Marcial Gala | Verde limone

Allora, Kirenia, al di là di ogni verità, per importante che sia, uno finisce sempre per sentirsi una specie di pesce affamato, uno finisce sempre per sentire che i fantasmi lo chiamano, che lo obbligano a tornare, e si spinge oltre le illusioni di felicità. Uno improvvisamente si sente a una festa alla quale non è stato invitato e gli edifici d’acciaio e vetro si trasformano in edifici di cartone e cartapesta. Il mondo si trasforma in una cosa tanto illusoria che non si può più credere a niente [Verde limone, Marcial Gala, trad. P. L. Mori]

Sullo sfondo di una Cuba in pieno período especial, uno squattrinato pittore di nome Ricardo conosce la diciannovenne Kirenia, testa tra le nuvole, naso tra le pagine di un libro. Tra Ricardo e Kirenia nasce un’amicizia strana, sensuale, e destinata a durare per sempre, cadesse una bomba atomica sulle loro teste.

Attraverso Liset, un’amica di Ricardo, Kirenia conosce Harris, padre di Liset e miglior musicista della città. Harris ha cinquantacinque anni e due passioni smodate: il saxofono e l’alcool. A Kirenia i vecchi non piacciono, ma Harris ha un fascino magnetico.

Sei bella, disse all’improvviso, però non di una bellezza facile: la tua bellezza è una di quelle che si scoprono a poco a poco, come un’alba vestita di raso. Era evidente che ci stava provando con lei [Verde limone, Marcial Gala, trad. P. L. Mori]

In un attimo, Kirenia si ritrova a vivere a casa di Harris, ma la convivenza non è semplice. Harris è dipendente da droghe e alcool. Come molti cubani in quel periodo, beve per cercare di dimenticare le difficoltà, beve per occupare il tempo, beve perché non c’è altro da fare.

Kirenia compone poesie e passeggia lungo il molo di Cienfuegos, cerca di dimenticare la realtà, alcool e droghe apparentemente le sono d’aiuto. Si sente innamorata di Harris, pensa che non potrò mai rinunciare a lui, Harris è tutto ciò che ha. Gli chiede, per amore, di frequentare un centro di alcolisti anonimi: finisce in rissa, con denunce e arresti.

(Estaba la pájara pinta… Sentada en su verde limón… Con el pico recoge la flor. – Sono io, Harris, la pájara pinta: la tua uccellina colorata, la tua passerotta. Sono una bolla di sapone, sono un cartello appeso a una parete pubblica e sto gridando col mio corpo: Harris Sanzo tu mi ammazzerai) [Verde limone, Marcial Gala, trad. P. L. Mori]

Un giorno, Kirenia deve prendere una decisione importante, da sola. Ha diciannove anni, è spaventata, inquieta, ma soprattutto è sola. Ricardo ha da fare, non può aiutarla, fa spesso su e giù dall’Avana e cerca di vendere quei quadri orrendi ai turisti che giungono a Cuba con l’ansia di vedere tutto. La madre di Kirenia è una donna fredda, distaccata, che dopo la morte del marito – il padre di Kirenia – si è ritrovata a non sopportare più la figlia. Harris è preso dal suo lavoro e da una turista americana che chiama Elena, tanto è bella.

Così Kirenia prende la sua decisione e da lì in avanti tutto va in pezzi.

(Sto piangendo, Harris, e mi sento così idiota. Mio padre ha sempre detto che piangere non serve a nulla. Harris mi abbraccia. C’è bisogno che mi metta a piangere per farmi abbracciare, penso (…) Chiamami colombina, Harris, dimmi che sono la tua piccola bastarda, che sono la tua fantasmina. Amami, Harris, lo supplico, e lui dice: certo, come potrei non amarti) [Verde limone, Marcial Gala, trad. P. L. Mori]

Credit: Rob Oo, CC BY 2.0, Flickr

Verde limone” di Marcial Gala (tradotto da P. L. Mori, Nuova Editrice Berti, 17€) è un romanzo corale, passionale ed estremamente coinvolgente. È Ricardo la voce narrante della storia, ma spesso la narrazione si interrompe e in corsivo compaiono i pensieri di Harris, quindi in corsivo tra parentesi – capirete alla fine il motivo delle parentesi – i pensieri di Kirenia, entrambi raccontati in prima persona dai personaggi.

Lo stile narrativo di Gala ha un ritmo notevole, la scrittura è come musica ed è, come dicevo, spiccatamente coinvolgente. Sin dalle prime pagine, ci si sente immersi nella calura di Cuba, nelle difficoltà del período especial, il momento successivo alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, che ha segnato la fine dell’erogazione degli aiuti economici al languido governo cubano. Durante la crisi economica degli anni Novanta, a Cuba nessuno aveva voglia di fare nulla: aleggiava, come un fantasma, quella sensazione di attesa e si occupava il tempo stordendosi per non pensare alle misere condizioni. Nella narrazione, il tempo sembra non trascorrere mai, è infinito, bisogna occuparlo inventandosi qualcosa da fare.

Cuba è lo sfondo, ma non viene mai descritta con cura, Marcial Gala l’accenna timidamente: eppure riesce, in poche frasi, rendere reale la Cuba degli anni Novanta, dove si muovono i tre protagonisti. Ricardo, pittore che cerca di vendere i quadri ai primi turisti che giungono a Cuba, poiché il governo aveva visto le potenzialità lucrative del turismo; Kirenia, troppo sognatrice per vivere in un luogo duro come la Cienfuegos di quel tempo; Harris, musicista che – dice – di aver fatto esperienza a New York, capace di gesti violenti, sboccato a tratti, estremamente poetico in altri.

Credit: Bud Ellison, CC BY 2.0, Flickr

Circolano droghe e alcool con facilità, nonostante l’assenza di pesos, piuttosto si vendono le proprie scarpe da ginnastica, ma una bottiglia di rum o di whiskey si rimedia sempre; ci si ritrova a tirare tardi nei fumosi locali dove si suona fino all’alba, oppure ci si ritrova ad andare a letto insieme senza pensarci troppo, più per occupare il tempo che per amore sincero. Nonostante lo sconforto che aleggia come un fantasma per le vie di Cienfuegos, quando il lettore meno se lo aspetta, i pensieri di Harris e Kierenia regalano attimi di poesia unica.

È la contrapposizione tra asprezza e poesia ad avermi pienamente conquistata. “Verde limone” di Marcial Gala è il ritratto di un’epoca difficile per i cubani, da sempre abituati a vivere momenti poco felici, un romanzo schietto e dolce allo stesso tempo, dove voci diverse si mescolano al ritmo melodico di una nostalgica canzone.

Nessuno è nessuno, disse Kirenia.
Questa è la mia filosofia, disse Harris.
Seduti sul muro di Malecón guardavano il mare di novembre in tempesta e le loro mani erano così vicine che le dita quasi si sfioravano [Verde limone, Marcial Gala, trad. P. L. Mori]

Titolo: Verde limone
L’Autore: Marcial Gala
Traduzione dallo spagnolo: Pier Luigi “Pedro” Mori
Editore: Nuova Editrice Berti
Perché leggerlo: è il ritratto di un’epoca difficile per i cubani, da sempre abituati a vivere momenti poco felici; un romanzo schietto e dolce allo stesso tempo, dove voci diverse si mescolano al ritmo melodico di una nostalgica canzone

(© Riproduzione riservata)

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