Isaac Bashevis Singer | Nemici. Una storia d’amore

Lui intanto rifletteva su come fosse fantastico essere in America, in un paese libero, senza la paura dei nazisti, della polizia segreta russa, delle guardie di confine, degli informatori. Non aveva nemmeno portato con sé la carta di identità. Negli Stati Uniti non chiedevano i documenti a nessuno. Però non riusciva a dimenticare che in una strada tra Mermaid e Neptune Avenue Jadwiga lo stava aspettando (…) Quelle donne avevano diritti legittimi su di lui, non se ne sarebbe mai liberato [Nemici. Una storia d’amore, Isaac B. Singer, trad. M. Morpurgo]

Coney Island, anni Quaranta. Herman si sveglia nel suo asettico appartamento newyorkese, la sua seconda moglie Jadwiga lo attende in cucina con la colazione pronta e la tavola apparecchiata. Herman è un ebreo polacco, scampato ai nazisti proprio grazie a Jadwiga, la contadina polacca che lo ha tenuto nascosto nel fienile dei suoi padroni per tre lunghi anni.

Herman, una volta terminata la guerra, ha immediatamente fatto richiesta per entrare in America, il grande paese che ai suoi occhi da profugo polacco appariva come il migliore al mondo. Tamara, la prima moglie di Herman, è morta in un campo di concentramento, assieme ai loro due figli piccoli. Così, Herman ha deciso di ricominciare dall’America, riprendere tutto daccapo, compreso un nuovo matrimonio, con la donna polacca che lo ha salvato dalla furia dei nazisti.

Ma Herman, mentre era in Germania in attesa di imbarcarsi sul piroscafo che avrebbe portato lui e la nuova consorte in America, conosce Masha. Masha è una donna volitiva, capricciosa, ma tosta: è sopravvissuta ai campi di lavoro nazisti e anche lei ha tutte le migliori intenzioni per ricominciare da zero negli Stati Uniti.

Herman perde la testa per Masha, che diventa la sua amante. In America, Herman trova uno squallido lavoro presso un avido rabbino: Herman è il suo ghostwriter, ma per fare la spola tra Coney Islanda, dove vive, e il Bronx, dove vive la sua amante Masha, Herman spiega alla moglie Jadwiga che vende anche i libri del rabbino in giro per la costa orientale.

Così, Herman inizia la sua doppia vita, un’esistenza costellata di continue menzogne alla moglie Jadwiga e dei capricci di Masha, che si dimostra una donna prepotente, gelosa e volubile.

Mentre Herman si districa tra bugie e verità, tra lunghi viaggi tra Coney Island e il Bronx, tra le sgridate del rabbino e le scenate di Masha, un giorno riceve una telefonata da un lontano parente. C’è un’importante novità per Herman: la donna che lui credeva morta, la prima moglie ebrea Tamara, pare che sia viva e sembra proprio che sia a New York.

Nella tristezza si consuma la mia vita e i miei anni tra i sospiri, vien meno per mia colpa la mia forza e si consumano le mie ossa. Sono diventato un obbrobrio per tutti i miei nemici, una cosa spregevole per i miei vicini, e il terrore dei miei conoscenti [Nemici. Una storia d’amore, Isaac B. Singer, trad. M. Morpurgo]

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Skyline di New York (fonte: Wikipedia)

Nemici. Una storia d’amore” di Isaac Bashevis Singer (trad. M. Morpurgo, Adelphi) è il primo romanzo del premio Nobel per la Letteratura Isaac B. Singer che ho il piacere di leggere. Ciò che più di ogni altra cosa mi ha colpita, della penna di Isaac B. Singer, è la capacità di condurre il lettore nel cuore della storia. Qui, in questo romanzo, non si tratta solo di leggere belle descrizioni di luoghi o persone: in “Nemici. Una storia d’amore” si ha la vera sensazione di vivere la storia, perché essendo narrato in terza persona Singer illustra ed esprime in estremo dettaglio i pensieri, le paure, le gioie e le delusioni di tutti i suoi personaggi.

