Dove ancora sono possibili avventure: intervista a Tino Mantarro, autore di Nostalgistan

Di alcuni libri ti innamori prima di leggerli. Trama, copertina, i luoghi dove il libro è ambientato: ecco, sono questi i motivi per cui “Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale” di Tino Mantarro (Ediciclo editore) ha iniziato a piacermi ancora prima che iniziassi a leggerlo, sul treno per tornare a casa dopo il Salone del Libro di Torino.

Con gentilezza e professionalità, Tino Mantarro ha accettato di rispondere a dieci domande che gli ho posto a seguito della lettura, perché dopo aver letto un libro come questo vuoi necessariamente saperne di più, conoscere ancora qualche dettaglio, sentire un’altra storia.

Quindi, se non avete ancora letto il libro, potete farvi un’idea della brillante scrittura di Tino – una scrittura che raggiunge il cuore dei lettori che si sentono un po’ nomadi – leggendo l’intervista. Buona lettura!

“Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale” di Tino Mantarro (Ediciclo)

1. Raccontaci com’è nata la tua passione per il viaggio

Come è nata la passione per il viaggio non è facile da dire, è come domandarsi quando ti sei innamorato di qualcuno, non credo esista una data esatta, un prima e un dopo. Diciamo che il primo viaggio l’ho fatto a 40 giorni, in treno, dal Nord Italia alla Sicilia, il ritorno estivo dei migranti. Da allora muovermi è stata una parte normale della mia vita, anche se certo, non erano viaggi in terre lontani ma per anni, fino ai 19 è sempre stato lo stesso viaggio su e giù per l’Italia più volte l’anno. Ma diciamo che quella transumanza estiva ha creato l’abitudine all’andare, poi gli atlanti hanno fatto il resto…

2. Nella prefazione di “Nostalgistan” scrivi che sei attratto da quella fetta di mondo che va pressappoco da Gorizia a Vladivostok. Cosa ti attrae di queste terre?

Credo di essere stato attratto da queste terre perché erano quelle di cui sapevo meno da ragazzino. Mentre l’America nelle sue declinazioni faceva parte del nostro immaginario quotidiano, quella parte di mondo negli anni Ottanta e poco dopo era un buco nero, anzi rosso!, di cui poco si sapeva, o di cui almeno poco sapevo io. Per cui è nata quella fascinazione di andare a vedere che cosa si nascondeva dietro a quei nomi complessi. Una volta fatto il primo viaggio, nella ex-Jugoslavia a guerra appena conclusa è stato, come dire, amore a prima vista. Amore per queste architetture diverse, per certi sapori forti, per un modo un po’ artigianale di prendere la vita, amore per il fatto che dietro l’angolo quando viaggi in queste terre c’è sempre qualcosa di inaspettato, inconsueto, diverso.

Uzbekistan. Fonte: Flickr, Kalpak Travel, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

3. Come potremmo noi occidentali capire la nostalgia che si respira nei Paesi ex sovietici?

La nostalgia che si respira in quelle terre forse sta più nei nostri occhi che nei loro, è più nelle cose che nelle persone. È difficile dire che cosa sia in positivo, è più semplice per sottrazione. Di certo è nostalgia politica di un URSS di cui pochi possono aver nostalgia, forse gli anziani. È, almeno in parte, una nostalgia “costruita”, la nostalgia di un passato assai remoto molti mitizzato perché la mitizzazione è servita ai vari Stati indipendenti per costruirsi una identità laddove non ne esisteva una. In definitiva è un’atmosfera che respiri quando ti imbatti in certe zone abbandonate, in certe screpolature del paesaggio che ti lasciano l’impressione che ci sia stata qualcosa prima, qualcosa che ti sei perso.

4. Tutte le volte che capiti nelle terre ex sovietiche c’è un momento in cui vorresti essere altrove. Perché ritorni sempre?

