Le migliori letture del 2018: la mia personale classifica

Fine anno, tempo di bilanci. A fine anno trovo piacevole guardarmi indietro e ripercorrere i passi compiuti; riguardo alle mie due passioni, le letture e i viaggi, mi ritengo decisamente soddisfatta.

Quest’anno ho letto una decina di libri in meno rispetto al 2017 e non ho recensito tutti i volumi letti, soprattutto quei testi che a mio avviso non meritavano che io perdessi tempo a scriverci qualcosa. È chiaro che leggendo parecchi libri accade di incappare in letture noiose o mediocri, ma per fortuna nel mio caso sono in numero maggiore le letture piacevoli.

Procedono i progetti di lettura sul Nord Europa e dell’Est Europa; come avrete notato, la letteratura europea è sempre la mia preferita poiché, come dico spesso, talvolta mi sento più europea che italiana; ho scoperto nuovi Autori e Autrici molto interessanti, alcuni li terrò d’occhio e appena torneranno in libreria correrò ad acquistare i loro volumi; ho continuato a seguire le mie case editrici preferite, che vedrete ben rappresentate nelle migliori letture del 2018.

Bando alle ciance, vi presento le migliori letture del 2018!

Le migliori letture del 2018 in posa per voi!

I MIGLIORI ROMANZI

Patria” di Fernando Aramburu (trad. B. Berni, Guanda). Se dovessi indicarvi un solo libro eccezionale per l’anno appena trascorso, non potrebbe che essere “Patria” di Fernando Aramburu; si tratta di un romanzo splendido che a distanza di mesi dalla lettura continua a richieggiarmi nell’anima, il segno che ho letto grande letteratura. E poi, mi è venuta voglia di visitare Euskadi, San Sebastian in particolare, ma questa è un’altra storia.

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Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi). È il secondo romanzo di Balzano che leggo, e “Resto qui” mi ha proprio conquistata. Forse l’ho letto troppo velocemente, ma è uno di quei libri che non si riesce proprio a mettere giù. È la storia di chi, seppur modesto e povero, ha cercato di opporre resistenza agli invasori. Quando sono arrivata a Curon Venosta, ho visto il lago di Resia con il suo campanile che sorge dalle acque l’emozione è stata davvero forte.

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La manutenzione dei sensi” di Franco Faggiani (Fazi editore). Tra le belle montagne del Piemonte, a due passi con la Francia, si svolge la storia tra un padre e un figlio adottivo affetto dalla Sindrome di Asperger. Questo breve romanzo è denso, toccante e tenero, un altro di quelli che hanno lasciato il segno dentro di me per la loro semplicità e allo stesso tempo per la loro capacità di toccare le corde più interne dell’anima. Il fatto che io ami l’alta Val di Susa direi che ha fatto il resto per rendere indimendicabile questo libro.

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Cucinare un orso” di Mikael Niemi (trad. A. Albertari e A. Scali, Iperborea). Un romanzo giallo – ma non solo – ambientato nel profondo Nord della Lapponia svedese, al confine con Norvegia e Finlandia; un pastore di anime investigatore come protagonista principale, amante delle scienze naturali e del ragionamento, e un disgraziato sami come spalla. Aggiungiamo una buona dose di ironia e poesia nordica e il romanzo perfetto è servito. Come immaginerete, tempo un paio di pagine e mi sono ritrovata a sognare la contea del Norrbotten.

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L’ultimo amore di Baba Dunja” di Alina Bronsky, (trad. S. Forti, Keller editore). Ho deciso di leggere questo breve romanzo per due motivi: la bella copertina, piccola opera d’arte, e per l’ambientazione, l’Ucraina. Baba Dunja è una donna anziana, forte e rude, ma che sa essere tenera e pratica all’occorrenza. Vive nei territori contaminati dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl’, ma intanto di qualcosa dovrà pur morire, no? Sono stata conquistata da Baba Dunja, dai suoi vicini e dal telefono stregato sin dalle prime pagine. E sì, è ovvio che mi son messa a sognare l’Ucraina.

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I MIGLIORI LIBRI DI VIAGGIO

Sovietistan. Un viaggio in Asia Centrale” di Erika Fatland (trad. E. Kampamann, Marsilio). Leggere tutto d’un fiato un reportage corposo come quello dell’antropologa norvegese Erika Fatland è possibile solo se si è davvero appassionati alla storia dell’ex-Unione Sovietica e alle regioni dell’Asia Centrale. Nel mio caso, che sono inconsciamente attratta da queste aree remote e affascinanti, “Sovietistan” ha rappresentato una lettura illuminante, intelligente e molto, molto interessante.

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Arabia felix” diThorkild Hansen (trad. D. Unfer, Iperborea). Nel 1761 dal porto di Copenaghen parte una nave da guerra, la Grønland, con cinque emeriti scienziati a bordo. La loro missione è di scoprire perché lo Yemen è un paese felice. Il viaggio durerà anni e attraverserà innumerevoli paesi; si raccoglieranno informazioni interessanti, sulla flora e la fauna delle regioni percorse, e si cercherà di raggiungere lo Yemen valicando l’impervio deserto che collega la penisola del Sinai con l’Arabia. “Arabia felix” è un libro che parte in sordina ma crescendo in modo verticoso mi ha totalmente catturata. Racconta di un viaggio pericoloso, conturbante, a tratti drammatico, ma cosa avrei dato per salire sulla Grønland se a quell’epoca ci fossi stata anche io…!

