Corrado Augias | I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale

A dispetto di ogni mutamento, Istanbul resta un insieme unico al mondo se non altro per la quantità di storia che racchiude, per le tracce che un così lungo passato vi ha impresso. Chi decide di visitarla dovrebbe essere in grado di cogliere questi riferimenti restituendo così (…) un po’ di vita e di senso a quelle mura, a quelle torri, ai resti smozzicati di edifici anche quando sia scomparsa ogni grandezza, ricercando, ricreando, le tracce di una delle più poderose civilizzazioni della storia umana, ricca di figure grandiose nell’ingegno come nella crudeltà [I segreti di Istanbul, Corrado Augias]

I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale” di Corrado Augias (Einaudi) è il romanzo di una città, un racconto che si snoda attraverso i secoli, i personaggi, i fatti storici salienti e una serie di riflessioni sul rapporto tra Occidente e Oriente.

Oggi Istanbul non è più la capitale della Turchia, sostituita con l’anatolica Ankara per volere di Kemal Atatürk nel 1923; ma la megalopoli sul Bosforo è la città più popolosa della Turchia e resta uno dei principali punti d’accesso al Paese (gli scali aeroportuali stanbulioti assorbono buona parte del traffico aereo turco), oltre che l’oggetto di visita di milioni di viaggiatori e di turisti ogni anno.

Nel corso della sua millenaria storia, Istanbul ha cambiato nome tre volte e innumerevoli volte ha visto mutare il suo aspetto. Inizialmente è Bisanzio, fondata da Byzas e i suoi compagni greci: è proprio dal nome di questo monarca successo ai micenei che deriva il primo nome – e il primo nucleo – dell’attuale Istanbul.

Ai greci di Byzas gli sono successi i persiani e i macedoni, l’imperatore romano Settimio Severo ha raso al suolo Bisanzio, e infine Diocleziano (acerrimo nemico dei cristiani) propone di suddividere l’impero in due porzioni e di darlo a governo a due Cesari e due Augusti.

L’idea era buona, ma l’uomo difficilmente divide il potere con altri uomini. Costantino, visitata Bisanzio, decide di fondare qui la Nuova Roma diventando unico imperatore; dopo il leggendario sogno dove gli appare la Santa Croce, Costantino rende legale e aiuta la diffusione del culto del Cristianesimo.

Flickr Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

L’antica Bisanzio cambia nome: diventa Costantinopoli, la città di Costantino. E resta la capitale dell’Impero Romano fino al 395, anno in cui l’Impero Romano si smembra e nascono l’Impero Romano d’Occidente e l’Impero Romano d’Oriente, su quest’ultimo regnano gli imperatori e le imperatrici bizantini.

Per più di mille anni, gli imperatori bizantini – di varie dinastie – dominano l’Impero Romano d’Oriente, fino al 29 maggio 1453, giorno in cui i soldati ottomani agli ordini del sultano Maometto II sfondano le mura ed entrano vittoriosi nel cuore della città. Di religione islamica, gli Ottomani trasformano molte chiese in moschee, cambiano il volto e assegnano alla città un nuovo nome: Istanbul, che in turco significa semplicemente “città“.

Ha cambiato nome tre volte: Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul; ancora nella metà dell’Ottocento nelle sue strade si parlavano il turco, il greco, l’armeno, l’italiano, l’ebraico, il francese e l’inglese. A millequattrocento chilometri di distanza da Roma (…), Bisanzio, Cosantinopoli, Istanbul, ha dato a un ciclo della civilizzazione umana non solo una sede ma la possibilità di coltivare il sogno che da un unico palazzo imperiale si potesse governare l’intero mondo conosciuto (…) I monumenti sono muti, i ruderi giacciono indecifrabili, gli oggetti conservati nei musei diventano insignificanti se non si sa come interpretarli, di quali eventi siano stati protagonisti o testimoni, quali memorie sia necessario richiamare perché comincino a dire di sé [I segreti di Istanbul, Corrado Augias)

Questa è la storia, fondamentali passaggi per capire la Istanbul di oggi; nel libro di Augias sono presenti soprattutto tante curiosità legate alla città e alle vicende che l’hanno vista, spesso suo malgrado, protagonista. Augias parla degli imperatori bizantini più noti, come Giustianiano – sua l’idea di erigere la magnifica Basilica di Santa Sofia – e la sua nota consorte Teodora – forse prostituta, forse attrice, di fatto una delle donne più potenti dell’epoca; la crudele imperatrice Irene, che ordina di accecare il figlio per impedirgli di salire al trono; la “porfirogenia” Zoe, nata nella porpora, ma costretta a dividere il trono con la sorella.

