Jesmyn Ward | Salvare le ossa

La prima volta che mamma mi aveva spiegato cos’è un uragano, ero convinta che gli animali scappassero tutti, che fuggissero prima della tempesta, che fiutassero il vento in anticipo e capissero che stava arrivando (…) Che i cervi guardassero i compagni e poi balzassero via. Che le volpi parlottassero tra loro, incassassero le spalle e si dessero alla fuga. E forse gli animali più grandi lo fanno davvero. Adesso però sono convinta che gli altri, come gli scoiattoli e i conigli, non si comportino affatto così. Forse gli animali piccoli non scappano. (…) fiutano l’aria del temporale in arrivo, quell’aria che sa di sale, di sale e fuoco che brucia tutto, e si preparano come noi [Salvare le ossa, J. Ward, trad. M. Pareschi]

Nell’entroterra del Mississippi, gli ultimi giorni di agosto sono densi quanto il cielo gonfio di nuvole grigie e lattiginose, così pesante che potrebbe cadere in terra da un momento all’altro. Il tempo sembra scorrere lentamente mentre la famiglia di Claude Batiste attende gli aggiornamenti sull’andamento dell’uragano che si muove nel Golfo del Messico.

I Batiste vivono nella “Fossa”, una porzione del bayou ribassata a causa dell’estrazione di argilla. Nella Fossa, dove tutto è polvere rossa e umidità e puzza di rifiuti bruciati, a regnare è il disordine: carcasse di furgoni, pezzi di ricambio di vario tipo, galline che razzolano nel cortile ma nascondo le uova nella foresta. Poco più in là si trova una piscina scavata nell’argilla dove l’acqua è rosa-arancione.

I componenti della famiglia nuotano nell’aria rovente e nei propri pensieri, in quei giorni di febbrile attesa. Claude Batiste, il padre, è spesso alticcio ma sa quale può essere la violenza di un uragano, ha vissuto Camille nel ’69, una tempesta leggendaria che spesso ricorreva anche nei racconti di mamma.

Randall è maturo per i diciassette anni che ha, sogna di poter andare al campo estivo di basket per dimostrare agli allenatori che la meriterebbe lui, la una borsa di studio il college. Skeetah, sedici anni, possiede un pit bull da combattimento, la bianchissima China, che ha appena dato alla luce cinque bellissimi cuccioli. Junior ha sette anni, l’ultimo fiore di mamma Rose, la quale vive solo più nei ricordi dei suoi figli.

Quando era morta, mamma mi aveva detto che era andata via, e io mi chiedevo dove. Siccome piangevano tutti, mi ero avvinghiata a mamma come una scimmia, mi ero aggrappata al suo corpo morbido con le braccia e con le gambe, e mi ero messa a piangere anch’io, lasciandomi attraversare da caterve d’amore, come pioggia estiva, continua, accecante. E poi era morta anche mamma, e non mi ero più potuta aggrappare a nessuno [Salvare le ossa, J. Ward, trad. M. Pareschi]

Alba nel bayou (fonte: WIkipedia CC BY-SA 4.0.)

L’unica ragazza in questo universo maschile è Esch, che ha quindici anni e vorrebbe essere amata. Esch si occupa come può della casa e della famiglia, ama segretamente Manny, l’amico di Randall, e legge e rilegge la storia di Medea e Giasone.

Nell’attesa di scoprire quale sarà la traiettoria dell’uragano e di sapere se colpirà anche il Mississippi, la vita alla Fossa scorre come se fossero giornate normali. Skeetah assiste la sua pitt bull che ha appena partorito; Randall si allena senza sosta per la partita di selezione per il campo estivo; Junior bazzica qua e là coi fratelli maggiori; i ragazzi organizzano un piccolo furto a casa dei bianchi, una grigliata con gli amici, un combattimento con i cani di Marquise, Manny e Rico, mentre Big Henry è sempre disponibile per dare una mano a tutti. Ed Esch, in quell’attesa rovente, fa la scoperta più incredibile di tutte: diventerà madre.

