Tra profumi e colori dell’Alta Provenza: qualche consiglio di viaggio

Sono stata in Alta Provenza, in Francia, e ho realizzato un piccolo desiderio che coltivavo da tempo: vedere, annusare e fotografare i campi di lavanda, immaginati da sempre come immensi mari lilla dal profumo inebriante. La mia base è stato il paesino di Digne-les-Bains – scelto non a caso, tra qualche riga capirete – e il tempo a mia disposizione due giorni (sabato e domenica); nell’articolo vi racconterò la mia esperienza in Alta Provenza, vi mostrerò bellissimi campi di lavanda e mari giurassici, vi spiegherò perché questo viaggio mi è servito e soprattutto cosa mi ha insegnato. Se siete pronti a partire, seguitemi, passeremo dal Monginevro all’andata e al Col du Larche al ritorno.

Provenza, terra di profumi e colori: il mio itinerario

La fortuna di noi piemontesi è che siamo decisamente vicini al confine francese e, da dove vivo io, questa distanza può essere coperta in sole due orette. È presto quando superiamo in auto il confine tra Italia e Francia e, con mio immenso stupore, compare la conca che ospita il meraviglioso paese di Briançon. Con i suoi tre forti, le montagne che lo cingono e una notevole vivacità, Briançon è un luogo che mi colpisce e che spero di tornare a vedere con calma.

Non abbiamo putroppo tempo di sostare a Briançon, perché per arrivare a Digne-les-Bains la strada è ancora molto lunga. Già da Oulx in poi, infatti, non è più possibile viaggiare velocemente, perché le strade hanno dei limiti di velocità abbastanza bassi e sono tutte a curve (a chi patisce l’auto consiglio pastiglie o braccialetti antiemetici).

Il nostro percorso in auto costeggia l’immenso Lac du Serre Ponçon, che è uno specchio d’acqua artificiale di notevoli dimensioni, molto suggestivo e vivace: in zona sono presenti moltissimi camping e strutture di vario genere, sul lago è possibile praticare diversi sport acquatici.

Lac du Serre Ponçon (foto: Claudia)

La strada continua, scende e scende, fin quando raggiungiamo il bivio per il paesino di Barles. Molto probabilmente a voi non dirà nulla, ma a chi come me è laureato in geologia dirà parecchio: nelle zone limitrofe ai paesini di Digne-les-Bains e Barles, nel corso del tempo, studiosi di ogni nazionalità hanno portato alla luce scheletri di rettili preistorici, hanno studiato impronte fossili di uccelli, sono state scoperte e descritte per la prima volta moltissime ammoniti… Insomma, questa zona è come un grande libro che non vede l’ora di essere letto: quel che ci vuole raccontare è uno dei tanti capitoli della Storia geologica della Terra.

Canyon a Barles (foto: Claudia)

Percorriamo la strada che da Barles scende a Digne-les-Bains, entrando e uscendo da canyon spettacolari. La mia sorpresa, il luogo che mi farà emozionare, mi aspetta a Digne-les-Bains a circa 1 km dal centro della città. Lungo una parete rocciosa, accanto alla statale, si trovano centinaia e centinaia di ammoniti e altri cefalopodi: un sito unico e prezioso, fruibile gratuitamente a tutti, corredato di pannelli esplicativi. Nel Giurassico – circa 300 milioni di anni fa – qui nel bacino di Digne-les-Bains c’era un grande mare, caldo, dove nuotavano animali di ogni specie. Uno spettacolo, vero?

Ammoniti e cefalopodi a Digne-les-Bains (foto: Claudia)

Arrivati a Digne-les-Bains è tempo di andare a posare i bagagli e rinfrescarsi prima di scendere a Valensole, una delle migliori zone dell’Alta Provenza per rimirare i campi di lavanda. Jean-Luc e Paulette sono i nostri host, una coppia di francesi molto simpatici che ci ha affittato uno spazioso appartamento per una notte. La casa è molto grande, confortevole e ha anche uno splendido giardino dal quale spunta il curioso Filou, uno yorkshire veramente batuffoloso!

Dopo aver pranzato in giardino, ci rimettiamo in marcia. Per andare da Digne-les-Bains a Valensole ci sono diverse strade: veloci, panoramiche o quelle che ti inventi perché pensi di esserti perso. Ecco, le ultime sono le migliori: sì, all’uscita di Digne ho dato l’indicazione sbagliata al mio fidanzato che guidava e così, senza volerlo, ci siamo trovati sulla D8… Sì, la D8, la strada giusta per inizia ad ammirare i campi molto prima di arrivare a Valensole. A volte perdersi non è mica un errore.

Persi lungo la D8, da Digne a Valensole (foto: Claudia)

Seguendo la D8 si arriva sull’altopiano di Valensole, credo che bastino le mie immagini per descrivere una simile meraviglia.

Il modo migliore per visitare l’altopiano di Valensole è perdersi. Dico davvero, perdetevi, percorrete la D6, la D8, la D15 e la D56: non potrete sbagliare, a perdita d’occhio vedrete tantissimi campi di lavanda, la parte più difficile sarà sceglierne uno da fotografare!

