Carmen Korn | È tempo di ricominciare

Spazzate via le macerie, Amburgo era diventata una città di grandi spazi aperti, vuoti, in cui le baracche di legno davano un senso di solidità superiore a quello dei grossi palazzi (…) Cos’è che aveva detto Max Brauer, il sindaco di Amburgo? Che la ricostruzione doveva avvenire anche sul piano spirituale (…) [È tempo di ricominciare, Carmen Korn, trad. M. Francescon]

Amburgo, 1949. La Seconda Guerra Mondiale è terminata e, come già accadde alla fine del primo conflitto mondiale, la Germania ne è uscita sconfitta. Amburgo, come molte altre città tedesche, nel corso degli ultimi anni di guerra è stata bombardata e ancora nel 1949 ci sono palazzi inagibili e interi quartieri che attendono di essere ricostruiti, e ci sono molte persone – i fortunati sopravvissuti – che vivono in baracche di fortuna, a casa di amici o in alloggi pericolanti.

Inizia in questo cupo scenario il romanzo “È tempo di ricominciare” di Carmen Korn (trad. M. Francescon, Fazi editore), felice e appassionante seguito di “Figlie di una nuova era“. Nel secondo volume della saga delle quattro amiche nate negli anni intorno al 1900 – Henny, Käthe, Ida e Lina – viene raccontato tutto ciò che accade alle donne e alle loro famiglie tra il 1949 e il 1969.

È tempo di ricominciare, quindi. È tempo di prendere nuovamente in mano la propria vita e lasciarsi alle spalle i dolori del conflitto. Diventa necessario per i protagonisti prendere consapevolezza del fatto che le cose accadute “quando il mondo era giovane” sono relegate nel passato e ora bisogna guardare avanti, nonostante tutto.

Se solo le cose fossero così semplici. [È tempo di ricominciare, Carmen Korn, trad. M. Francescon]

Käthe è stata intravista da Henny su un tram nel centro di Amburgo. È sopravvissuta al campo di concentramento? Alessandro Garuti, padre di Rudi, cerca disperatamente suo figlio, forse ancora prigioniero – o addirittura disperso – in un campo di lavoro negli Urali.

Ida e Tian, finalmente sposati, vivono ancora da Guste, la donna che è colonna portante di una casa che in realtà è un porto sicuro per chiunque abbia bisogno di un pasto caldo, un conforto o semplicemente un abbraccio forte.

Lina e la compagna Louise, con il giovane scapolo d’oro Momme, aprono la libreria Landmann, in onore del dottor Kurt Landmann, il quale molto si è prodigato per aiutare gli amici durante i momenti più duri della dittatura nazista.

Henny, inoltre, ha finalmente ripreso in mano la sua vita dopo il divorzio con Ernst Lühr, padre di Klaus, e inizia a pensare di sposare l’uomo che ama da sempre: il dottor Theo Unger.

Era un giorno che non speravano più di vivere, che avevano smesso di aspettare. Ma era bello viverlo [È tempo di ricominciare, Carmen Korn, trad. M. Francescon]

I primi due romanzi della saga di Carmen Korn

Ognuno di loro, dei protagonisti della prima generazione, ha subito un lutto, un dolore, porta nel cuore una cicatrice. Ma tutti hanno voglia di ricominciare. E tutte le sperenze degli adulti sono, naturalmente, rivolte ai bambini ora diventati grandi: Marike, figlia di Henny e del defunto Lud, che è diventata dottoressa specialista in ginecologia; Florentine, figlia di Ida e Tian, che sembrerebbe avviarsi verso una carriera da modella; Klaus, figlio di Henny ed Ernst, che inizia a lavorare in radio e proprio qui incontra l’amore della sua vita.

Com’è giusto che sia, proprio come nella vita reale, le esistenze dei personaggi che abbiamo conosciuto in “Figlie di una nuova era” si intrecciano con nuovi protagonisti, creando una fitta rete di conoscenze e contatti. In vent’anni ne accadranno di cose: sarà inevitabile salutare i personaggi più anziani, nasceranno nuovi bambini e nuove amicizie, qualcuno scoprirà che si può diventare genitore anche in età adulta, c’è chi sceglierà di non redimersi, c’è chi inizierà a sognare una vita nuova, piena soprattutto di speranze e di fiducia nel futuro.

Abbracciò forte Käthe e la baciò. La baciò come se fosse il 1919 e loro due fossero entrambi giovani come il nuovo secolo [È tempo di ricominciare, Carmen Korn, trad. M. Francescon]

Insomma, “È tempo di ricominciare” è un romanzo che ho profondamente amato, forse persino di più del primo volume, perché se nel corso del primo romanzo avevo iniziato a voler bene ai protagonisti, ora mi ci sono proprio affezionata.

Se nel primo romanzo erano la guerra e i nazisti a portare buio e paura tra i protagonisti, ora c’è molta più luce, sono forti le speranze verso il futuro, sebbene scoppi la guerra in Vietnam, Kennedy e Martin Luther King vengano assassinati, venga costruito il muro di Berlino e nel ’68 i disordini raggiungano anche la capitale divisa delle due Germanie. E oltre la Storia, leggendo si assiste al cambio di costumi, all’avanzare di nuovi modi di pensare e vedere le cose.

La capacità di Carmen Korn è quella di raccontare i piccoli dettagli della vita delle persone, quei dettagli che all’apparenza giudicheremmo quasi insignificanti, ma che in realtà compongono la vita stessa. I sentimenti sono descritti con cura e attenzione, quasi a non voler violare l’intimità tra e dei personaggi; sono amicizia, stima e amore le emozioni che palpitano forti nel romanzoÈ tempo di ricominciare“: i collegamenti tra i personaggi si fanno fitti e diventa impossibile staccarsi da loro perché, come accade con i veri amici, di loro si vuole sapere tutto.

Per scoprire ciò che accadrà a Florentine, Robert, Katja, Kostantin, Ruth, Klaus ed Alex, oltre ovviamente ai loro genitori e nonni, dovremo aspettare l’uscita del terzo e conclusivo romanzo della splendida saga di Carmen Korn.

Titolo: È tempo di ricominciare
L’Autrice: Carmen Korn
Traduzione dal tedesco: Manuela Francescon
Editore: Fazi
Perché leggerlo: perché è un romanzo bellissimo. Davvero bellissimo.

(© Riproduzione riservata)

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2 pensieri su “Carmen Korn | È tempo di ricominciare

  1. Athenae Noctua ha detto:

    Dopo aver letto questo secondo volume non so se in me prevalga la curiosità di sapere come proseguiranno e finiranno le storie dei personaggi cui Carmen Korn ci ha fatto così tanto affezionare o la malinconia di doverli salutare tutti in una volta: l’eterno dilemma delle grandi saghe!

    Piace a 1 persona

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