Lorenzo Pini | A Lisbona con Antonio Tabucchi. Una guida

Arriviamo in una città che non conosciamo. Via mare, via aria, via terra, non importa. Possiamo scegliere di percorrerla a caso senza meta e lasciare che tutto quello che accade sia inaspettato, oppure seguire consigli e dettagliati itinerari di guide turistiche. Potremmo aver visto un film ambientato in quella città, o letto un libro che ce ne parla (…) Ci sono tanti modi di prepararsi a un viaggio, breve o lungo che sia. E tra questi è incluso anche quello di non partire affatto, e viaggiare solo con la mente. In tutti questi casi, che sia la nostra fantasia o la rigorosa documentazione, avremo una percezione di quel luogo. La percezione di una realtà, tra le tante realtà [Lorenzo Pini, A Lisbona con Antonio Tabucchi]

Mi chiedo se sia possibile amare un luogo senza averlo mai visitato. Amarlo semplicemente perché suona bene il nome, perché lo si immagina avvolto da una calda luce, perché le fotografie restituiscono l’idea di un luogo bellissimo.

Amo il Nord Europa e chi segue le mie letture lo ha capito; c’è però un altro luogo in Europa che sogno di vedere da anni: il Portogallo. Perché proprio il Portogallo? Perché io amo i confini e i luoghi di confine e le terre lusitane sono state, per secoli, le terre più ad ovest del mondo conosciuto: Cabo de Roca era il confine tra il mare e la terra, ed è a tutti gli effetti il punto “dove la terra finisce e il mare comincia”.

Nelle ricerche di romanzi ambientati in Portogallo o scritti da autori lusitani od originari delle ex-colonie, mi sono imbattuta in “A Lisbona con Antonio Tabucchi” di Lorenzo Pini (Giulio Perrone editore, 174 pagine, 12 €), originalissima guida letteraria che ho divorato in pochi giorni.

Lorenzo Pini conduce il lettore attraverso la Lisbona descritta da Antonio Tabucchi nei suoi romanzi Sostiene Pereira e Requiem, e nei suoi racconti Any where out of the world e Il gioco del rovescio. Dopo un’introduzione estratta da Requiem e un breve scritto con la storia della città (dalla fondazione ad opera dei fenici alla caduta della dittatura nel 1974), la guida di Lorenzo Pini si suddivide in sette capitoli, dove i primi sei sono dei veri e propri itinerari che il viaggiatore può seguire percorrendo le tracce dei personaggi tabucchiani (con tanto di cartine), mentre il settimo capitolo trae le conclusioni di questo viaggio immaginario. In Appendice, consigli culinari, suggerimenti per la visita, informazioni pratiche per organizzare un viaggio nella capitale lusitana.

La Lisbona di Tabucchi è geografia, architettura, spazio urbano e memoriale, entro i cui confini si sono consumati eventi privati e pubblici, esistenziali, storici e politici (…) Lisbona così com’è, pare fatta apposta per la finzione letterarie. Una matrice marittima che è nella storia del porto, nei moli protesi nell’azzurro [Lorenzo Pini, A Lisbona con Antonio Tabucchi]

Peniche (Photo by Mario Vassiliades on Unsplash)

Nel libro di Lorenzo Pini seguiamo i personaggi creati da Antonio Tabucchi attraverso le viuzze e le immense piazze di Lisbona. Ma non solo: con il protagonista di Requiem e con il dottor Pereira ci spingiamo sino a Cascais, dove le acque del Tago si gettano nell’Oceano Atlantico e dove Lisbona finisce, per lasciare posto ai comuni dell’Estoril.

Città che si riflette sull’acqua, quelle placide e limacciose del Fiume Tago, città che respira grazie ai temporali che scoppiano all’improvviso e grazie alle brezze che spirano dall’Atlantico e regalano cieli azzurri, Lisbona sembra che abbia le carte in regola per farsi amare e per far provare quella sensazione che si può dire solo in portoghese: saudade.

Lorenzo Pini, rielaborando le parole di Tabucchi, prova a spiegare cos’è la saudade, quell’emozione celebrata da poeti e scrittori non solo portoghesi. Nostalgia per il futuro, dovrebbe essere, ma la definizione è incompleta. Forse il modo migliore per capire cos’è la saudade è mettere qualche abito in valigia e ritrovarsi a Lisbona – o a Cabo de Roca – al tramonto, l’ora in cui è più facile provare la saudade.

Lisbona (Photo by Lili Popper on Unsplash)

La guida di Lorenzo Pini è quindi una bella raccolta di passeggiate facilmente realizzabili per chi si trova a Lisbona e dintorni, seguendo appunto le tracce dei personaggi di romanzi e racconti. Un modo, a mio avviso, molto originale di vivere un luogo e forse anche di ricordarlo meglio una volta tornati a casa.

Leggere un romanzo o un racconto ambientato nel luogo che andremo a visitare, secondo me, aiuta a calarsi meglio nell’atmosfera e ad aver quella sensazione di averlo già vissuto, di apprezzarlo ancor più facilmente. E leggere una guida partendo dagli scritti di chi quel luogo l’ha amato tanto da aver deciso di farne una seconda Patria, certamente aiuterà il viaggiatore a vivere il viaggio con vera passione.

Così lo scrittore si specchia nella sua città, tra le case pombaline, gli electricos, le chiese barocche, le tascas, i miradouros. Antonio Tabucchi è prima di tutto cittadino di questo luogo e sfrutta, per riconvertirli ad uso letterario, i suoi Leitmotiv: il clima, il fiume, la conformazione dell’estuario. Ma soprattutto sfrutta l’ambivalenza, la capacità delle città di offrire scenari talvolta diametralmente opposti. Da viaggiatori, siamo incuriositi dal doppio volto che Lisbona può mostrare [Lorenzo Pini, A Lisbona con Antonio Tabucchi]

Titolo: A Lisbona con Antonio Tabucchi
L’Autore: Lorenzo Pini
Editore: Giulio Perrone editore
Perché leggerlo: perché un viaggio comincia nel momento in cui si inizia a sognarlo. Caldamente suggerito agli appassionati degli scritti di Antonio Tabucchi

(© Riproduzione riservata)

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2 pensieri su “Lorenzo Pini | A Lisbona con Antonio Tabucchi. Una guida

  1. Grazie grazie,
    me lo sono già segnato anche se a Lisbona sono stata a maggio. 😀

    Prima di un viaggio ho anch’io l’abitudine di leggere libri sul luogo, scritti da persone locali o che han scelto il posto per viverci o che lo conoscono bene.
    Ma questo libro mi era sfuggito.

    Comunque consiglio, tra le innumerevoli cose da fare e vedere a Lisbona, una visita al cimitero Dos Prazeres dove fare omaggio appunto a Tabucchi….

    Un sorriso, buona giornata
    Ondina

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