Judith Schalansky | Atlante tascabile delle isole remote

La cartografia dovrebbe essere annoverata finalmente tra i generi poetici e l’atlante tra la bella letteratura (…) Consultare le carte può sì alleviare il desiderio di viaggiare in paesi lontani che esse suscitano e addirittura sostituire il viaggio, ma allo stesso tempo ofre molto di più di un appagamento estetico. Chi apre le pagine di un atlante non si limita a cercare i singoli posti esotici, ma desidera smodatamente tutto il mondo in una sola volta (…) Ancora oggi preferisco un atlante a ogni guida di viaggio [Atlante tascabile delle isole remote, Judith Schalansky, trad. F. Gabelli]

Atlante tascabile delle isole remote” di Judith Schalansky (trad. F. Gabelli, Bompiani) porta un curioso sottotitolo: “Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò“. Incuriosita dall’argomento e dopo averlo sfogliato in libreria, decido di immergermi in questa lettura atipica.

Dopo un’introduzione nella quale la Schalansky, giornalista tedesca, spiega come è nata la sua passione per le mappe e gli atlanti, vengono presentate cinquanta isole situate nel Mar Glaciale Artico, nell’Oceano Atlantico, nell’Oceano Indiano, nell’Oceano Pacifico e infine nell’Oceano Antartico.

La Schalansky dedica per ogni isola quattro pagine: la prima è una sorta di carta d’identità dell’isola stessa, con informazioni generali quali coordinate geografiche, localizzazione rispetto ad altre isole o a punti geografici ben noti, numero di abitanti o abitatori, eventi storici degni di nota. Segue una mappa dell’isola, dove il lettore curioso più leggere i nomi dei monti, delle insenature, delle eventuali cittadine presenti, quindi seguono due pagine di informazioni o curiosità sull’isola.

Isola di Pasqua, 27° 9′ S, 109° 25′ W (fonte: Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Con la lettura, inizia per chi legge un rocambolesco giro del mondo attraverso le isole, pur restando comodamente sprofondato in poltrona: dall’isola di Sant’Elena, celebre perché Napoleone vi trascorse gli ultimi anni in esilio, passando all’isola di Howland, ridosso della quale sparì il velivolo dell’intrepida aviatrice Amelia Earhart.

Sull’Itasca tutti scrutano l’orizzonte con i binocoli, mandano segnali, ma l’etere non risponde più. Amelia Earhart sparisce poco dietro la linea del cambiamento di data, in volo verso il giorno ormai passato. L’oceano tace. [Atlante tascabile delle isole remote, Judith Schalansky, trad. F. Gabelli]

Storie di naufraghi e di esperimenti nucleari in paradisi tropicali; storie di esploratori che affrontano i ghiacci artici e antartici ben sapendo a cosa andranno incontro; vicende di marinai ammutinati del Bounty e di popolazioni del pacifico che nascono (quasi) tutti daltonici. C’è anche spazio per storie davvero inquietanti, come quella della Sarah Joe che navigava nelle acque delle isole Taongi.

Alle 17, la Sarah Joe è dichiarata dispersa. La guardia costiera invia un elicottero e un aereo nella tempesta, ma la visuale è pessima (…) Per cinque giorni la guardia costiera esce in mare, i parenti ancora un’altra settimana. Non trovano niente (…) Nove anni e mezzo più tardi, uno dei cercatori, il biologo marino John Naughton, scopre sulla spiaggia di Taongi – l’atollo più settentrionale e più arido delle Isole Marshall, 3600 chilometri a ovest delle Hawaii -, il relitto di una barca. E’ la Sarah Joe. Proprio lì accanto, una croce di legno si innalza su una semplice tomba di pietre accatastate. Un paio di ossa spuntano dalla sabbia. Come si scoprirà, sono i resti di Scott Moorman. Chi lo abbia sepolto qui e dove siano gli altri, rimane un mistero. [Atlante tascabile delle isole remote, Judith Schalansky, trad. F. Gabelli]

Taongi, isole Ratak, 14°32′N 169°00′E (Wikipedia, CC BY 2.0)

Atlante tascabile delle isole remote” è un viaggio attraverso terre estreme e dimenticate, ma non aspettatevi più di qualche breve cenno per ogni isola: starà a voi e alla vostra voglia di scoperta approfondire gli episodi accennati che vi intrigano di più.

Titolo: Atlante tascabile delle isole remote
L’Autrice: Judith Schalansky
Traduzione dal tedesco: Francesca Gabelli
Editore: Bompiani
Perché leggerlo: per viaggiare attraverso mari e oceani restando ben comodi in poltrona
Leggilo se: ti sono piaciuti “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson e “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe

(© Riproduzione riservata)

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4 pensieri su “Judith Schalansky | Atlante tascabile delle isole remote

  1. Dovrei cimentarmi nella lettura di un libro del genere visto che,da diversi anni a questa parte, per svariati motivi non mi è possibile viaggiare. Vorrei capire la sensazione che si prova ad immergersi in questa avventura insolita ma attraente. Credo che mi farò questo regalino al più presto, a livello consolatorio e, perché no, affettivo nei miei confronti!

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