Ho apprezzato i numerosi rimandi alla cultura ebraica, presenti sottoforma di festività, prescrizioni sulla dieta e sulla vita quoditiana; al fondo del libro si trova un glossario molto interessante per approfondire o lasciarsi incuriosire dalla cultura ebraica, che è particolarmente complessa ma molto affascinante.

Ho amato parecchio le riflessioni su ciò che ha colpito e cambiato in modo irreparabile i protagonisti: la Seconda Guerra Mondiale e le sue dirette conseguenze, primo su tutti l’Olocausto, la morte di milioni di persone innocenti. E spesso i protagonisti riflettono sulla condizione di sopravvissutto e sulla vergogna di avercela fatta mentre parenti, amici e conoscenti sono spirati dopo numerosi stenti nei campi o durante le lunghe marce della morte.

Ognuno di loro ha incubi e preoccupazioni, ma le menti sono occupate sempre dai nazisti. Per Herman, i nazisti sono coloro che lo hanno costretto a vivere per tre anni nascosto in un fienile; per Jadwiga, cristiana al momento della Guerra, i nazisti sono stati coloro che le hanno fatto rischiare la vita quotidianamente per tenere nascosto Herman, l’ebreo. Per Masha i nazisti e i russi solo coloro che le hanno fatto vivere l’orrore dei campi di concentramento e di lavoro; per Tamana i nazisti sono coloro che le hanno ucciso i figlioletti davanti ai suoi occhi.

Mi è piaciuto leggere come i profughi polacchi, nella persone di Herman, Jadwiga, Masha e Tamara, hanno reagito all’arrivo in America. Herman continua a vedere nazisti ovunque, li sogna e li teme come se non fosse mai uscito dalla Polonia; Jadwiga si rifiuta di imparare l’inglese, ma vuole avvicinarsi alla cultura ebraica; Masha lavora in una tavola calda, vorrebbe lasciarsi alle spalle l’orrore ma non riesce, perché ciò che ha vissuto non è possibile che venga dimenticato; infine Tamara, la donna che in Polonia ha lasciato tutta la sua vita, i suoi figli, e per lei l’America è un posto come un altro.

Ciò che ho apprezzato meno, invece, è a tratti la lentezza della storia e i momenti in cui sembrava che, pagine dopo pagine, gli eventi si ripetessero nello stesso modo e che le vicende non procedessero. Le menzone di Herman si ripetevano spesso; talvolta i capricci di Masha erano davvero esagerati; ho provato pena per Jadwiga, la seconda moglie tradita e trattata come un’idiota da Herman. Herman stesso in certi punti mi ha irritato con la sua incapacità di prendere in mano la situazione e di decidere cosa fare per sistemare i guai originatisi a causa delle sue bugie.

Nel complesso lo giudico un buon romanzo, in particolare per l’approfondimento sulla condizione di profughi europei in America, sulla cultura ebraica e sulle riflessione storiche sulla Shoah.

Titolo: Nemici. Una storia d’amore
Autore: Isaac Bashevis Singer
Traduzione dall’inglese: Marina Morpurgo
Editore: Adelphi
Perché leggerlo: è un buon romanzo, in particolare per l’approfondimento sulla condizione di profughi europei in America, sulla cultura ebraica e sulle riflessione storiche sulla Shoah

 

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3 pensieri su “Isaac Bashevis Singer | Nemici. Una storia d’amore

  1. cristinabia ha detto:

    Ho letto solo La famiglia Moskat, di questo Singer, e mi è piaciuto, ma neppure lontanamente quanto La famiglia Karnowski, dell’altro fratello Singer, e per un meccanismo strano non riesco più ad affrontare suoi libri! Avevo quasi deciso di riprovarci con “Ombre sull’Hudson”, e ora sono un pochino indecisa con questo, vista la tua bella recensione!

    Piace a 1 persona

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