10 curiosità su Istanbul, Turchia

Istanbul, l’immensa. Istanbul, l’immortale capitale di tre imperi. Istanbul, la mia città preferita tra quelle visitate finora. Ecco, ora lo sapete: Istanbul mi ha affascinata al punto di scalzare tutte le città visitate per ora, salendo sul mio personale podio delle città più belle con un rapido balzo.

Per raccontarvi ancora di questa meravigliosa città-mondo e per invitarvi a riflettere sul fatto che la storia occidentale e quella orientale sono intimamente legate, ho raccolto 10 curiosità su Istanbul (e la cultura turca in generale) che vi presenterò in questo articolo. Le curiosità sono tratta da diversi libri e guide, troverete la bibliografia al termine dell’articolo. Buona lettura!

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1 – La porta chiusa a chiave del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli

È impossibile entrare dalla principale porta d’ingresso del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, chiusa a chiave dal 1821: fedeli e visitatori possono entrare dalla porta laterale, sempre aperta. La porta del Patriarcato è chiusa a chiave in memoria del patriarca Gregorio V, impiccato ridosso questo ingresso dagli ottomani perché da loro considerato traditore dell’impero. Si dice che la porta principale verrà riaperta quando Istanbul tornerà a chiamarsi Costantinopoli, liberata dalle grinfie dei turchi.

La facciata del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli (foto: Claudia)

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2 – Una catena per chiudere il Bosforo 

Gli imperatori bizantini avevano fatto installare una pesante catena di ferro per chiudere l’accesso al Bosforo già nel 1110, tra la Torre di Leandro e il quartiere di Manganae: ogni anello pesava circa 20 chili, per una lunghezza di circa un metro, e galleggiava grazie ad una serie di boe che la sostenevano. Durante le operazioni per la conquista di Costantinopoli, nel 1453, a Mehmet II venne un’idea geniale per superare la catena: il Fatih spostò i natanti via terra, su una passerella di legno, rimettendo le navi in mare una volta superato l’ostacolo, pronte per espugnare la città. Frammenti della catena, oggi, si trovano in diversi musei di Istanbul.

Un’ulteriore curiosità: pare che un Imperatore bizantino avesse ricevuto la profezia che sua figlia sarebbe morta a causa di un serpente velenoso; per proteggerla, l’Imperatore segregò la figlia sull’isolotto artificiale dove sorgeva la Torre di Leandro, ma la giovane morì perché nel cestino della frutta che ricevette un giorno vi era nascosto un rettile velenoso, che la morse.

La Torre di Leandro, uno dei punti dove era collegata la possente catena che chiudeva il Bosforo (foto: Claudia)

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3 – Graffiti runici a Santa Sofia

Se credete che le incisioni sui muri siano un fenomeno moderno, vi sbagliate di grosso. Al piano superiore di Santa Sofia, nel settore che un tempo era la galleria delle donne, sul marmo di un corrimano potete vedere delle iscrizioni runiche. “Halvdan” e “Are“, ovvero mezzo danese e aquila, sono le parole incise da una guardia variaga, guardia reale dell’imperatore bizantino di origini vichinghe che controllava la loggia dell’imperatrice e delle donne.

Un’ulteriore curiosità: per salire sulla loggia delle donne non ci sono scale, ma si deve percorrere una rampa piuttosto ripida e scivolosa; l’assenza dei gradini è dovuta al fatto che le Imperatrici bizantine venissero portate sulla loggia sedute su una portantina, pertando era più comoda una rampa anziché una scala!

Abside di Santa Sofia: la Madonna col Bambino si trova tra i medaglioni ottocenteschi con i nomi di Allah e Maometto (foto: Claudia)

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4 – Il tappeto da preghiera e la profezia sulla morte di Atatürk 

A quasi cento anni dalla fondazione della Repubblica di Turchia, il popolo turco è ancora molto affezionato alla figura di Mustafà Kemal Atatürk, fondatore della repubblica nel 1923. Ad un personaggio così importante dedico una curiosità molto affascinante. Nel 1929 un maharaja donò ad Atatürk un tappeto da preghiera, tessuto in India, e lo fece recapitare alla stanza 101 del Pera Palas, l’albergo dove spesso Atatürk alloggiava. Dopo la morte di Atatürk la stanza diventò un museo e, inventariando gli oggetti, qualcuno si accorse che sul tappeto indiano era raffigurato un orologio che segnava le 9.07, la data 1938 e dieci crisantemi, che in turco si dice kasımpatı e novembre si dice Kasım.  A questo punto vi rivelo che Atatürk è morto il 10 novembre 1938, alle ore 9.05.

