Viaggio in Slovenia: cosa vedere nel Parco Nazionale del Tricorno e dintorni

Chi di voi mi ha seguita sui canali social sa che tra fine agosto e inizio settembre ho avuto l’opportunità di visitare le isole di Krk e Cres in Croazia e il Parco Nazionale del Tricorno in Slovenia. In questo secondo articolo vi parlo della Slovenia, in particolare delle attività che si possono fare nel Parco Nazionale del Tricorno e nei suoi dintorni. Come sempre, vi darò qualche informazione e correderò il tutto con le mie fotografie.  Buona lettura!

Immergersi nel verde e nel blu: eccovi in Slovenia

Geologia portami via. Da geologa, corteggiavo la Slovenia da un po’ di tempo e sulla destinazione slovena non ho mai avuto dubbi: volevo soggiornare nel Parco Nazionale del Tricorno, vicino al lago di Bohinj, tra le Alpi Giulie. Il Monte Tricorno è la vetta più alta della Slovenia, nonché simbolo stesso del Paese poiché compare nella sua bandiera; è una vetta piuttosto complessa da conquistare, ma stupenda da ammirare, scintillante al sole grazie al fatto che è costituita interamente di calcari bianchi.

Pur avendo una cinquantina di chilometri di litorale marittimo, la Slovenia è più nota per i meravigliosi paesaggi collinari e montuosi. Le Alpi Giulie circondano l’area del lago di Bohinj e sono costituite da rocce calcaree; proprio grazie alla tipologia di roccia, nella zona si hanno importanti fenomeni carsici, come grotte, doline, inghiottitoi, cascate e corsi d’acqua che appartentemente scompaiono.

Stara Fužina, Parco Nazionale del Tricorno (foto: Claudia)

Così dal mare siam passati ai monti. Per me, tornare a vedere le montagne è un po’ come rincasare e forse proprio per questo motivo quando siamo arrivati a destinazione, ovvero al paesino minuscolo di Srednja vas v Bohinju, nonostante il cielo fosse coperto dalla nebbia bassa, ero esaltata per le scoperte che mi aspettavano nei giorni successivi.

La meravigliosa valle glaciale di Bohinj, scavata dall’antico ghiacciaio durante l’ultima glaciazione (foto: Claudia)

Il nostro itinerario giorno per giorno

La nostra base per tre giorni è stata la piccola Srednja vas v Bohinju, nel Parco Nazionale del Tricorno, proprio ai piedi dei rilievi svettanti. Abbiamo alloggiato dalla famiglia Markič che gestisce l’Apartment Markič, una struttura molto confortevole, spaziosa, pulitissima. Matija parla perfettamente inglese e vivendo accanto alla struttura è sempre disponibile per ogni eventualità. Noi ci siamo trovati bene e si è rivelata la scelta ideale per scoprire il noto parco nazionale.

Primo giorno: dalle dinaridi alle giulie, nebbia bassa sul lago di bled
  • Il primo giorno attraversiamo l’invisibile confine tra le Alpi Dinaridi e le Alpi Giulie, ma il cielo color piombo minaccia pioggia, così i colori del lago di Bled sono slavati, lugubri e l’isolotto pare lontano e remoto. Nel primo pomeriggio raggiungiamo Srednja vas v Bohinju e, mentre fuori piovviggina, prepariamo l’itinerario per i giorni successivi.

Il lago di Bled color piombo, ma tutto sommato col suo fascino (foto: Claudia)

Secondo giorno: escursione alla cascata slap savica e lago bohinj
  • Escursione alla Slap Savica: per raggiungere e ammirare la cascata Savica (“slap” in sloveno significa appunto “cascata”) ci sono due modi: si può percorrere una strada asfaltata che termina in un parcheggio dal quale in venti minuti si arriva alla cascata, oppure percorrere un sentiero nel bosco da Ukanc che in una quarantina di minuti porta all’attrazione. Da amati delle camminate, scegliamo la via del bosco, che si rivela una bellissima passeggiata molto semplice, con un dislivello di circa 300 metri ma senza ripide salite.
    La Slap Savica è originata dalla Sava Bohinjka, il corso d’acqua principale che alimenta il lago di Bohinj; la cascata si divide in due rami, il principale cade da un’altitudine di circa 830 m s.l.m. e ha un salto di circa 78 metri. L’acqua che origina la cascata giunge dalla Valle dei Laghi di Triglav e scorre per un tratto all’interno di una cavità carsica sotterranea. Le cavità carsiche sono ricche di sifoni e laghi sotterranei, ma sono accessibili unicamente con le guide autorizzate del Parco. La vista della Slap Savica ha un costo di 3 euro.