Qualche suggerimento: con educazione, si può parcheggiare in prossimità dei campi; le aziende agricole francesi lavorano sui campi, quindi potreste incontrare trattori e macchine per il taglio della lavanda: lasciate libero il passaggio per i lavoratori; ricordatevi che fa veramente caldo (un cappellino di paglia sarà perfetto sia per proteggersi dal sole che per realizzare scatti molto belli); infine, occhio agli insetti: le api, se disturbate troppo, pungono!

Valensole (foto: Paolo)

Dopo essere stati cotti a puntino dal sole (la temperatura ha superato i 40°), ritorniamo a Digne-les-Bains, stanchissimi dopo la giornata ma decisamente soddisfatti.

Il giorno successivo lo dedichiamo all’esplorazione delle Gorges du Verdon, dopo aver visto immagini davvero spettacolari siamo curiosi di vederle. Scendiamo da Digne-les-Bains verso Riez, quindi proseguiamo per Moustier St. Marie, incontrando ancora spettacolari campi di lavanda e di girasoli. Moustier St. Marie è un paesino magnifico arroccato lungo le falesie di calcare: merita una visita, se passate di qui non perdetevelo.

Campo di girasoli a Moustier St Marie (foto: Claudia)

Le Gorges du Verdon sono lunghissime e la Lonely Planet propone un itinerario ad anello per osservarle bene. Noi, purtroppo, avendo poco tempo scegliamo di percorrere la strada alta che collega direttamente le Gorges con Castellane. I paesaggi sono in ogni caso magnifici.

Gorges du Verdon (foto: Claudia)

Giungiamo a Castellane dove acquisto diverse cartoline e souvenir e vengo avvolta dal profumo di brioche al burro. Sempre seguendo strade a curve, sali e scendi, ritorniamo a Digne-les-Bains per rientrare in Italia. Invece di passare nuovamente da Briançon, scegliamo di percorrere la strada per Barcelonette che conduce al Col du Larche. Le montagne sono un vero spettacolo, curva dopo curva diventano più alte e imponenti.

A Larche ci fermiamo in un punto panoramico: io amo, come già sapete, i luoghi di confine e Larche è l’ultimo paese prima della frontiera con l’Italia. Lo osservo dall’alto, lo studio: Larche potrebbe essere un qualunque paese alpino italiano, invece, per una manciata di chilometri, è francese. Ed è bellissimo, come tutti i luoghi di confine che non hanno una sola identità, ma ne hanno due.

Larche, frontiera (foto: Claudia)

All’inizio dell’articolo ho scritto che questo viaggio mi è servito e mi ha insegnato qualcosa. Durante questo viaggio on the road non abbiamo avuto il navigatore che abbiamo di solito: il giro in Alta Provenza mi ha insegnato che posso cavarmela benissimo anche senza Garmin. Certo, ammetto di aver consultato Google Maps da mobile quando non eravamo sicuri della direzione presa (per uscire da Digne-les-Bains e quando ci siamo ‘persi’ sulla D8), ma in generale ce l’abbiamo fatta alla grande. E poi, in questa zona perdersi non è un dramma, anzi: c’è la possibilità di finire in un luogo davvero spettacolare.

E poi, che cosa mi ha insegnato questo viaggio? Che non è vero che i francesi sono antipatici e non devo generalizzare: i padroni di casa sono stati gentilissimi e premurosi, discreti ma cordiali; e le persone con cui ho avuto a che fare mi sono sembrati affabili e rispettose. Se avevo avuto un’esperienza poco piacevole con alcune persone arroganti della Costa Azzurra, questo non significa che tutti i francesi siano antipatici. Il viaggio in Alta Provenza me l’ha insegnato e io torno veramente felice in Italia quando un viaggio smonta un pregiudizio.

Appena passato il confine con l’Italia, mi sono ritrovata a sognare ad occhi aperti la prossima volta che tornerò in Francia. Perché tornero? Perché c’è ancora tanto da conoscere e scoprire, e i viaggi, per me, servono proprio a questo.

Informazioni pratiche

Quando andare per vedere i campi di lavanda: fine giugno – metà luglio
Dove alloggiare: La Maison de Digne, Digne-les-Bains
Come andare: consiglio un’auto per girare in tutta libertà tra i campi di lavanda e lungo il Verdon

Prodotti tipici da assaggiare e acquistare

Miele di lavanda
Olio d’oliva
Olio di lavanda
Aglio viola
Brioche ‘burrose’

Quale romanzo leggere: La lista di Lisette di Susan Vreeland, trad. S. Fefé, Neri Pozza

Quale film vedere: Un’estate in Provenza (Avis de mistral), 2014, regia Rose Bosch, con Jean Reno e Anna Galiena

Risorse on line utili

Turismo in Alta Provenza
Route de la lavande
Guida turistica Gorge du Verdon
Parco Nazionale del Mercantour

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2 pensieri su “Tra profumi e colori dell’Alta Provenza: qualche consiglio di viaggio

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