Elvis Malaj | Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Trovarsi bene o meno in un posto non dipende dal posto, dipende da te. Ovunque vai ti porti sempre dietro qualcosa che alla fine rende ogni posto uguale ad un altro. Potrei anche rispondere alla sua domanda, ma non significherebbe niente. Tradirei semplicemente la mia capacità di trovarmi bene o male in Italia [Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia]

Dal mio terrazzo si vede casa tua e sbircio cosa stai facendo; mi sembra che tu non stia preparando bene la pastasciutta, secondo me l’hai cotta troppo. Ho visto che non lasci uscire tua figlia assieme alle amiche: perché? Mi hai risposto che non puoi far uscire una ragazza senza un fratello maschio o un parente adulto, hai paura che ritorni a casa con un “bastardo” nella pancia. Però tuo figlio lo lasci sempre uscire, e anzi gli fai i complimenti se ha concluso con una ragazza, che potrebbe a sua volta trovarsi con un “bastardo” nella pancia.

Dal mio terrazzo si vede casa tua e ho visto rientrare tuo figlio, il minore, dopo la scuola: che muso lungo! Suppongo che i compagni l’abbiano di nuovo preso in giro perché è albanese, pruncia male le parole e non capisce tutto ciò che il professore spiega. Ho notato, invece, che il maggiore non è più in casa con voi: è quello che è scappato con la ragazza italiana, vero? Mi sembra che il papà della ragazza abbia dato dei soldi a tuo figlio: cinquemila euro, tuo figlio li ha presi e poi è a prendere anche la ragazza.

Dal mio terrazzo si vede casa tua e ho visto tuo cugino che portava su all’ultimo piano un televisore guasto, uno di quelli raccattati dall’immondizia; no, ma dico, siete scemi? Ma se è guasto! Noi italiani se è una cosa è rotta la buttiamo, mica ci pensiamo due volte.

Ah, dato che da mio terrazzo si vede anche casa di tuo fratello, ho visto che tuo nipote si è introdotto a casa della ragazza italiana, quella carina, quella che ha studiato all’alberghiero con mia sorella; Kastriot, si chiama, giusto?, beh, lui dice che va a casa di Veronica per bagnare le piante sul terrazzo, ma secondo me è innamorato di lei.

Bashkim si avvicinò; era un modello vecchio, di quelli con lo schermo bombato, senza telecomando e con le manopole al posto dei tasti.
“Ma se l’hanno buttato come fa a essere buono?” chiese Bashkim.
“Non è detto che è rotto, può essere che l’hanno buttato perché ne hanno comprato un altro. Fanno così gli italiani, non sono come noi che prima telefoniamo a tutti i parenti, ai conoscenti, ai conoscenti dei parenti, per vedere se qualcuno lo vuole. Gli italiani lo buttano e basta.”
“Ma non hai detto che erano rumeni?”
“Ma che ne so! Per me è buono (…)”. [Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Elvis Malaj]

Gjirokastra, Albania (crediti fotografici: Giulia, Viaggiare con gli occhiali)

Dal tuo terrazzo si vede casa mia” (Racconti edizioni, 164 pagine, 14 €) è la raccolta di racconti d’esordio di Elvis Malaj, giovane scrittore di origini albanesi che oggi vive, lavora e scrive in Italia. I protagonisti dei racconti sono albanesi – che vivono in Albania o che sono emigrati in Italia – e italiani che con quest’ultimi si confrontano. Leggendo si scoprono molte curiosità riguardo all’Albania, dall’origine del nome Marenglen – che esite solo in Albania – alle differenze di educazione tra figli maschi e figlie femmine.

Elvis Malaj ha tratteggiato sia personaggi positivi (e tenerissimi, come Kastriot del racconto “Dal tuo terrazzo si vede casa mia“) sia personaggi insopportabili e alquanto balordi (come Agron del racconto “A pritni miq?” e Dedë, tragicomico protagonista del racconto “Scarpe”). E mi è piaciuto il fatto che Elvis Malaj non abbia parlato solo positivamente dei suoi personaggi ma abbia messo in scena anche le pecche e i difetti; perché, lo sappiamo, nessuno è perfetto.

I racconti che ho apprezzato di più sono tre: “Il televisore“, “Scarpe” e “Dal tuo terrazzo si vede casa mia“; perché ho scelto questi? Perché qui ho riso e riflettuto, ho scoperto diverse cose della cultura albanese e ho letto di personaggi buoni e altri più sgradevoli; questi sono i tre racconti che mi hanno coinvolta di più, quelli che leggevo con urgenza e in modo febbrile per scoprire come sarebbero andati a finire.

Riguardo agli altri racconti, le idee sono buone e la voglia di raccontare l’Albania e gli albanesi agli italiani c’è, ma la penna non è ancora ben definita. Con il tempo verrò fuori la vera voce di Malaj, le premesse ci sono tutte, e mi piacerebbe leggere un racconto più lungo o un romanzo. Mi piace questa sensazione di guardarmi attraverso gli occhi di una persona super partes, una persona che proviene da un’altra cultura, che magari vede i miei difetti e li corregge, oppure che mi insegna qualcosa di nuovo.

Quando si guarda uno straniero lo si fa attraverso i propri filtri culturali; ciò che facciamo noi ci sembra più giusto. Se siamo convinti di fare la cosa giusta – l’unica possibile secondo la nostra rigidità mentale – non riusciamo ad accettare che si possa fare anche in altra maniera e che, magari, questa possa essere un’interessante alternativa.

Il razzismo non esiste. E siccome non ci credo, col razzismo non ho mai avuto problemi. [Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Elvis Malaj]

Titolo: Dal tuo terrazzo si vede casa mia
L’Autore: Elvis Malaj
Editore: Racconti edizioni
Perché leggerlo: per guardasi attraverso gli occhi di chi proviene da un’altra cultura

(© Riproduzione riservata)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.