Beşiktaş, quartiere dove si trova il museo di Atatürk, vista dal Bosforo (foto: Claudia)

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5 – La chiesa in ghisa costruita in una notte

La chiesa di Santo Stefano dei Bulgari si trova ridosso al Bosforo, nel quartiere di Fener, e ha una caratteristica che la rende unica: si tratta di un edificio in ghisa. Nel 1871 si dice che il Sultano dell’epoca avesse concesso la realizzazione di una nuova chiesa ortodossa a Istanbul a patto che venisse costruita in una notte. Per tenere fede all’accordo, i pezzi in ghisa furono fabbricati a Vienna e trasportati lungo il Danubio, per giungere poi nel Mar Nero e quindi sul Bosforo. In questo modo, sembrerebbe, fu assemblata in una notte. Verità o leggenda, la chiesa di Santo Stefano dei Bulgari è un edificio spettacolare dove la luce che filtra dalle vetrate permette alla ghisa dorata di splendere.

Interno della chiesa di Santo Stefano dei Bulgari (foto: Claudia)

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6 – Da Londra a Nuova Delhi in treno, via Istanbul

Alla fine dell’Ottocento, a Istanbul vennero completate le stazioni ferroviarie di Sirkeci e Üsküdar, a riprova del fatto che l’Europa aveva intenzione di collegarsi con l’Asia. Dopo la realizzazione del Canale di Suez, si iniziò ad accarezzare l’idea di collegare su rotaia Londra con Istanbul, e da qui attraversare l’Impero ottomano, l’Impero persiano e giungere fino a Nuova Delhi. Immaginate la meraviglia di salire su un treno a Londra e farvi trasportare sino in India. Purtroppo, come sappiamo tutti, nel 1914 la Prima Guerra Mondiale stravolse gli equilibri internazionali, così l’ambizioso progetto ferroviario venne messo da parte.

Di questo percorso, funzionò il tratto Parigi-Istanbul, il noto Orient Express, termine che a pronunciarlo ancora oggi evoca mistero e fascino. Il re dei treni influenzò artisti e scrittori, una su tutte la nota giallista inglese Agatha Christie che ad esso si ispirò per comporre “Assassinio sull’Orient Express“.

Questo è il panorama che i viaggiatori dell’Orient Express vedevano una volta scesi alla stazione di Sirkeci (foto: Claudia)

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7 – Il Sultano dei tulipani

Dici tulipano, dici Olanda? In realtà, per i turchi il tulipano è il fiore nazionale e dovrebbe quindi evocarci la Turchia. Il genere Tulipa ha avuto infatti origine sui monti del Pamir, tra l’Hindo Kush e il Tien Shan, nell’Asia Centrale insomma, proprio come gli Ottomani.

Giunto dall’Anatolia, il tulipano iniziò ad essere coltivato e apprezzato dai Sultani dell’Impero ottomano: ai turchi questo fiore ricordava i loro turbanti, infatti il termine tulipano deriva dalla parola turca “tullband” che significa appunto turbante. Solimano il Magnifico amò molto i tulipani, tanto da chiedere ai giardineri di piantarne ovunque e di creare nuove colorate varietà. Ogni primavera a Istanbul vengono messi a dimora migliaia di bulbi di tulipani nei parchi cittadini e si svolge un festival che celebra l’amato fiore.

In Olanda il tulipano vi arrivò quando l’ambasciatore fiammingo spedì al giardinere reale olandese una serie di bulbi. Una volta fioriti nei giardini reali, per gli olandesi fu subito amore.

Un’ulteriore curiosità: i turchi amano così tanto i tulipani che sorseggiano il çay, il loro tè, in bicchierini di vetro che ricordano proprio il calice del pregevole fiore.

Sorseggiando un çay sul Bosforo (foto: Claudia)

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8 – Le tradizioni delle steppe asiatiche al Topkapı

Il Topkapı è pura meraviglia, è un immenso giardino murato costituito da tanti edifici e padiglioni, e al suo interno contiene l’harem del Sultano. Quando Mehmet II conquistò la Città, sentì immediatamente il bisogno di far costruire un luogo adatto alla loro stirpe; il Topkapı non è però un semplice palazzo come quelli che siamo abituati a vedere in Europa: è, come dicevo, composto da tante strutture, che ricordano le tende degli accampamenti nomadi dei popoli delle steppe.

I cavalli sono sempre stati importanti per gli ottomani: il simbolo del potere del Sultano erano le code di cavallo, aveva diritto a ben 7 code, mentre il Gran Visir aveva diritto a 4 code. Il divan, il governo dell’Impero, era l’organo che prendeva le decisioni e quando si trattava di questioni veramente importanti, veniva convocato e presieduto a cavallo.