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I MIGLIORI LIBRI DI SAGGISTICA E STORIA EUROPEA

1947” di Elisabeth Åsbrink (trad. A. Borini, Iperborea). La scrittura Åsbrink ha un dono incredibile: permette al lettore di fare un viaggio nel tempo. La scrittrice svedese prende un anno, il 1947, e lo seziona, mese per mese, raccontando ai lettori gli eventi e i personaggi cruciali. Nel 1947 sono accadute molte cose e ognuna di esse, tra quelle scelte dalla Åsbrink, ha avuto e ha una ricaduta sul nostro presente. “1947” è un vorticoso giro del mondo, leggere questo saggio storico, perfettamente scorrevole e piacevole, è come salire su una di quelle giostre che ruotano a folle velocità e una volta scesi, inevitabilmente, non potrete più essere gli stessi.

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Paesaggi contaminati. Per una nuova mappa della memoria in Europa” di Martin Pollack (trad. M. Maggioni, Keller editore). Amo l’Europa, la amo nonostante le contraddizioni, le incoerenze, le difficoltà nel gestire le crisi che inevitabilmente ci piomberanno addosso nei prossimi anni. Amando l’Europa ho letto con trasporto ed emozione “Paesaggi contaminati” di Martin Pollack perché il bravissimo autore austriaco racconta le pagine più buie e crude della storia del mio amato continente: pagine intrise del sangue degli innocenti che nel corso del Novecento sono stati massacrati nel silenzio e oggi paiono caduti nell’oblio.

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Un album di storie” di Andonis Gheorghìu (trad. V. Gilardi, Stilo editrice). Se non avessi letto questo libro prima di partire per Cipro, è probabile che io non avrei poi amato così tanto Cipro. Gheorghìu è un giornalista cipriota che vive a Limassol e in questo libro sceglie di raccontare la sua isola attraverso le voci delle persone, i ricordi, i racconti, i ritagli di giornale, le immagini fotografiche, le lettere, i tiletti, i manifesti pubblicitari e gli oggetti. Ne viene fuori un ritratto sublime dell’isola di Cipro, un’isola divisa che solo quarant’anni fa ha conosciuto una guerra sanguinosa e violenta. Se ho amato così tanto Cipro, se a Nicosia mi sono emozionata così tanto, è anche e soprattutto merito di Andonsi Gheorghìu.

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BONUS: UN ATLANTE

Atlante delle frontiere. Muri, conflitti, migrazioni” di B. Tertrais e D. Papin (trad. M. Aime, add editore). Sono troppo giovane per ricordarmi il Muro di Berlino, ero molto piccola quando la notte del 9 novembre del 1989, a colpi di mazza e scalpello, con l’ausilio di ruspe e di draghe, veniva abbattuto quell’odioso simbolo della divisione tra Ovest ed Est. Quest’estate ho però avuto l’occasione di attraversarlo, un muro, fatto di cancellate, barricate provvisiorie, filo spinato arrugginito e bidoni di metallo; ho attraversato a piedi il confine tra la Repubblica di Cipro e Cipro del Nord, a piedi, tra Nicosia Sud e Nicosia Nord. Un giorno – mi auguro – che questo muro crollerà, e che le “due” Cipro verranno riunite. Purtroppo, quello di Nicosia non è l’unico muro al mondo e se vi capiterà di leggere – e ve lo consiglio – questo bellissimo “Atlante delle frontiere” capirete e scoprirete molte cose.

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Bene, la classifica delle mie migliori letture del 2018 si ferma qui. Ora tocca a voi: qual è o quali sono le vostre migliori letture dell’anno?

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21 pensieri su “Le migliori letture del 2018: la mia personale classifica

  1. Barbara @ilibrinvaligia ha detto:

    Concordo pienamente su Patria. Una delle letture indimenticabili tra le pubblicazioni recenti.
    Ho regalato Cucinare un orso. Come te, amo il Nord e mi fido di Iperborea. Credo me lo regalerò per il 2019 (neanche voglio pensare al numero di libri acquistati, in attesa d’esser letti).
    Buon 2019 e che sia un nuovo anno di eccellenti letture.

    Piace a 1 persona

    • Claudia ha detto:

      Ciao Barbara!
      Grazie per il commento 🙂
      Iperborea è il porto sicuro di chi ama il Nord 🙂
      Patria è un grandioso romanzo che continuo a consigliare e regalare!
      Buon anno e buone letture!

      Mi piace

  2. katyonabc ha detto:

    Tra quelli che hai menzionato mi ispirano molto Sovietistan, L’ultimo amore di Baba Dunja e Patria. Cipro era tra i luoghi che ho considerato quest’anno per le vacanze di giugno, ma poi non se n’è fatto nulla. Prendo nota del libro che ne parla. Tanti auguri di buon anno Claudia! 😊

    Piace a 1 persona

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