginare un luogo pressoché privo di esseri umani. La Zona di alienazione di Čornobyl’ ne è un inquietante esempio. Evacuata qualche giorno dopo il disastroso incidente di Čornobyl’, la Zona è ancora oggi un luogo pericoloso a causa delle radiazioni che vengono emesse da ogni forma di vita e ogni oggetto contaminato durante l’incidente.

Di conseguenza, per oltre 30 km di raggio, dal punto nel quale sorge l’ex-centrale nucleare di Čornobyl’, ogni attività umana –  temporanea residenza compresa – è proibita. È altamente probabile che nessun essere umano potrà mai più vivere nei dintorni della ex-centrale nucleare, a causa dell’elevato inquinamento da radiazioni.

Da Kiev, la capitale dell’Ucraina, partono dei tour organizzati – legali – per quelle persone che vogliono partire alla scoperta della Zona di esclusione. Ma ci sono anche altri tour, un po’ meno legali, organizzati da chi conosce bene quei luoghi abbandonati, perché spesso ci ritorna a proprio rischio e pericolo.

Markijan Kamyš è un habitué della Zona, è la sua ossessione, da sempre. Suo padre era un ingegnere nucleare, e anche un liquidatore, morto quando Kamyš aveva solo quindici anni. Kamyš fa avanti e indietro dalla Zona e documenta tutto; osserva ogni cosa, registra tutti i cambiamenti; disapprova i turisti il cui unico obiettivo è scattarsi un dannato selfie per postarlo su Instagram, per dire “Sì, sono stato anche io a Čornobyl’“.

Scavalcare il filo spinato d’inverno è sempre un po’ strano: lo stridere della neve sotto i piedi, il fruscio dei sacchetti nelle scarpe, tu che ti concentri su quei suoni invece di pensare alla polizia che è lì dietro l’angolo. E non c’è niente di strano, in fondo: quale idiota se ne starebbe mai nel bel mezzo del bosco di Čornobyl’ quando si sprofonda nella neve fino alla cintura e fa meno sette? [Una passeggiata nella Zona, Markijan Kamyš, A. Achilli]

Atomic Neighbor (231085251).jpeg

Pripyat (fonte: Wikipedia CC BY-SA 3.0)

Nello scorrevole e brillante reportage “Una passeggiata nella Zona“, l’autore non si limita a raccontare dei suoi ingressi illegali nei dintorni della centrale e nei limitrofi paesi abbandonati, ma spiega come lavorino gli sciacalli – di oggetti da rivendere, da riutilizzare, ma anche di legname – e della difficoltà che soprattutto le persone anziane hanno avuto nel lasciare le loro case.

La Zona è uno di quei posti che, a causa di una serie di tremendi errori umani, non verrà recuperato mai più. Potrebbe diventare un monito per l’uomo, per ricordargli che talvolta gli errori si pagano a carissimo prezzo. Ma è anche vero che troppo spesso – quasi sempre, direi – è difficile che impariamo dai nostri sbagli.

È ora di tornare a casa adesso, Quindi mi faccio con calma un giretto nel centro di Pripyat’, nel territorio di mia competenza. Me ne sto seduto un bel po’ al parco giochi, calpesto i vetri rotti nel Palazzo della Cultura e poi salgo sul tetto del palazzo con lo stemma sovietico per dare un ultimo sguardo alla città (…) Le nuvole allungate nel cielo azzurro si sono spinte fino all’orizzonte. C’è un venticello fresco. Ora lo so con certezza: io qui ci tornerò [Una passeggiata nella Zona, Markijan Kamyš, A. Achilli]

Pripyat01.jpg

Pripyat (fonte: Wikipedia, pubblico dominio)

Titolo: Una passeggiata nella Zona
L’Autore: Markijan Kamyš
Traduzione dall’ucraino: Alessandro Achilli
Editore: Keller editore
Perché leggerlo: per fare una passeggiata nella Zona di esclusione di Čornobyl’ in tutta sicurezza

(© Riproduzione riservata)

3 pensieri su “Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.