Slap Savica (foto: Claudia)

  • Passeggiata al Lago di Bohinj: dopo l’escursione alla cascata, paseggiamo in riva al lago di Bohinj. L’acqua mostra trasparenze e giochi di luce unici, le rive sono attrezzate per chi volesse percorrere tutto l’anello attorno al lago (circa 12 chilometri) e l’atmosfera che si respira è rilassata e tranquilla. Nel lago di può navigare con l’imbarcazione di linea che collega diversi capi del lago, navigare con un’imbarcazione a noleggio oppure praticare altri semplici sport acquatici.
  • Chiesa Sv. Janeza Krstnika: fiore all’occhiello del lago di Bohinj è la piccola ma unica chiesa di Sv. Janeza Krstnika, ovvero di San Giovanni Battista, un edificio religioso che vide la posa delle prime pietre nell’anno 800. La chiesa rappresenta il prototipo delle chiese medievali, con la navata in stile romanico e il presbiterio gotico risalente al 1440. La quasi totalità delle pareti e dei soffitti è tappezzata di affreschi risalenti al XV e XVI secolo. La torre campanaria collegata alla chiesa è stata la prima in Slovenia ad avere le campane in grado di suonare la melodia “Oh Triglav, moj dom“, cioè “Oh, Tricorno, mia casa“. L’ingresso alla chiesa e la salita alla torre campanaria prevedono il pagamento di 5 euro.

Gli affreschi della chiesa Sv. Janeza Krstnika (foto: Claudia)

Terzo giorno: escursione nelle gole del Vintgar e lago di Bled
  • Escursione alle Gole del Vintgar: la gola si sviluppa tra i paesi di Hom e Borst, incisa ad opera del fiume Radovna. Circondata da versanti ripidi e coperti da boschi di faggio, la gola del Vintgar è stata scoperta nel 1891 e aperta al pubblico nel 1893. E’ possibile percorrere circa 1.6 chilometri all’interno della gola, costeggiando il corso d’acqua, interamente su passerelle di legno e tratti in cemento. Il percorso termina con una cascata alta circa 16 metri. Appassionata di natura e camminate, a me questa escursione è piaciuta moltissimo.
    E’ importante percorrere il sentiero con delle scarpe adatte e con un maglioncino (come solito, c’erano persone ridicole e totalmente fuori luogo con le ciabatte infradito e i prendisole da mare) perché il percorso è in ombra e dal fiume arrivano correnti d’aria molto fredde anche in estate. Il parcheggio per 4 ore prossimo al punto d’accesso alle gole costa 5 euro e l’ingresso all’attrazione costa 10 euro.

Le gole del Vintgar (foto: Claudia)

  • Il lago di Bled: l’attrattiva principale di Bled è certamente il suo lago, dalle acque verde-azzurro e con il suo isolotto. Qualche curiosità sul lago di Bled e dintorni: nel corso dell’Età del Bronzo era un insediamento importante, per poi perdere prestigio durante la dominazione romana e riacquistarla nel corso del medioevo, quando i pellegrini solevano andare a pregare nella chiesa sull’isolotto. Fu poi un medico svizzero a comprendere il potenziale turistico del lago di Bled e quando arrivò la ferrovia Bled divenne la meta perfetta per la nobiltà europea di fine Ottocento. Bled acquistò ulteriore prestigio quando venne scelta dapprima dai reali del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni e, dopo le guerre, dal Maresciallo Tito in persona. Più piccolo del lago di Bohinj, è purtroppo molto turistico e, per come la vedo io, piuttosto invivibile. La cittadina è trafficata all’inverosimile, la passeggiata intorno al lago è piacevole ma se non si entra (pagando) nel castello in cima alla rocca è impossibile godere la vista panoramica sul lago.

Lago di Bled (foto: Claudia)

Informazioni pratiche
  • Come arrivare in Slovenia: vi è un solo aeroporto, ma sono ben sviluppare linee di autobus e ferrovia. Per chi arriva in automobile, benché si abbia il vantaggio del muoversi liberamente senza vincoli di orario, vi è la croce dei parcheggi: non esistono, o io non li ho visti, i parcheggi liberi, in nessuna località della Slovenia che ho visitato. Se potete, viaggiate in bassa stagione perché in alta stagione i prezzi dei parcheggi oscillano dai 3 ai 4 euro all’ora.
  • Documenti per l’ingresso in Slovenia: carta di identità, non controllata in ingresso né in uscita poiché la Slovenia rientra nell’area Schengen
  • Moneta: euro (maneggiato col savoir-faire degli svizzeri con i franchi, passatemi l’ironia nera)
  • Lingue parlate: sloveno e inglese
  • Come muoversi: bus, treni, automobile
  • Dove soggiornare: Apartment Markič, famiglia gentile e disponibile, prezzi onesti, pulizia impeccabile e appartamento totalmente attrezzato per ogni necessità
Guida suggerita
  • Slovenia, Lonely Planet (EDT)
Le mie impressioni sulla Slovenia

Il viaggio in Slovenia mi è piaciuto, sapete che amo le montagne, i fiumi e i laghi e appena posso cammino e percorro sentieri di collina o di montagna. La Slovenia è, per chi ama la natura, una sorta di piccolo paradiso, un luogo ideale per immergersi nel verde e nel blu. Ben consapevoli dell’estrema bellezza della natura, gli sloveni sono riusciti a rendere speciale molte delle loro attrattive naturali dando loro un valore economico in continua crescita.

