Nicolas de Crécy | Visa Transit (vol. 1)

Un piccolo pezzetto di libertà potenziale, e in questo caso, di libertà guadagnata. Era un simbolo, offerto dai genitori al momento della maturità e che racchiudeva una parola: autonomia. Come un messaggio subliminale, a 18 anni è tempo di volare con le proprie ali [Visa Transit, Nicolas de Crécy, trad. F. R. Ledvinka]

L’estate dei diciotto anni è un punto di svolta: si è ragazzi, ma si vorrebbe già essere adulti. L’estate del 1986, segnata dallo spettro del disastro di Chernobyl occorso nell’aprile dello stesso anno, è quella in cui Nicolas e suo cugino partono per un lungo viaggio.

Con un’automobile vecchia, stanca, scassata, i due cugini francesi attraversano buona parte della Francia e tutto il nord Italia, raggiungendo la cortina di ferro, la Jugoslavia. Il viaggio dei cugini non termina certo con l’ingresso in Jugoslavia: la loro missione è raggiungere Istanbul, anzi, l’Anatolia, perché vogliono raggiungere la costa turca.

Così si trovano a viaggiare in Jugoslavia e in Bulgaria, dove si concedono un corroborante bagno nelle acque del Mar Nero, prima di intraprendere la dura frontiera turca. Perché è di frontiere e confini che parla questo lungo viaggio: al momento del viaggio dei due cugini, gli accordi di Schengen sulla libera circolazione di persone e merci in Unione Europea sono appena stati presi, ma per valicare i confini della cortina di ferro servono passaporto, pazienza e fortuna.

Nicolas de Crécy racconta e disegna questo rocambolesco viaggio autobiografico con il chiaro intento di parlare delle frontiere, tanto difficili da attraversare trent’anni e passa fa quando semplici sono da valicare oggi. Ovviamente, solo per qualcuno.

Pregno di ricordi, suggestioni, disavventure e momenti di pura ilarità, “Visa Transit” è un fumetto che scorre via veloce come il vento, come l’aria bollente che entra dal finestrino. È un viaggio costellato di imprevisti, dubbi e piccoli drammi, ma allo stesso tempo l’on the road che forse tutti nella vita dovremmo fare almeno una volta.

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La cosa più affascinante è quando è il paesaggio stesso a girare intorno a questo cielo che resta immobile, sempre sullo stesso piano. Come succedeva nelle curve, quando ero sdraiato nel sedile posteriore della 504. Il movimento. Il viaggio. L’oscurità misteriosa della foreste della Borgogna. Scappavamo da tutti i mostri che erano nascosti là dentro, viaggiando di notte, al caldo [Visa Transit, Nicolas de Crécy, trad. F. R. Ledvinka]

Titolo: Visa Transit
L’Autore: Nicolas de Crécy
Traduzione dal francese: Fay R. Ledvinka
Editore: Eris edizioni
Perché leggerlo: per sentirsi liberi

(© Riproduzione riservata)

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