Uno dei molti padiglioni che compongono il complesso del Topkapi (foto: Claudia)

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9 – Franchi d’acqua dolce, franchi d’acqua salata

Costantinopoli è da sempre stata una città cosmopolita, multiculturale e multireligiosa. Durante l’epoca ottomana continuarono ad operare le chiese cristiane perché Mehmet II aveva accettato di buon grado che Costantinopoli diventasse sede del Patriarcato Ecumenico Ortodosso, e quella decisione nessuno la poteva cambiare.

I Sultani si trovarono così a tollerare le altre religioni, anche se i fedeli erano invitati a non ostentare troppo il loro culto (fra l’altro gli ottomani avevano orrore del suono delle campane, per cui vietavano di suonarle; nell’aria doveva solo echeggiare il richiamo del muezzin).

Così per lungo tempo più religioni hanno convissuto nella grande Costantinopoli: gli europei dell’Ovest agli ottomani erano noti come “franchi”, distinti in “franchi d’acqua dolce” per definire i balcanici, e “franchi d’acqua salata” per definire coloro che arrivarono via mare, come i genovesi e i veneziani. I franchi d’acqua salata vivevano nel quartiere di Pera, storicamente abitato da loro sin dall’epoca bizantina, proprio ridosso alla splendida Torre di Galata.

La Torre di Galata, fatta costruire dai genovesi nel 1348, per lungo tempo fu l’edificio più alto della città (foto: Claudia)

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10 – Del perché si chiama Corno d’Oro

Siete a Istanbul e sulle guide continuate a leggere “Corno d’Oro“. È persin probabile che alloggerete nella zona del Corno d’Oro, dato che i monumenti più importanti della città sono collocati qui. A questo punto, come me, vi chiedere perché si chiama così, perché Corno d’Oro. Scoprirlo è semplice: salite sulla Torre di Galata una mezz’oretta prima del tramonto; affinate i sensi, pulite le lenti degli occhiali se come me siete dei quattrocchi.

Ecco, visto? Guardate il sole, la nostra stella che sorge in Asia e tramonta in Europa. Visto che luce, che colori? Riempitevi gli occhi di meraviglia: ecco perché lo hanno chiamato Corno d’Oro.

Tramonto sul Corno d’Oro (foto: Claudia)

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Concludo questo nostro viaggio attraverso le curiosità di Istanbul con una citazione tratta da “Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana” di Franco Cardini (Il Mulino)

Istanbul è così. Affascina e avvince alla prima occhiata, con i suoi tanti mari che la circondano, il suo sole abbagliante e le sue nebbie misteriose, i suoi minareti, i suoi giardini, le sue fontane, le sue strade erte e tortuose, i suoi bazar eternamente immersi in mille profumi. Ma quando se ne conosca un po’ la storia, essa appare ancora più bella: perché non si vede soltanto quello che si guarda, ma anche quello che si sa e che si ricorda.

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Bibliografia essenziale, ovvero da dove ho tratto tutte queste meravigliose curiosità

          • Istanbul insolita e segreta” di Emre Öktem (JonGlez editore): una guida intrigante e interessante sia per chi si appresta a visitare Istanbul la prima volta, sia per chi pensa di conoscerla molto bene. Sono certa che alcune curiosità saranno in grado di sorprendere tutti. Contiene moltissime fotografie a colori, schede di approfondimento e spunti interessanti.
          • Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana” di Franco Cardini (Il Mulino): il non plus ultra dei libri sulla Città; ricchissima di storia, ampiamente documentata, sorprendente ad ogni pagina per chi è appassionato o per chi ha intenzione di appassionarsi alla città sul Bosforo.
          • Il divano di Istanbul” di Alessandro Barbero (Sellerio): immancabile testo per chi vuole conoscere e apprendere con semplicità l’essenziale storia dell’Impero ottomano. Un libro divulgativo per gettare le basi per una futura passione in merito agli Ottomani.

(© Riproduzione riservata)

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9 pensieri su “10 curiosità su Istanbul, Turchia

    • Claudia ha detto:

      Per ciò che ho visto io, la parte asiatica mi è sembrata molto più tranquilla e meno caotica di quella europea e in realtà io non ho mai avvertito pericolo e non ci siamo mai trovati in situazioni al limite del pericolo. Purtroppo, come in ogni cosa, bisogna avere fortuna. Un mio conoscente è stato derubato sulla Rambla di Barcellona, a me non successe nulla (ma feci ben attenzione!)

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    • Celia ha detto:

      Il poco che so lo derivo dalle fotografie e dai racconti di un’amica, che l’ha amata e non avrebbe neppure voluto far ritorno.
      Credo ne sarei immensamente affascinata, ma chissà se, alla fine, la città riuscirebbe a superare la barriera della mia esigenza ed intransigenza…

      Piace a 1 persona

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