Si parla degli ebrei, che fuggiti dalla Spagna e dall’Europa Centrale, trovano rifiugio sul Bosforo; ci sono le storie di personaggi come l’infermiera inglese Florence Nightingale, che con la sua preparazione medica e tecnica ha salvato la vita a molti soldati feriti durante la guerra in Crimea. E a proposito della guerra in Crimea, Augias racconta in dettaglio questo conflitto che ha visto coinvolti moltissimi giovani italiani, per volere del Conte di Cavour. Non può mancare, ovviamente, un capitolo sul leggendario Orient Express e su un suo frequentatore molto particolare.

Augias ci fa perdere nel Gran Bazar, il mercato probabilmente più grande del mondo; attraversiamo in tram il quartiere di Beyoğlu; visitiamo i quartieri di Fener, Balat e Üsküdar, sulla sponda asiatica.

Nel libro, Augias lascia molto spazio agli Ottomani, ai sultani, alla conquista di Costantinopoli e alla vita di palazzo. Gli aneddoti e le informazioni legate alla Sublime Porta sono quelle che mi hanno affascinata di più: dal destino dei sultani, alla vita nell’harem, al racconto di Istanbul che cambia volto per volere degli Ottomani.

Infine, si giunge alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando l’Impero Ottomano ne esce sconfitto e il movimento laico e modernista di Mustafà Kemal Atatürk ottiene i consensi dei turchi e l’ultimo sultano della Sublime Porta viene mandato in esilio a Sanremo, in Italia.

Se si esce dai consueti itinerari turistici della città storica e dei quartieri di Pera (…) Istanbul si presenta più con l’aspetto di una frettolosa modernità che con quello un po’ logoro di un orientalismo da cartolina (…) il miracolo è che – quanto meno agli occhi dello “straniero” – tutto questo riesce in qualche modo ad apparire con un amalgama omogeneo, e su tutto continua a prevalere il favoloso profilo stagliato contro il cielo della città vecchia che rimane nella memoria di ogni viaggiatore (…) [I segreti di Istanbul, Corrado Augias]

Flickr Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

I segreti di Istanbul” di Corrado Augias mi è piaciuto parecchio e l’ho letto con vivo interesse. Il modo in cui Augias racconta aneddoti e presenta personaggi importanti riflette l’architettura attuale della città: labirintica e con abbondanza di digressioni. Nel libro “La balia“, per bocca di Markaris il commissario Charitos sostiene che a Istanbul pare che chiunque sia arrivato abbia lasciato opere, oggetti e manufatti alla rinfusa; e coloro che sono arrivati dopo non li abbiano toccati, anzi, abbiano aggiunto le loro opere, i loro oggetto e i manufatti, rendendo Istanbul all’apparenza disordinata. Ma – come ricorda Augias – basta rovistare tra le rovine e i vecchi muri per leggere le storie.

Come dicevo, ho apprezzato il libro su Istanbul, devo però lasciare un appunto: l’Autore ha il vizo di cambiare il tempo verbale mentre racconta, per cui un racconto inizia al passato remoto e prosegue al presente. Un modo di fare fastidioso certo, ma forse anche questo riflette la spettacolare confusione di una delle città più affascinanti del mondo.

Titolo: I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale
L’Autore: Corrado Augias
Editore: Einaudi
Perché leggerlo: per immergersi nel millenario e immortale fascino di Istanbul

(© Riproduzione riservata)

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2 pensieri su “Corrado Augias | I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale

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