Sarah Perry | Il serpente dell’Essex

STRANE NOTIZIE, dicevano, un serprente mostruoso con occhi grandi come una pecora è emerso dalle acque dell’Essex ed è risalito fino ai boschi di betulle e ai parchi dei villaggi! (…) Era l’epoca del serprente, fosse esso fatto di squame e tendini, o di legno e tela, o fosse solo il frutto delle farneticazioni di qualche folle; i bambini venivano tenuti lontani dalle sponde del fiume, e i pescatori si rammaricavano di non avere attività migliore! Poi scomparve, così com’era arrivato, e per quasi due secoli non se ne seppe più niente, fino al terremoto, quando qualcosa sott’acqua venne liberato! [Sarah Perry, Il serpente dell’Essex, traduzione Chiara Brovelli]

Dopo aver seppellito il marito, Cora Seaborne decide di lasciare Londra e di trasferirsi per qualche tempo nell’Essex, una regione a sud-est dalla capitale inglese. Assieme a Francis, il figlio autistico, e alla fedele cameriera Martha, Cora prende dimora a Colchester, un luogo dove stanno venendo alla luce molti fossili lungo la costa.

Appassionata da sempre di scienze naturali e seguace delle teorie dei naturalisti Darwin e Lyell, Cora Seaborne rimane entusiasta della storia del serpente dell’Essex: pare che un terremoto abbia risvegliato un temibile mostro che ora infesta le acque dell’estuario del Blackwater, a sud-ovest di Colchester.

Cora non si lascia scappare l’opportunità di indagare a proposito del serpente: la donna spera che si tratti di un ittiosauro come quello trovato dalla paleontologa Mary Anning, confermando la teoria che vuole che non tutti i rettili preistorici si siano estinti. Inseguendo le tracce del mostro, Cora si sposta ad Aldwinter, sonnolenta cittadina sull’estuario del Blackwater dove si sono registrate diverse misteriose morti, incontra il reverendo William Ransome, forte oppositore della presenza del mostro.

Nel frattempo, il piccolo Francis vaga da solo per le paludi, alla ricerca di piccoli tesori da raccogliere; Martha conosce prima Spencer e poi Edward, i quali le spiegano la drammatica situazione di scioperi e assegnazione di case popolari a Londra; Stella Ransome, la moglie del reverendo, scopre di avere una malattia grave; il dottor Luke Garrett, brillante stella della chirurgia londinese, subisce un incidente che modificherà pesantemente la sua carriera. E intanto, mentre Cora e William discutono e prendono posizioni opposte, nelle paludi continuano ad accadere cose strane.

Eppure le cose non vanno come dovrebbero. La casa alla Fine del Mondo sta affondando nella palude, e nel focolare vuoto crescono i funghi. Il molo è tranquillo: meglio rischiare un inverno di magra che veleggiare su acque contaminate. Giungono voci da Point Clear e da St Osyth, da Wivenhoe e Brightlingsea: la bestia che vive nel Blackwater è stata avvistata da un pescatore al cambio della marea, una sera, e dopo quell’episodio il poveretto è uscito di senno (…) [Sarah Perry, Il serpente dell’Essex, traduzione Chiara Brovelli]

Chiaro di luna, John Atkinson Grimshaw (fonte: Wikipedia)

Il serpente dell’Essex” di Sarah Perry (trad. C. Brovelli, Neri Pozza, 458 pagine, 18 €) è un libro che purtroppo mi ha delusa e annoiata in misura eguale, ora proverò a spiegare il motivo di questi sentimenti negativi nei confronti del romanzo.

Spesso dò molto peso a trama, copertina e ambientazione. Un mostro che emerge dalle acque paludose e semina panico e paura in una sonnolenta cittadina posta alla foce dell’estuario del Blackwater; una copertina spettacolare che ricalca quella orginale dell’edizione inglese; l’ambientazione nella campagna dell’Essex, cupa anche in estate. Ecco, questi sono i fattori che mi hanno convinta a precipitarmi ad acquistare il romanzo e ad iniziarlo quasi immediatamente.

Il romanzo di Sarah Perry è suddiviso in quattro parti e la vicenda si svolge in un arco temporale che va da gennaio a novembre: “La notte di San Silvestro” (tra gennaio e marzo), “Quanto è in suo potere” (aprile e maggio), “Vegliate in ogni momento” (giugno e agosto) e “I momenti finali della ribellione” (settembre e novembre). La prima parte è decisamente intrigante e avvincente: l’Autrice introduce velatamente la storia del serpente dell’Essex risvegliato probabilmente dal terremoto occorso qualche tempo prima; vengono introdotti i personaggi chiave, Cora e William, e i personaggi secondari. Queste pagine instillano vera curiosità nel lettore che vuole sapere cosa o chi sia questo essere che infesta le paludi e provoca misteriose morti.

Peccato, però, che le altre tre parti siano più scialbe e poco interessanti rispetto alla prima: il ritmo rallenta, scorrono pagine e pagine in cui non succede nulla o quasi e la lettura diventa difficoltosa. L’Autrice si focalizza sui personaggi secondari sviluppando (troppe) trame secondarie, generando così confusione e distogliendo l’attenzione dal mostro delle paludi dell’Essex che quasi viene messo da parte; viene citato ogni tanto, giusto per non dimenticare che la sua presenza aleggia ancora. Ma a parte brevi apparizioni e qualche fattaccio strano, non succede comunque nulla e il mistero fatica a risolversi.

Pur avendomi annoiata, due punti positivi il romanzo li ha: le descrizioni dell’Essex e di Londra vissute attraverso le stagioni che vanno dall’inverno all’autunno e la caratterizzazione dei due personaggi protagonisti, Cora e William.

Cora è una donna che disubberisce alle consuetudini dell’epoca, oltre a vestire quasi da uomo e andare alla ricerca di fossili, non crede in Dio né lo teme e si sente votata alla scienza di Darwin e Lyell. William è un pastore di anime, per cui ha una visione opposta a quella di Cora, e spesso si ritrova a discutere con lei e il confine tra l’odio e l’amore verso questa donna sono decisamente labili.

Il serpente dell’Essex” non ha quindi soddisfatto le mie aspettative: potrebbe essere un ritratto della società inglese di fine Ottocento, ma l’essere che vive nelle paludi dell’Essex non è il vero protagonista e forse, proprio perché io mi aspettavo una sua presenza più massiccia e invadente, sono rimasta molto delusa.

Titolo: Il serpente dell’Essex
L’Autrice: Sarah Perry
Traduzione dall’inglese: Chiara Brovelli
Editore: Neri Pozza
Perché leggerlo: per avere un bel ritratto della società inglese di fine Ottocento, per chi è interessato al dibattito scienza e fede, per chi vuole immergersi nell’uggiosa e tetra campagna inglese

(© Riproduzione riservata)

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