Elizabeth Jane Howard | All’ombra di Julius

Lei del resto non era il tipo di donna che si fatica a immaginare vecchia o povera: tutto quel che era riuscito a scoprire a riguardo (con una telefonata anonima all’azienda del marito) era che non si era risposata e che viveva sempre nella stessa casa. Così le aveva scritto dicendole che per caso, quel fine settimana, si sarebbe trovato proprio in quella parte di mondo (non era vero) e gli sarebbe piaciuto passare a trovarla. La lettera doveva esserle arrivata il giorno prima, ed erano intesi che lei gli avrebbe scritto un telegramma oppure gli avrebbe telefonato in caso di intoppi, vale a dire nel caso in cui non avesse avuto voglia di incontrarlo. Non l’aveva sentita [All’ombra di Julius, E. J. Howard, trad. M. Francescon]

Nel 1965 Elizabeth Jane Howard pubblica in Inghilterra il romanzo “After Julius” e solo molti anni dopo pubblicherà il primo volume della saga della famiglia che l’ha resa celebre: i Cazalet. Nei cinque corposi volumi della saga dei Cazalet il lettore segue le vicende della famiglia dal 1937 alla fine degli anni Cinquanta.

All’ombra di Julius“, che esce oggi in Italia, è un romanzo a sé: è ambientato nel 1959 tra Londra e il Sussex, ha pochi personaggi e si svolge interamente nell’arco di un fine settimana.

La trama del romanzo è semplice. Sono gli anni Sessanta a Londra e dal giorno dell’eroica morte di Julius sono trascorsi vent’anni. Julius era un editore, marito e padre londinese, un uomo valoroso che aveva già combattuto durante la Grande Guerra e, nonostante l’età, aveva intenzione di dare il suo personale contributo al secondo conflitto mondiale. Purtroppo, nel corso di un’azione pericolosa e folle, Julius resta ucciso lasciando un grande vuoto nelle vite di chi gli sopravvive.

La moglie Esme, il suo amante Felix King, le due figlie Cressida ed Emma si rendono conto di chi era davvero Julius una volta che scompare. Ora che Julius non c’è più, il vuoto che lascia è immenso e incolmabile.

Esme subisce due grossi colpi, alla morte di Julius. Uno è, ovviamente, la perdita del marito e l’altra è l’allontanamento dell’apprendista medico Felix, suo giovane amante. Esme si rifiuta di risposarsi, cresce le sue figlie meglio che può e cerca di dimenticare anche Felix.

Ma all’improvviso, Felix si rifà vivo. Sono appunto trascorsi vent’anni e il vecchio amante chiede ad Esme di poter fare un salto nel Sussex per trascorrere il fine settimana ed Esme accetta. In quel fine settimana di novembre, nel Sussex, ci sono anche Cressy ed Emma, una coppia di amici di Esme, Daniel Brick, il maggiore Hawkes e la servitù.

Nel corso di tre giorni, quel fine settimana novembrino, nebbioso e freddo, molti nodi giungeranno al pettine e rivelazioni, scoperte, chiacchiere, pettegolezzi e intrecci amorosi ne faranno da cornice.

“Il senso di colpa”, cominciò pensoso. Doveva stare attento. “Il senso di colpa è ciò che si prova quando uno non si rivela all’altezza di un’immagine presuntuosa che si è fatto di se stesso. Non c’entra niente il dispiacere di aver fatto qualcosa di brutto. È solo il dispiacere di non essere ciò che si credeva. Però è un ottimo deterrente dal rifarlo ancora”. E poi, con un pizzico, o almeno così sperava, di astuzia psicologica, disse: “Mi sento molto meglio. È bello parlare con te, anche se sei una ragazzina arrogante”. [All’ombra di Julius, E. J. Howard, trad. M. Francescon]

Nigel van Wieck (b 1949) “Inside Out”

All’ombra di Julius” di Elizabeth Jane Howard (trad. M. Francescon, 326 pagine, 20 €) è un romanzo che vede muoversi pochi protagonisti sulla scena e che si svolge nell’arco di tre giorni. Il romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima vengono presentati i protagonisti, raccontando le loro storie e lasciando volutamente dei vuoti da colmare; nella seconda parte, i protagonisti si trovano tutti assieme nel Sussex e nel corso della giornata del sabato vengono fuori vecchi rancori, emozioni sopite e nascono degli equivoci; infine, nella terza parte, che si svolge la domenica, l’intreccio, dopo un paio di colpi di scena presentati con alti livelli di drammaticità quasi teatrale, si scioglie. Per qualcuno ci sarà un lieto fine, per qualcun altro no.

All’ombra di Julius” essendo un romanzo breve non ha il tempo di analizzare a fondo i personaggi e logicamente svolgendosi in tre soli giorni non può avere la pretesa di far maturare i protagonisti. Cressy ed Emma, le figlie di Julius ed Esme, non possono crescere in tre giorni, anche se Emma sarà vittima di un episodio violento che la cambierà e le mostrerà come può essere cruda la realtà.

Il periodo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta è stato un periodo di confusione ma anche di grandissime aspettative. La Seconda Guerra Mondiale è terminata ma è una ferita ancora viva e pulsante per i tanti inglesi che, come Esme, Emma e Cressy, hanno perso un parente nel corso del conflitto; le aspettative per il futuro sono alte, ma per rialzarsi dopo uno scivolone del genere è necessario darsi davvero da fare. Se la guerra, il razionamento, il terrore delle bombe, la paura della morte e le tessere annonarie sono solamente un doloroso ricordo, ora è fondamentale rimboccarsi le maniche. Ma per i protagonisti de “All’ombra di Julius” è difficile.

Il fallimento, la confusione e il cambio repentino dei costumi pervadono gli animi di tutti. Esme sa che il matrimonio con Julius non era rose e fiori, inoltre ha anche fallito come amante di Felix King. Felix, a sua volta, è un medico mediocre che ha prestato servizio in Corea e una volta tornato in Inghilterra non sa che fare. Daniel Brick, il personaggio che più ho odiato in assoluto, è un poeta scadente con un passato burrascoso, ma molto sveglio e furbo, capace di ammaliare le donne deboli.

Cressida è una musicista che non riesce a trovare ingaggi importanti perché è troppo impegnata nel cercare un uomo, ma nella ricerca fallisce perché quasi tutti quelli che trova sono sposati o non vanno bene per lei. Infine, Emma, che a ventisette anni vive passivamente la sua vita, senza reagire mai, senza mai pensare a che cosa fare della propria esistenza, accontentandosi di vivere in una soffitta con la sorella e le sue paturnie amorose.

Pur essendo narrato con pungente ironia, in “All’ombra di Julius” la Howard non ha voluto indorare la pillola al lettore, non ha regalato un lieto fine per tutti. Per un motivo semplice: Elizabeth Jane Howad sapeva bene come può essere crudele e spietata la vita.

Per avere la shopper dedicata al romanzo, segui le istruzioni a questo link!

Titolo: All’ombra di Julius
L’Autrice: Elizabeth Jane Howard
Traduzione dall’inglese: Manuela Francescon
Editore: Fazi editore
Perché leggerlo: perché è un buon romanzo di intrattenimento, semplice ma efficace.

(© Riproduzione riservata)

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