Salone Internazionale del Libro di Torino: 10 consigli per organizzare la vostra visita

Buongiorno lettrici e lettori, tra pochi giorni il 31° Salone Internazionale del Libro prenderà il via: dal 10 al 14 maggio 2018 Torino sarà la Capitale della Lettura. Per me si tratta di un evento irrinunciabile e da anni dedico una giornata al Salone. Mai come quest’anno ho voglia di andarci: non ho potuto andare né a Tempo di Libri, né al Book Pride e nemmeno potrò andare alla Grande Invasione di Ivrea a giugno.

Libri ovunque, sorrisi, chiacchiere, volti amici e nuove conoscenze. Al Salone si respira cultura e si possono fare grandi scoperte. Allo stesso tempo, per essere visitato al meglio, occorre qualche accortezza, soprattutto chi andrà la prima volta (o sono anni che non va e si è dimenticato quanto può essere sfiancante il Salone).

Ho pensato di raccogliere in questo articolo 10 consigli per organizzare al meglio la vostra (prima) visita al Salone Internazionale del Libro di Torino. Buona lettura e buona organizzazione!

1 Raggiungete Lingotto Fiere con i mezzi pubblici

La logistica è il primo punto da prendere in considerazione. Sono sicura che non avete nessuna voglia di girare a vuoto con l’auto per un’ora attorno al Lingotto Fiere, pregando in hindi tutte le divinità indiane che vi liberino un posto (pure a pagamento, tra l’altro). Forse se arrivate presto un posto potete anche trovarlo, ma Lingotto Fiere è ben collegato con le stazioni ferroviarie principali. Oltre a numerose linee di autobus, Lingotto Fiere è collegato dalla veloce metropolitana di Torino.

Considerate l’idea di arrivare in treno, inquinerete meno e sarete senz’altro meno stressati; se alle casse esibirete il biglietto del treno avrete un piccolo sconto (7 € anziché 10 €).

2 Ottimizzate i tempi (in particolare se arrivate da lontano)

A nessuno piace stare in coda e a noi italiani men che meno. Le code per entrare al Salone possono essere molto lunghe e dato che a maggio inizia a far caldo, può essere fastidioso attendere per ore sotto il sole. In sostanza, rischiate di entrare già stanchi e stufi al Salone. Per questo vi suggerisco di dare un’occhiata al sito del Salone e di acquistare on line i biglietti: è vero che acquistare il salta fila ha un sovrapprezzo, ma che è meglio spendere un euro in più che stare un’ora in piedi!

3 Studiate il programma e la mappa con la posizione degli stand

Il Salone è immenso e il programma non è da meno: appena sarete entrati al Salone chiedete una mappa degli stand e il programma degli eventi della giornata; sedetevi, prendere la matita e segnate gli eventi che vi interessano o gli editori che conoscete o che volete conoscere.

Il programma è già consultabile, così se avete solo un giorno da dedicare al Salone potete sceglierlo in funzione dell’evento che vi interessa. Vi ricordo che per gli autori o gli eventi più ‘grossi’ è bene arrivare una mezz’oretta prima che cominci perché le sale dove si svolgono si riempiono facilmente.

4 Rivalutate la Francia

Ebbene sì, quest’anno nessun Paese ospite esotico: i nostri cugini d’Oltralpe saranno i protagonisti della 31° edizione del Salone è dedicata alla Francia. Dalla letteratura alla saggistica, dai libri per ragazzi alle bande dessinée, sono tanti gli Autori e le Autrici francesi e provenienti dalle ex-colonie che ci faranno compagnia quest’anno. Date un’occhiata tra i nomi!

5 Riposatevi (è un ordine!)

L’effetto serra che si sviluppa nei padiglioni di Lingotto Fiere può essere esasperante: dovete fare una pausa! Purtroppo tra gli stand e le corsie vedrete poche panchine per risposarsi, ma nell’area d’ingresso e all’esterno del padiglione opposto all’entrata dovreste trovare una (minuscola) area pic nic. Eventualmente, accampatevi da qualche parte o sulle gradinate d’ingresso e riposatevi, sfogliando magari il vostro ultimo acquisto. E valutate il prossimo.

Questa foto l’ho scattata da un punto rilevato dove mi ero appollaiata per mangiare!

6 Portatevi il pranzo da casa (e tanta acqua!)

Al Salone ci sono bar e chioschetti che vendono street food, senza troppa varietà. Ci sono code chilometriche per procacciarsi un panino, c’è il rischio di mangiare in piedi perché ci sono pochi posti a sedere e aggiungete anche che col prezzo di panino e bibita vi comprate (almeno) un libro. Quindi? Suggerisco di portarsi qualcosa da casa (acqua, soprattutto, ricordate l’effetto serra?) e di mangiarlo seduti sulle gradinate d’ingresso o nella piccola area pic nic esterna (se siete fortunati a trovare un posto).

7 Siate curiosi (e indipendenti!)

Il Salone del Libero è principalmente scoperta: troverete un autore nuovo, un libro ambientato in un luogo che non conoscevate, scoprirete una casa editrice magari piccola ma con un buon catalogo interessante. Tutto questo solo se sarete curiosi e vi metterete in gioco. E’ vero che nel punto 3 vi ho detto di scegliere gli stand da vedere, ma ritagliatevi un po’ di tempo per visitare qualche stand che vi ispira anche solo per il nome dell’editore o per l’arredamento scelto (lo stand di NN Editore, ad esempio, sembra un salottino!).

