Tutte le strade portano al Salone Internazionale del Libro di Torino

D’accordo, per il titolo ho preso spunto dallo slogan che campeggia sulla home page del sito del Salone Internazionale del Libro di Torino, XXXII edizione, che ha avuto come titolo “Il gioco del mondo” e dove la lingua spagnola – e gli autori ispanofoni – sono stati i grandi protagonisti. Dettaglio: sono persino riuscita a farmi piacere il logo su quello sfondo giallo da cartello “Vendesi/Affittasi“.

Sono andata al Salone in ben due giornate, il giovedì e il sabato. Se al giovedì ci sono andata da sola, con il chiaro intento di lasciar vagare la mente e farmi ispirare dai veri protagonisti del Salone – i libri, ovviamente -, il sabato mattina ho avuto il piacere di intervistare gli autori Desy Icardi e Franco Faggiani grazie alla sempre disponibile Fazi editore e al sostegno dell’ufficio stampa.

Andiamo con ordine.

Giovedì, come si sa, è stata una giornata relativamente tranquilla. L’obiettivo era quello di passeggiare tra gli stand, ammirare le ultime novità, sfogliare le anteprime, buttare un’occhiata ai libri reputati interessanti, sopravvivere alle code per acquistare un cappuccino e una brioche.

Dato che sono sopravvissuta, sono tornata al sabato. Separata immediatamente dalle amiche che erano con me (ma Federica l’ho ritrovata e persa varie volte), e abbracciata al volo la cara Elisa (La lettrice rampante) generando una sorta di blocco del flusso umano nel passaggio coperto tra Lingotto e Oval, sono corsa allo stand di Fazi per le interviste.

Ho conosciuto la pecora di Bottega Errante Edizioni e mi ha suggerito di leggere “I buchi neri di Sarajevo e altri racconti” (foto: Claudia)

A Desy Icardi, autrice del romanzo “L’annusatrice di libri“, ho immediatamente fatto presente quanto io abbia amato la rievocazione della Torino degli anni ’30 (nella gioventù di zia Amalia) e degli anni ’50 (il presente in cui si svolge la storia di Adelina, la nipote di zia Amalia). La Icardi mi ha spiegato che la scelta dell’ambientare il romanzo in quegli anni dipende dal fatto che avesse bisogno di un’epoca in cui la perdita della capacità di leggere – ciò che capita ad Adelina nel romanzo – non fosse vista come l’inizio di un disturbo specifico dell’apprendimento, bensì un’epoca in cui un ragazzo poco bravo a scuola venisse considerato semplicemente un somaro.

Alla domanda se una vita senza libri vale la pena d’essere vissuta, la Icardi sostiene con fermezza che sono le storie ad avere maggiore peso, anche più dei libri, e quindi che le storie sono fondamentali. I libri servono per raccontarle, queste storie, ma tutto deve nascere prima da un racconto, un vissuto, un evento. Un nuovo libro in cantiere la Icari lo ha già, non ci resta che attendere che esca in libreria.

L’incontro con Franco Faggiani, autore dei romanzi “La manutenzione dei sensi” e “Il guardiano della collina dei ciliegi“, ho subito chiesto se si affeziona ai suoi personaggi: per Faggiani i personaggi sono come dei figli, ma ad un certo punto è giusto che vadano per la propria strada, per cui lui è uno di quegli autori che lascia liberi i protagonisti, Leonardo e Martino sulle montagne della Val di Susa e Shizo sulla collina dei ciliegi.

Natura e movimento sono costanti nei romanzi di Faggiani, questo perché l’Autore è fortemente convinto che serva attraversare e osservare la natura, camminando o correndo, per meditare, riflettere e ritrovare gli equilibri e misurarsi con se stessi. Ma attenzione: la natura accoglie e protegge solo se l’uomo è capace a rispettarla. Faggiani ha in mente diverse idee per il prossimo libro, sarà qualcosa di diverso rispetto ai primi due romanzi perché all’Autore piace provare nuove esperienze e cambiare ambientazioni, personaggi e trame. Uno scrittore non necessariamente deve avere un’etichetta, anzi, è bene scrivere libri diversi tra loro per stimolare la curiosità dei lettori (curiosità che non dovrebbe mancare mai).

Casa Fazi, dove ho passato buona parte della mattinata (foto: Claudia)

Dopo le interviste – che forse son state più chiacchierate amichevoli, causa mia imbranataggine, ma è stato bellissimo lo stesso – ho delinato il piano d’attacco degli acquisti e per i prossimi mesi dire non posso esclamare: “Non ho niente da leggere!

Di libri a casa ne ho portati sei, di cui due gentilmente in forma di copia staffetta, e ben due anteprime cartacee di casa Fazi. Curiosamente, se poniamo i libri che ho portato a casa su un mappamondo, noteremo che puntano quasi tutte ad Est.

Così è palese che, se mi seguirete, viaggeremo assieme attraverso: Pakistan, Bosnia-Erzegovina, Turchia, Azerbajan, Asia Centrale, Cina, isola di Itaca (sì, l’ideale patria di Ulisse, uno dei miei personaggi letterari preferiti in assoluto) e grazie alle anteprime Fazi volerò negli USA e in Canada.

Gli acquisti, ovvero le prossime letture (foto: Claudia)

Il bilancio del Salone è più che positivo, sebbene il sabato pomeriggio ne sia uscita particolarmente stravolta. Lo spazio all’Oval mi è piaciuto molto di più rispetto ai classici padiglioni del Lingotto e mi auguro che venga mantenuto anche il prossimo anno. Vedere così tante persone al Salone del Libro, acquistare libri, assistere alle presentazioni, porre domande agli editori, chiedere consigli, è sempre positivo.

Credo di aver assistito sul treno alla scena più bella di questo Salone. Una mamma e una bambina in età scolare, quest’ultima appena salita sul treno prende il suo nuovo acquisto e inizia a leggere. Qualche minuto dopo la mamma la distrae con una domanda, lei risponde e poi aggiunge: “Mamma, ora sono in lettura“. Ecco, a te, chiunque tu sia, auguro di non perdere mai la passione per la lettura e per la curiosità, assieme ti porteranno lontano.

Leggo per poter vivere molte vite in molti luoghi, Anne Tyler (foto: Claudia)

(© Riproduzione riservata)

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