Franco Faggiani | Il guardiano della collina dei ciliegi

Le scelte, più che le imposizioni, prevedono sempre dei compromessi, dei patti che poi vanno rispettati con onore. Io ho prestato fedeltà al signor Fukuta e mi occupo dei ciliegi, che sono piante sacre. Ultimamente, è vero, a volte mi sono trovato a invidiare le gru, alle quali basta prendere un po’ di rincorsa, aprire le ali al vento e andare altrove, lontano. Oppure i cervi, liberi di tracciare in qualsiasi momento nuovi itinerari (…) Ma non ho ali e cammino con due gambe sole; il mio mondo è quello che mi circonda, fatto di alberi, montagne, nuvole, stagioni che si alternano puntualmente. Il mondo non è quello che sognamo ma quello che è. Non ci sono utopie [Il guardiano della collina dei ciliegi, Franco Faggiani]

Tamana, Sud del Giappone, primi del Novecento.  Shizo Kanakuri è un ragazzo ubbidiente, serio e rispettoso, con un grande passione per la corsa: Shizo ama correre nei boschi che ammantano la sua isola, lungo i corsi d’acqua e le spiagge. Completati gli studi obbligatori, per volere del padre, si trasferisce a Tokyo per studiare Economia.

Shizo in città si sente spaesato e per essere libero continua a correre; un giorno, il signor Kano lo nota e resta colpito dalla velocità di Shizo. Timido e impacciato, Shizo Kanakuri viene portato dal signor Kano al cospetto dell’imperatore Mutsuhito, il quale gli dà la sua preziosa benedizione per la partecipazione ai Giochi Olimpici di Stoccolma, nel luglio del 1912, dove Shizo rappresenterà il Giappone partecipando alla maratona di 40 chilometri e 200 metri.

Frastornato dalle speranze che tutti ripongono in lui, Shizo si imbarca per Vladivostok e dalla città russa sale sulla Transiberiana diretta a Mosca; da qui prosegue per la Finlandia e finalmente raggiunge la Svezia. Nel corso del lungo viaggio in treno attraverso la Russia, Shizo ha avuto molto tempo per riflettere ed è riuscito a stringere amicizia con un misterioso giapponese anch’egli diretto in Svezia.

La mattina della gara a Stoccolma la temperatura è molto alta; Shizo è forte a correre, ma nei suoi boschi e lungo i suoi fiumi: la città lo intimidisce e lo prostra allo stesso tempo.

Riporta alla mente le tue corse sotto la neve, tra i boschi della tua isola, gli allentamenti mattutini nel parco dell’università e il piacere che hai provato, la sensazione di libertà. Ricorda il tuo impegno verso l’imperatore, Kanakuri-san, ma senti la libertà dentro di te. Oggi non sarà una giornata facile, ma tu potrai portare a termine un’impresa [Il guardiano della collina dei ciliegi, Franco Faggiani]

Al trentesimo chilometro accade l’impensabile: Shizo prende una decisione che stravolgerà la sua vita e gli impedirà di terminare la maratona. Sentendosi un infimo traditore del suo grande Paese, si unisce all’amico conosciuto sulla Transiberiana e torna in Giappone solo qualche anno dopo.

Non tornerà a casa, sulla sua isola del Sud, a casa dei genitori. Shizo Kanakuri sceglie di ritirarsi sull’isola di Rausu, nell’Hokkaidō. La decisione gli apre nuove porte e il destino ha per lui in serbo molte altre novità, piacevoli e spiacevoli. Nel frattempo, Shizo Kanakuri ora noto col nome di Yuki Kahida, diventa il guardiano della collina dei ciliegi.

(…) dalla primavera del 1915 fino al 1967 ho vissuto nell’isola di Hokkaidō, che dell’arcipelago giapponese è la più settentrionale, la meno abitata e la più selvaggia. A Rausu, per la precisione, sulla costa nord flagellata d’inverno dai venti artici, lontano tremila chilometri dal mio villaggio natio. Un altro mondo (…) Per tutti quegli anni sono stato il guardiano di una collina di ciliegi [Il guardiano della collina dei ciliegi, Franco Faggiani]

Ma il passato, per quanto si cerchi di dimenticarlo, nasconderlo e spingerlo nei recessi della nostra mente, torna sempre. E per Yuki tornerà un giorno di circa cinquant’anni l’interruzione della maratona di Stoccolma. Tornerà sotto forma di un curioso giornalista sportivo europeo, appassionato di cultura giapponese; tornerà a bussare al cuore di Shizo Kanakuri che, ripresosi la sua vera identità, deciderà di terminare ciò aveva lasciato in sospeso.

Penso che questa possa essere per lei l’occasione per ritrovare il suo senso dell’onore. Perciò accetti questo invito, mio caro amico. Non possiamo certo riportare indietro il tempo né fermarlo, ma possiamo sempre dare un senso al suo fluire [Il guardiano della collina dei ciliegi, Franco Faggiani]

Cherry blossoms, Yu-Li Lin (fonte: Flick Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani (Fazi editore) è un romanzo semplicemente stupendo, scritto con un stile raffinato e assorto allo stesso tempo, ricchissimo di descrizioni magnifiche della natura giapponese. Ora vi spiego come ha saputo conquistarmi in modo così profondo.