E io, ripeto da amante della natura, pago ben volentieri per percorrere un sentiero pulito e ben tenuto, senza un grammo di spazzatura e attrezzato affinché nessuno si possa far del male. Ma sono i parcheggi a pagamento ad avermi irritata: non ci sono abituata e a conti fatti temo di aver speso più in parcheggi che in attrazioni. Ciò mi fa arrabbiare perché i parcheggi liberi, almeno una parte, dovrebbe essere garantita, proprio come le spiagge libere per chi non ha piacere di pagare per forza.

La Slovenia è un Paese sicuro, pulito, tranquillo, perfettamente tenuto e molto rilassante, che più di una volta mi ha ricordato la pace che si respira in Tirolo, in Austria e in Svizzera. E non nego che talvolta mi sono ritrovata a pensare “Se anche l’Italia fosse così curata, pulita, precisa come sarebbe bello…

Vi consiglio di vivere la Slovenia, ma spicciatevi, perché dato il suo potenziale turistico sta diventando piuttosto cara. Un esempio? Dal 2016 al 2019 il biglietto di ingresso alle gole del Vintgar è passato dai 4 ai 10 euro a testa. Correte in Slovenia a godervi la natura, vi farete un bel regalo!

Il lago di Bohinj ed io: si vede che amo le montagne? (foto: Paolo)

Con questo articolo spero di avervi dato dei suggerimenti interessanti o avervi ispirati per organizzare o sognare i vostri prossimi viaggi.

12 pensieri su “Viaggio in Slovenia: cosa vedere nel Parco Nazionale del Tricorno e dintorni

  1. Baba ha detto:

    Ho iniziato a fantasticare sulla Slovenia ieri sera (ho preso in prestito Il morto nel bunker di Martin Pollack e mi sono prontamente persa sulla mappa posta nelle prime pagine del libro).
    Per dirla tutta, prima mi sono concentrata su un banale volo Roma – Lubiana, poi mi son chiesta se fosse ipotizzabile un viaggio più lungo, magari in bici. Ti è capitato di gettare l’occhio sulle piste ciclabili? Lo scorso anno, abbiamo fatto un pezzetto in Slovenia, una breve tappa di un paio di giorni, tra treno e ciclabile, passando per Kranjska Gora – Bled (bellissima ma troppo confusionaria ad agosto) e una sosta a Kobarid prima di superare il confine.

    Intanto grazie per il post. Mi hai dato un nuovo spunto di riflessione.

    Piace a 1 persona

    • Claudia ha detto:

      Ciao Baba! Sì, in Slovenia ho visto diverse piste ciclabili e mi sono sembrate tutte molto ben tenute. L’agenzia viaggi Zeppelin di Vicenza si occupa molto di cicloturismo, prova a dare un’occhiata alle loro proposte di viaggio! Potresti prendere qualche spunto interessante! Inoltre, ti consiglio di leggere Paesaggi contaminati di Martin Pollack (bellissimo saggio sulla geografia del Carso e delle tragedie qui consumate) e Stanotte l’ho vista di Drago Jančar, un bel romanzo ambientato in Slovenia durante la Seconda guerra mondiale. Trovi le recensioni sul blog!

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  2. cristinadipietro ha detto:

    Si tratta di un paese dal punto di vista naturalistico sorprendente, ma ci tengo a precisare sulle lingue per non sottovalutare anche l’altrettanto sorprendente e travagliato passato storico e sociale! In Slovenia sono abituati a parlare fluentemente, di solito almeno tre lingue, tra cui inglese, tedesco, croato, ovviamente, ma di sicuro le lingue ufficiali sono tre: sloveno, ungherese e italiano, soprattutto sul litorale sloveno ufficialmente bilingue! Il litorale sloveno e croato è quello che ti consiglio per il tuo prossimo viaggio! 🙂

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    • Claudia ha detto:

      Ciao Cristina, grazie per la precisazione. Aggiorno l’articolo aggiungendo le altre lingue che si possono sentir parlare in Slovenia 🙂 Spero di visitare il litorale sloveno 🙂 Della Croazia ho potuto vedere Krk e Cres, trovi il post se sei curiosa!

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