Il sole piomba su di me bruciandomi, facendo evaporare il sudore, acqua, sangue e lasciando solo la pelle, i miei organi dissecati, le ossa friabili: il mio corpo, un acino d’uva secca. Se potessi mi ficcherei dentro una mano e mi strapperei via il cuore, e quel minuscolo seme bagnato che diventerà il bambino. Prima quelli; il resto non farà così male [Salvare le ossa, J. Ward, trad. M. Pareschi]

Nel romanzo c’è un altro protagonista, ingombrante e spaventoso. Viene nominato spesso e quando si manifesta lo fa senza nessuna misura, devastando e distruggendo tutto, urlando e frustando gli alberi con la sua furia: l’uragano Katrina. I Batiste sanno che il luogo dove vivono è sulla linea di passaggio degli uragani e da Katrina vengono presi in pieno.

Katrina li costringe a chiudersi in quella casa pericolante, fa saltare la corrente elettrica, li terrorizza riversando piogge torrenziali e stradicando querce secolari. Devasta il bayou. Devasta le esistenze. Miete vittime al suo passaggio. Ma allo stesso tempo, rinsalda i rapporti, unisce i Batiste, ora che hanno un nemico comune, fortissimo, da combattere. Se l’uragano Katrina dispensa morte, Esch deve resistere al suo passaggio perché dentro di lei sono racchiusi vita, speranza e futuro. È racchiuso Jason, se sarà maschio. È racchiusa Rose, se sarà femmina.

Legherò i pezzi di vetro e mattone con lo spago e appenderò i frammenti sopra il letto, in modo che brillino nel buio e raccontino la storia di Katrina, la madre che è entrata nel golfo come una regina per portare la morte. Il suo carro era una tempesta terribile e nera (…) La madre assassina che ci ha feriti a morte e tuttavia ci ha lasciati vivi, nudi, stupefatti e raggrinziti come bimbi appena nati, come cuccioli ciechi, come serpentelli appena usciti dal guscio, affamati di sole. Ci ha lasciato un mare buio e una terra bruciata dal sale. Ci ha lasciati qui perché impariamo a camminare da soli. A salvare ciò che possiamo [Salvare le ossa, J. Ward, trad. M. Pareschi]

Tipiche abitazioni nei bayou del Sud degli USA (fonte: Wikipedia: CC BY 2.0)

Salvare le ossa” di Jesmyn Ward (trad. M. Pareschi, NN Editore, 19 €) è un romanzo narrato in prima persona da Esch, spettatrice e protagonista in attesa dell’arrivo di Katrina, suddiviso in dodici giorni. La Ward delinea la storia come se fosse lei stessa un urgano: senza usare mezze misure, con schiettezza e senza nascondere nulla. La paura, la gioia, l’attesa, tutte le emozioni sono estreme. Non ci sono sconti.  Allo stesso tempo, la scrittrice utilizza dei paragoni così poetici e toccanti che sembra incredibile che stia parlando di un qualcosa che dispenserà morte e panico.

Katrina ha ferito l’America, ha distrutto tutto, ha seminato morte. Ma ai Batiste ha insegnato che c’è solo un modo per salvare le ossa: restare uniti, soprattutto se la furia distruttrice si palesa sotto forma di fenomeno naturale impossibile da fermare.

Titolo: Salvare le ossa
L’Autrice: Jesmyn Ward
Traduzione dall’inglese: Monica Pareschi
Editore: NN Editore
Perché leggerlo: perché la Ward delinea la storia come se fosse lei stessa un urgano: senza usare mezze misure, con schiettezza e senza nascondere nulla. Perché un fenomeno naturale ingovernabile può insegnare quanto preziosa è la vita.

(© Riproduzione riservata)

Annunci

Un pensiero su “Jesmyn Ward | Salvare le ossa

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa online di Jesmyn Ward – Salvare le ossa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.