Elia Gonella | Tenebre

L’appartamento l’aggredì fin dalla soglia. Sulla porta d’ingresso, una zaffata d’aria calda, pesante di polvere, d’acqua stagnante, la colpì al volto (…) Alcuni drammi si consumano in un istante, altri in una vita intera (…) Forse era un’ospite indesiderata, forse la casa l’avrebbe trattata come tale. A inquietarla più di tutto era il silenzio incompleto. Là dentro non c’era nessuno, eppure dagli angoli bui, dagli insterstizi tra le assi imbarcate del pavimento salivano i crepitii, gli schiocchi di una presenza invisibile che operava nell’oscurità [dal racconto L’ospite, Elia Gonella]

Una donna si ritrova nel vecchio appartamento disabitato del padre per mettere in ordine alcuni ricordi. Un uomo cancella le immagini della sua vita passata, pronto ad indossare una nuova maschera. Un uomo di mezz’età incontra un vecchio amico e si lascia andare ad un flusso di pensieri che risalgono ai tempi dell’ultima colonia estiva. Un bambino in età scolare scopre che il suo idolo in realtà è una persona crudele e senza cuore. Un marito incontra la moglie in un luogo dove non si sarebbe mai aspettato di trovarla. Una donna attende la distruzione del quartiere Futura.

Una donna indossa un vecchio maglione e in una casa in riva al mare in burrasca ricorda la sua vita passata. Un uomo disagiato fa affari con un misterioso Tukor, ma c’è un oggetto che non può proprio scambiare, benché non lo usi più da molti anni. Un ex-soldato riacquista la vista, ma non può più tornare quello che era un tempo. Un bambino e la sua famiglia trovano una civetta intrappolata nel camino la notte di Natale e cercano di fare di tutto per liberarla e far passare Babbo Natale.

Nei racconti della raccolta “Tenebre” di Elia Gonella (Las Vegas edizioni) è notte, il buio avvolge ogni cosa, l’oscurità ammanta ogni sentimento. Buona parte dei racconti sono ambientati in una città dove un quartiere di nome Futura – un ammasso di palazzi che doveva essere il progresso, il futuro apppunto – è ormai disabitato e sta per essere abbatuto. I protagonisti vedono le torri di Futura e in esse si rispecchiano: Futura sta per essere distrutta, loro stanno per essere distrutti.

Le torri di Futura erano condomini popolari fatiscenti: sciacalli aspettavano che i vecchi inquilini morissero in solitudine per forzare le porte e trasformare ogni stanza in una camera doppia, tripla, quadrupla. Nelle case, le pareti erano impregnate dall’odore di cento cucine, i pavimenti erano frusti come cuoio vecchio. L’acqua e l’elettricità saltavano di continuo, gli ascensori dalle porte sfondate erano usati come pisciatoi, gli specchi rotti restituivano grappoli di immagini confuse e incomplete [dal racconto Lo scambio, Elia Gonella]

Se lo spazio è quasi sempre la città dove ai margini sorge il fatiscente quartiere di Futura, il tempo è incerto, evanescente. Non ci sono riferimenti storici che possono aiutarci nella collocazione dei racconti in un dato momento, potrebbe essere un passato appena trascorso oppure un futuro che deve ancora arrivare.

Gioca col tempo, Elia Gonella: se apre il racconto parlando del presente, immediatamente avvia un flashback; se il racconto incomincia in un punto del passato, si torna al presente e di nuovo al passato per sbrogliare le matasse di eventi e ricordi.

I protagonisti si trovano a dover affrontare i loro personali fantasmi: il passato ingombrante, la risoluzione di un mistero nel presente o l’immaginare un futuro. La donna che cerca di liberarsi dei ricordi del defunto padre, il ragazzino che scopre chi è davvero il suo idolo e il giovane uomo che scambia oggetti con gli sconosciuti e non riesce ad ammettere di aver fallito nella sua carriera da studente di musica.

Con uno stile ricercato ma essenziale, i dieci racconti di Elia Gonella scorrono come tanti piccoli lampi su uno schermo televisivo, sempre in bilico tra passato e futuro.

Quarantotto ore dopo, Futura fu rasa al suolo. Le cariche d’esplosivo minarono i pilastri alle basi, e le torri di comento si ripiegarono su loro stesse, inghiottite da una nuvola di polvere. Le strade circostanti, chiuse al traffico, si erano riempite di telecamere e di curiosi. Ma la donna non era là. Aveva lasciato la città per non tornare mai più [dal racconto Addio, Elia Gonella]

Titolo: Tenebre
L’Autore: Elia Gonella
Editore: Las Vegas Edizioni
Perché leggerlo: perché si tratta di racconti ben scritti, in bilico tra passato, presente e futuro, immersi in un’atmosfera incerta e infestata da fantasmi

(© Riproduzione riservata)

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