Aldo Simeone | Per chi è la notte

“Si chiama Bosco delle Sorti. È pericoloso. Ci si può entrare sono con la bulletta”.
“Con cosa?”
“Col permesso scritto. È per via degli streghi. Dopo il tramonto, si vedono delle luci. Le ho viste pure io”.
“Cosa sarebbero questi streghi?”
“Anime cattive. Morti, forse. Vanno dopo il tramonto, in processione a lume di candela e, se li incontri, ti chiedono: ‘Per chi è la notte?’. Se sai la risposta, puoi andare. Sennò, fingono di riaccompagnarti a casa, ma in realtà resti con loro per sempre”.
“Qual è la risposta?”
“È un segreto”. [Aldo Simeone, Per chi è la notte]

Bosconero è un paese circondato dalle foreste della Garfagnana, un luogo denso di umanità e superstizione. Francesco – il primo nome sarebbe Pacifico – è un ragazzino che vive con la nonna e la mamma in una casetta umile, dai vetri costantemente appannati dall’umidità; il babbo di Francesco era carbonaio, lavorava nel Bosco delle Sorti, uno dei custodi, uno dei pochi a conoscere la risposta corretta alla domanda: “Per chi è la notte?“.

Era perché un giorno il babbo non è più tornato a casa e in paese hanno iniziato a circolare le voci che fosse un disertore o, peggio, un partigiano. Francesco, troppo piccolo per capire, convive con questo dramma: che cosa significa essere un partigiano?

Secondo invece è un giovanotto che ha le idee molto più chiare: è fedele al duce e ammira i tedeschi. Francesco ammira e teme Secondo allo stesso tempo; Francesco non osa disubbedire agli ordini di Secondo, e si ritrova – senza volerlo davvero – a lansciare un sasso nel cortile della canonica, colpendo un ragazzino dai capelli rossi come il fuoco. Chi sono quei bambini che paiono spettri che vivono nella canonica di Don Dante? Perché nessuno di loro va a messa? Sono forse ebrei?

La guerra ingarbuglia gli animi e i pensieri, in modo particolare dopo l’8 settembre 1943. Per Francesco diventa ancora più complesso capire chi sono i buoni e chi i cattivi. Ad aiutarlo a comprendere sembra comparire dal nulla Tommaso, il ragazzo colpito dalla pietra.

Per diventare amici occorre condividere un segreto e Francesco racconta immediatamente a Tommaso la storia degli streghi, esseri soprannaturali che vivono nei boschi e che attirano gli uomini con i loro indici illuminati come candele; pongono una domanda e se non si conosce la risposta, dal bosco non si uscirà mai più.

Tommaso è scettico, è un ragazzino che crede nella scienza e ride di fronte alle superstizioni; vuole dimostrarlo a Francesco, vuole insegnare al nuovo amico delle cose importanti: a non avere più paura, a non credere alle superstizioni e a imparare a scegliere liberamente della propria vita. Perché Francesco è spaventato dagli streghi – che forse non esistono -, ma Tommaso è spaventato dalla guerra, dalle armi e dai soldati, che sono molto più reali.

Mai una volta i conti tornavano uguali. E sotto i numeri s’infiltravano, maledetti, i pensieri: Secondo che ci aveva scambiato per due partigiani. O i partigiani che si avevano scambiato per dei fascisti. E noi che li avevamo creduti degli streghi. O gli streghi per i quali che noi fossimo partigiani, fascisti o nazisti, non faceva differenza [Aldo Simeone, Per chi è la notte]

Paesino di montagna (foto: Claudia)

Per chi è la notte” di Aldo Simeone (Fazi editore) è un ammaliante romanzo in grado di amalgamare perfettamente la crescita del protagonista con i sentimenti di amicizia, sullo sfondo di un doloroso capitolo della storia d’Italia, senza dimenticare le numerose e fantasiose credenze popolari della Garfagnana.

Romanzo di formazione, quindi, perché per Francesco i fatti che accadono a cavallo dell’8 settembre 1943 segnano il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, con l’arrivo della consapevolezza di ciò che è accaduto davvero in paese mentre lui – fortunatamente – si trovava nel Bosco delle Sorti.

Il lettore che ascolta, dalla voce di un Francesco ormai adulto e conscio, le storie degli streghi, delle fate, della Gatta Marella che rapisce i bambini è portato a credere davvero a queste suggestioni, perché è così che appaiono, reali sul serio. Ma man mano che Francesco capisce, soprattutto grazie a Tommaso, che cosa sta succedendo a Bosconero, le credenze sfumano e fanno capolino i veri protagonisti dei drammatici fatti di quell’epoca, tedeschi e partigiani che si scontrano nei boschi.

Con una scrittura armonica, poetica eppure così realistica, “Per chi è la notte” è una scommessa, perché raccontare la guerra attraverso gli occhi di un bambino che diventa adulto non è semplice; grazie agli elementi magici, alla confusione storica, allo straordinario personaggio di Tommaso – una mente adulta nel corpo di un bambino – e all’abilità narrativa di Simeone, il romanzo riesce perfettamente nell’intento di dipingere il passaggio tra due epoche, uno dei più importanti episodi della Storia italiana.

Con Tommaso era sempre così: non solo dava voce ai miei pensieri, li legittimava. Aveva il potere di conferire sostanza alle cose, in qualche modo di renderle vere, di farle succedere [Aldo Simeone, Per chi è la notte]

Titolo: Per chi è la notte
L’Autore: Aldo Simeone
Editore: Fazi editore
Perché leggerlo: perché si tratta di un romanzo di formazione, con uno sfondo storico e folkloristico ben preciso e documentato, scritto in modo ammaliante e sorprendente

(© Riproduzione riservata)

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