Sylvie Schenk | Veloce la vita

Eppure sei presa da una sensazione di infinito, la tua vita si apre, una fine è impensabile, la tua anima è come quel mulino là fuori, un vero mulino con le pale che girano al vento, che macinano scintille d’amore sempre nuove spargendole per il mondo. L’amore, e soprattutto l’attesa dell’amore, trasforma tutto, le colline, i colori, i significati, anche le stesse parole, solo dopo nascono le poesie [Veloce la vita, Sylvie Schenk, trad. F. Filice]

Arrivi a Lione e ti senti persa. Sono gli anni Cinquanta, la città è diversa dal tuo paesino ai piedi delle Alpi. Indossi un paio di stivaletti con i tacchi non troppo alti, così ha voluto la tua mamma, e una gonna plissettata di seconda mano, dono della zia divorziata. Di casa ti manca tutto: le montagne, i prati, i tuoi fratelli, la mamma.

Sei a Lione per studiare latino, greco, linguistica, letteratura. Le materie scientifiche non sono per le donne. All’università incontri Francine, una marsigliese parecchio sveglia, e confrontandoti con lei ti rendi conto quanto sei provinciale. La nonna cattiva, dalla quale sei ospite a Lione, dice che sei una bifolca. Non ti ribelli, ha ragione.

Francine ti prende in simpatia e con lei inizi a uscire e frequentare locali dove si suona il jazz. Non sai niente di musica, non sai niente della vita, sei una bambina di vent’anni. È in uno di questi locali, il Deux Pianos, che incontri Henri, Joahnn e Soon. Henri è un lionese con la passione per la musica, suona il pianoforte, ha perso i genitori durante l’ultima guerra; Joahnn è un tedesco che studia farmacia, sta approfittando di un accordo tra Francia e Germania Ovest per studiare a Lione; Soon è un filippino di origini cinesi, fa strani sogni e nasconde un segreto inconfessabile per quegli anni.

Louise, ogni giorni senti nascere in te nuovi sentimenti, emozioni che non pensavi avresti mai provato. Sei attratta da Henri, dalla sua musica, dalla sua vitalità e quando lui ti racconta cosa è successo a Lione durante la guerra, resti scioccata. Louise, a te non hanno mai detto nulla della guerra, non sai niente dei campi di concentramento, i tuoi genitori hanno voluto proteggerti dalle brutture e tu non hai mai chiesto, come fosse un tabù, tanto quanto le vere origini della tua amata mamma.

Perché la generazione dei tuoi genitori e dei tuoi nonni ha parlato così poco della guerra? Probabilmente perché non hanno mai aderito alla Résistance e hanno aspettato, rassegnati e terrorizzati, che quei brutti tempi passassero. E tu perché non hai mai fatto domande? Quel passato recente (…) era per te distante [Veloce la vita, Sylvie Schenk, trad. F. Filice]

Studi molto, Louise, e impari a vivere. La vita ti sembra un inganno scintillante quando Henri ti rivela qualcosa a proposito di Joahnn e Francine ti racconta diverse cose sui genitori di Henri. La guerra ha sconvolto gli animi, che ora celano dei segreti importanti. Tu, Louise, sei la meno interessante di tutti. Tu di segreti non ne hai.

La vita corre, va veloce, va avanti. Ti laurei e trovi il coraggio di prendere la decisione che cambierà la tua vita per sempre. Lasci alle spalle la Francia e, benché tuo padre non sia d’accordo, ti trasferisci in un Paese nuovo, il Paese che fino pochi anni prima era nemico del tuo. Ma questa è la tua vita, Louise, devi viverla prima che corra via veloce e devi accettare che sarà costellata di rimpianti e di occasioni mancate.

La vostra vita è un lago poco profondo, l’acqua è trasparente, qui e lì sono già visibili i sassi e le alghe (…) il matrimonio è sopportabile solo se si lascia sullo sfondo o di lato la nostalgia, se è tenuto in vita da un’ombra, come nell’arte, dove l’ombra di una persona ritratta ricorda all’osservatore che quella è realmente esistita? C’è qualcuno, con un profilo così definito, da poter amare ignorando il secondo uomo sullo sfondo? Di quanto amore, di quanto accecamento c’è bisogno per considerare il compagno di vita l’unico eletto? [Veloce la vita, Sylvie Schenk, trad. F. Filice]

Lione, panorama (fonte: Wikipedia, CC BY-SA 4.0)

Veloce la vita” di Sylvie Schenk (trad. F. Filici, Keller editore) è un romanzo breve che si può definire concentrato di emozioni e meraviglie. “Veloce la vita” colpisce sin da principio per lo stile con cui la Schenk ha deciso di raccontare la storia: viene utilizzata la seconda persona singolare, narrando la vita di Louise rivolgendosi direttamente a lei. L’uso della seconda persona singolare è un modo molto intimo per raccontare una storia, ed è un espediente che funziona solo se il romanzo ha un contenuto altamente emotivo. E il romanzo “Veloce la vitanon poteva che essere narrato in questo modo.

Una delle grandi capacità della Schenk, oltre a catturare vorticosamente il lettore una volta che incomincia a leggere la storia di Louise, è quella di raccontare tra le righe, accennando a temi importanti, senza dilungarsi troppo, lasciando al lettore lo spazio per interpretare e assorbire da sé i concetti presentati.

Tema principale del romanzo è la crescita personale e l’emancipazione di Louise, impacciata e goffa ragazza degli anni Cinquanta, che lascia il suo paesino natale per trasferirsi in una realtà – ai suoi occhi – caotica e tentacolare come Lione. Accompagnati dalla seducente scrittura della Schenk, seguiamo lo sviluppo emotivo di Louise, che resterà sempre un po’ insicura e imprecisa, ma che riuscirà a trovare il coraggio di scegliere finalmente per se stessa, con la sua volontà.

Sullo sfondo c’è la Francia all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. I fatti legati al conflitto sono ancora molto vicini, sono crepe aperte che bruciano quando un ricordo all’improvviso getta del sale sulla ferita. Il padre di Louise non nasconde il suo astio nei confronti dei tedeschi, pur apparendo gentile quando Joahnn, assieme agli altri ragazzi, va in visita al paesino di Louise; al contrario, il padre di Johann è ben disposto nei confronti dei francesi, adora parlare in francese e apprezza Louise.

Veloce la vita“, oltre ad essere un meraviglioso romanzo di formazione ed emancipazione femminile, è a una struggente riflessione su cosa accade quando finisce una guerra, quando chi era nemico si ritrova gomito a gomito poi. Se i padri l’astio lo serbano ancora, i figli devono sentirsi liberi da tutto quell’odio. Le colpe dei padri, Louise ne è convinta, non devono mai ricadere sui figli.

In un campo ti togli il vestito bianco e ne indossi uno estivo, al posto delle scarpe bianche coi tacchi ti metti le espadrillas. Sei scalza e mezza nuda in un campo che emana gli odori della terra calda e del timo selvatico (…) resti ferma per qualche istante nell’ultimo raggio di sole. Leggera, giovane, tu. [Veloce la vita, Sylvie Schenk, trad. F. Filice]

Titolo: Veloce la vita
L’Autrice: Sylvie Schenk
Traduzione dal tedesco: Franco Filici
Editore: Keller editore
Perché leggerlo: oltre ad essere un meraviglioso romanzo di formazione ed emancipazione femminile, è a una struggente riflessione su cosa accade quando finisce una guerra, quando prima si era nemici e poi – pian piano – si impara di nuovo a convivere.

(© Riproduzione riservata)

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