8 Armatevi di pazienza

Avrete bisogno di pazienza per ogni passo, soprattutto se andrete al Salone al sabato o alla domenica. Ci saranno parecchie code: all’ingresso, ai chioschetti (a meno che non seguiate il consiglio n.6), ai bagni, agli eventi più importanti, negli stand grandi (ma voi seguirete il punto n.7 e quindi questa coda la eviterete).

9 Parlate con gli editori (non vi mangiano!)

Una delle migliori scoperte durante uno dei tanti Saloni del Libro è stata quando mi sono avvicinata allo stand di Keller Editore. Mi avevano colpito le copertine e ho potuto scambiare due parole con con l’editore che, ovviamente senza impegno, mi ha suggerito un libro. Il libro era un reportage sulla guerra dei Balcani e dato che ne sapevo poco e niente, l’ho comprato e divorato in pochi giorni. Da allora di libri editi da Keller ne ho letti tanti, e non mi hanno mai delusa.

Il mio consiglio è quello di avvicinarsi agli stand e farsi consigliare dall’editore. Raccontategli qualcosa di voi, di ciò che vi piace leggere, se avete un luogo del cuore, se vorreste approfondire una tematica. Insomma, mettete da parte la timidezza: il Salone è come una grande festa dove i protagonisti siete voi lettori e il libri.

Lettori accampati sulle gradinate d’ingresso

10 Non solo Salone: visitate Torino!

E già che ci siete, in particolare se vi fermate più giorni, visitate Torino! Dopo le Olimpiadi invernali del 2006, Torino ha saputo trasformarsi in una bella città a misura di turista. Il centro è piccolo, i mezzi pubblici frequenti e capillari, le vie sono disposte a scacchiera ed è facile orientarsi. Vi elenco i luoghi di Torino che preferisco e che vi suggerisco di visitare:

  • Museo Egizio
  • Museo Nazionale del Cinema e Mole Antonelliana
  • Palazzo Reale
  • Palazzo Madama
  • Piazza Castello e Via Garibaldi
  • Piazza Carignano e Piazza San Carlo
  • Via Po e Piazza Vittorio
  • Duomo di Torino
  • Parco del Valentino e Borgo Medievale
  • Museo di Pietro Micca (l’eroe dell’Assedio di Torino del 1706)

*

Ora siete pronti a organizzare e vivere al meglio il vostro 31° Salone Internazionale del Libro di Torino! Ci vediamo là?

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7 pensieri su “Salone Internazionale del Libro di Torino: 10 consigli per organizzare la vostra visita

  1. solo qualche piccola osservazione che mi è saltata alla mente, leggendo il pezzo…

    la situazione parcheggi, per chi arriva in auto, non è così problemantica: il Lingotto è dotato di un ampio parcheggio sotterraneo (su 2 piani), dove si trova SEMPRE posto.

    riguardo le code all’ingresso, è vero che, arrivando con il biglietto preso on-line, si impiega un po’ di tempo in meno, però è consigliabile (in ogni caso) arrivare la mattina presto, oppure nel primo pomeriggio, insomma non negli orari “di punta”, perchè ci sono i controlli “personali” con il metal detector e di zaini e borse.

    infine, parlando di “eventi”, bisogna ricordare che, per accedere alle sale principali, occorre premunirsi dei tagliandi (gratuiti) distribuiti in un’area apposita, ergo mettere in conto altre code.

    ciao!

    Piace a 1 persona

    • Grazie mille per le precisazioni, spero che saranno utili a chi leggerà 🙂
      Tra l’altro, mi sei stato utilie perché mi hai ricordato che se riuscirò (speriamo!) ad andarea sentire Aramburu di domenica dovrò prendere il biglietto! Grazie!
      Claudia

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  2. Ecco che inizia il mio schiumare per la rabbia di non esserci e per l’invidia verso chi andrà: dopo l’agognata sortita al Salone del 2016, ero convinta che quel traguardo tanto atteso mi avrebbe rinfrancata e che avrei sopportato di sentirne poi parlare senza poterci andare. E invece no! Fino a che non avrò la possibilità di tornare, il Salone resterà un bel sogno da ripercorrere, perché per me è stata una vera avventura: sono entrata come in un parco divertimenti (sì, ero leggermente su di giri), ho conosciuto nuove realtà editoriali, alcune delle quali erano poco più che un nome per me, che ancora ero abbagliata da grandi nomi, ho scoperto la dimensione umana che sta dietro alla professionalità, cogliendo l’opportunità di parlare con chi sceglie, traduce, cura i libri fino a che giungono nelle nostre mani. Ecco perché mi aggrego soprattutto al consiglio 9, che è la vera opportunità offerta dalle fiere editoriali! 🙂

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    • Ciao Cristina! Peccato che quest’anno non riuscirai ad esserci… Mi rendo conto che la distanza non sia poca. Io quest’anno ho rinunciato a Tempo di Libri e al Book Pride, e mi sa che rinuncerò anche alla Grande Invasione, per cui il Salone sarà l’unico e importante evento al quale parteciperò!

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