L’incredibile record di Shizo Kanakuri è reale – potete verificarlo qui-, perché Faggiani per scrivere questo romanzo è partito dalla biografia di Kanakuri, ma da buon narratore di storie, l’ha modificata rendedola poetica, tenera e delicata, immaginando che per moltissimi anni Shizo – o meglio, Yuki – si fosse occupato con dedizione estrema ad una collina fitta di alberi di ciliegio.

Al di là della trama, appunto bellissima, sono i sentimenti che nel tempo hanno caratterizzato Shizo ad avermi fatta emozionare e riflettere, perché mi sono spesso sentita vicina al protagonista.

Shizo Kanakuri ha 21 anni quando il signor Kano lo seleziona per i giochi Olimpici di Stoccolma: lasciare il Giappone e sente sulle sue spalle un notevole peso: quello di fare bella figura poiché lui rappresenta il Giappone intero. Chi di noi non si è mai sentito come Shizo alla vigilia della gara: pensate ad un esame importante, un colloquio di lavoro, una cerimonia che rappresenta un rito di passaggio. Le persone si aspettano qualcosa da noi e la paura di deluderle è molto forte.

Accade poi l’impensabile a Stoccolma: al trentesimo chilometro, Shizo abbandona la gara. Ecco come una scelta può stravolgere totalmente e in modo impensabile i destini delle persone. Sentendo di aver deluso l’imperatore, il signor Kano, i genitori e tutto il Giappone, Shizo vuole espiare la sua colpa e peregrinerà per molto tempo prima di ritornare al suo Paese. E chi non ha mai deluso un amico, un parente, un conoscente: che brutte sensazioni si provano.

Antichi templi a Kyoto, Giappone (fonte: Pedro Szekely, Flickr Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

A questo punto, Shizo non sarà più lui, darà un taglio netto al suo passato, cercando di dimenticare la grande delusione che ha dato a chi credeva in lui. Assume un’altra identità e pratica un mestiere che mai si sarebbe immaginato di svolgere: diventa il guardiano della collina dei ciliegi. A contatto con la natura, con i gogo – i macachi grigi delle montagne giapponesi – e in compagnia dei kami – gli spiriti benevoli della natura -, Shizo/Yuki conosce nuove persone e vive nuove avventure. Questo accade dopo una scelta: le scelte vengono compiute ogni giorno, talvolta sono cose di poco conto, ma spesso sono scelte molto importanti. Eppure, quando scegliamo, chi di noi sa dove ci porterà la nuova strada che intraprendiamo.

Infine, anni e anni dopo, il passato di Shizo Kanakuri torna a galla. Perché possiamo lasciarci alle spalle storie, eventi, fatti accaduti tempo prima, ma qualche volta i fantasmi ritornano. E cosa fare se non affrontarli, trovando il coraggio dentro di noi, per sconfiggerli e sistemarli una volta per tutte.

La fotografia che mi avevano fatto a ventun anni con il numero 344 appuntato sulla maglia bianca e quella che mi ritrae con il soprabito nero mentre, a settantasei anni anni, spezzo con il petto il filo di lana nello Stadio Olimpico di Stoccolma sono ora incorniciate sulla mensola nella casa di Tamana (…) Quelle due immaginano rappresentano l’inizio e la fine di una lunga storia vissuta per lo più su una collina di ciliegi [Il guardiano della collina dei ciliegi, Franco Faggiani]

Titolo: Il guardiano della collina dei ciliegi
L’Autore: Franco Faggiani
Editore: Fazi editore
Perché leggerlo: perché è un romanzo bellissimo poetico, dolce, tenero e commovente che racconta la storia di Shizo Kanakuri ma che potrebbe essere la storia di tutti noi
Dello stesso autore puoi leggere: La manutenzione dei sensi

(© Riproduzione riservata)

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6 pensieri su “Franco Faggiani | Il guardiano della collina dei ciliegi

  1. Athenae Noctua ha detto:

    Questo romanzo è un piccolo gioiello: penso proprio che lo proporrò ai miei alunni come lettura estiva comune, perché, oltre ad essere scritto in modo impeccabile e a presentare tutte le migliori caratteristiche della narrativa è proprio una storia appassionante. Spero proprio che lo possano apprezzare, io me ne sono innamorata!

    Piace a 1 persona

    • Claudia ha detto:

      Ciao Cristina! Come non essere d’accordo con te 🙂 Il guardiano della collina dei ciliegi è stata una piacevolissima compagnia, amo la sensibilità e le descrizioni di Franco Faggiani. Proporlo da leggere a scuola mi sembra un’ottima idea, i valori qui contenuti sono molteplici e di spunti per la discussione certamente ce ne sono!

      Mi piace

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