Non capita solo nelle terre ex.sovietiche: capita ovunque. C’è sempre un momento in cui nei viaggi ti senti fuori posta e vorresti essere altrove. Certo, in queste terre che alle volte sanno essere oggettivamente inospitali ogni tanto ti chiedi chi te lo abbia fatto fare, se non fosse stato meglio scegliere una spiaggia italiana a caso. Però nessuna esperienza è stata mai così disastrosa da farmi dire: mai più. Forse perché il ricordo è un processo selettivo, pulisce le scorie e ti lascia il bello.

Tajikistan. Fonte: Flickr, Kalpak Travel, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

5. In Caucaso e Asia Centrale hai sempre viaggiato in compagnia. Dopo l’esperienza accumulata in questi anni, partiresti da solo?

Mi è capitato per brevi viaggi di lavoro di andar da solo, in Russia, o in Cina. Però in compagnia è meglio. Non tanto per una questione di sicurezza, che sono sono assai sicure: più che altro perché non parlando io russo e non essendo zone molto battute è abbastanza difficile trovar qualcuno con cui condividere le tue esperienze. Mentre condividere è una parte fondamentale del viaggio.

6. Per una donna potrebbe essere più difficile che per un uomo viaggiare in Asia Centrale?

Sì, per una donna sola potrebbe essere più difficile. Più che altro per una disabitudine a veder una donna che viaggia sola in queste zone, non per motivi di carattere religioso come si potrebbe pensare. Sono tutti Paesi che praticano un Islam assai all’acqua di rose, per cui quel tipo di problemi non sussistono.

Kyrgyzstan. Fonte: Flickr, Kalpak Travel, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

7. Un’esperienza positiva durante uno dei tuoi viaggi

Le esperienze positive sono state tante, ogni esperienza è stata positiva, anche quelle apparentemente peggiori, perché ti fanno riscoprire alcune cose che spesso diamo per scontate come, per esempio, il fatto che le persone a ogni latitudine sono più disponibili di quel che si pensa, sono sempre disposte a darti una mano, anche se non parlano la tua lingua e non ti hanno mai visto. L’ospitalità, l’altruismo, l’accoglienza verso il viaggiatore, anche se cercano di farci credere il contrario, è connaturata al genere umano, a qualsiasi latitudine.

8. Una difficoltà a prima vista insormontabile durante uno dei tuoi viaggi

Qualche guasto meccanico all’auto con cui viaggiavamo, più che altro perché sono totalmente ignorante in materia, dunque anche il più piccolo problema mi sembra uno scoglio insormontabile. Ma i meccanici dell’Asia Centrale sono ben esperti, e con un poco di fantasia sanno risolvere ogni tipo di guasto. Per il resto nulla è davvero insormontabile, basta armarsi di pazienza e mettersi a dialogare con gli altri, una soluzione salta fuori sempre. Se ti adatti il gioco è fatto.

Ashgabat. Fonte: Flickr, Kalpak Travel, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

9. Quali libri ti sono stati utili per organizzare i viaggi in Asia Centrale?

Sono un grande appassionato di Colin Thubron, lo scrittore inglese, quindi i suoi due libri di viaggio sull’Asia Centrale, che non servono per organizzare il viaggio (basta una buona guida e un po’ di ricerche online) ma per entrare in quelle atmosfere. E poi anche un libro che non si trova se non usato, di Sylvain Tesson:  Baku, elogio dell’energia vagabonda.

10. Un consiglio a chi vorrebbe scoprire le terre ex sovietiche e l’Asia Centrale

Partire subito, non star troppo a pensare come sarà e come non sarà, esser disposti all’avventura, perché queste sono terre dove ancora sono possibili avventure. Non parlo di chissà quali cose difficili, parlo dell’avventura quotidiana di percorrere sentieri meno battuti, di sorprendersi per la gentilezza, per la voglia di relazioni anche minime delle persone che incontri.

Tajikistan. Fonte: Flickr, Kalpak Travel, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

*

Ringrazio Tino Mantarro per la sua disponibilità nel rispondere alle mie domande. Se l’intervista vi è piaciuta o vi ha incuriositi, leggerò volentieri i vostri commenti.

Annunci

2 pensieri su “Dove ancora sono possibili avventure: intervista a Tino Mantarro, autore di Nostalgistan

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.