Brian Friel | Tutto in ordine e al suo posto

Sulla via del ritorno venne preso da un senso di solitudine. Solo una volta cedette alla tentazione di guardare dallo specchietto, ma s’era ormai fatto buio ed Errigal era già stata inghiottita dall’oscurità alle sue spalle. Era stato un errore tornarci (…) Perché il passato è un miraggio: una dolce illusione nella quale uno entra per sfuggire al presente (…) Cosa si aspettava di trovare a Corradinna: il recupero della sua innocenza? La conferma di un sogno? Non se lo ricordava più. Ora sapeva solo che quel viaggio era stato uno sbaglio. Lo aveva derubato di una cosa preziosa, l’immagine idealizzata che lui s’era fatto del suo passato, e al posto di quella immagine ora non c’era niente: solo la verità [Brian Friel, dal racconto “Fra le rovine”, trad. D. Benati]

Nei dieci racconti raccolti in “Tutto in ordine e al suo posto” di Brian Friel (trad. Daniele Benati, marcos y marcos, pag. 236, 18 €) l’autore nordirlandese con abilità e ironia mette in scena un carosello di personaggi e situazioni che conquistano e divertono il lettore.

Ne “Il rabdomante” una vedova sposa in seconde nozze un uomo che appare integerrimo, mentre in realtà nasconde un segreto molto comune a tutti i nordirlandesi del paese; in “L’oro in fondo al mare” un ragazzo si unisce ad una nave che esce di notte per andare a pesca di salmoni, scoprendo amare verità.

Nel racconto “Il sistema della vedovanza” un uomo decide di allevare un colombo per farlo gareggiare in velocità con un metodo assai particolare. “I raccoglitori di patate” è un racconto amaro sulla questione del lavoro minorile e l’abbandono scolastico; “Foundry House” è uno scritto sulle disillusioni infantili quando si cresce; ne “Gli illusionisti” un bambino scoprirà la verità riguardo al mago che ogni anno visita la sua scuola elementare.

Anche in “Ginger l’Eroe” ci sono due uomini che allenano un gallo per farlo combattere; “Fra le rovine“, il miglior racconto della raccolta, è un bellissimo scritto sui sogni e le aspirazioni che abbiamo da bambini e che talvolta da adulti non si realizzano. “La valle delle allodole” nasconde incandevoli descrizioni dei paesaggi della costa ovest dell’Irlanda del Nord, un luogo bellissimo che si chiama Gleann-na-fuiseóg. Infine, il racconto che dà il titolo alla raccolta “Tutto in ordine e al suo posto“, ovvero la presa di coscienza di un uomo nei confronti del passato della famiglia della moglie e in parte anche di sé stesso.

Sullo sfondo di tutti i racconti, Friel presenta e descrive un’Irlanda del Nord senza un tempo preciso, ma bellissima e romantica, in grado di far sognare il lettore.

A settecendo metri dalla punta del promontorio, il sentiero scendeva a precipizio in una minuscola valle, un piattino di erba verde contornato da dune di sabbia giallastra, mentre il promontorio terminava in una collina alta e smussata che rompeva il vento dell’Atlantico. L’impeto del vento continuò per un po’ a risuonare nelle loro orecchie dopo che furono entrati nella valle (…) Poi si resero conto del silenzio e, non appena ne furono zittiti, udirono le allodole: non un paio, né una dozzina o una ventina, ma centinaia di allodole, tutti invisibili nella calura azzurra del cielo, come un ombrello di musica aperto su quel piccolissimo mondo [Brian Friel, dal racconto “La valle delle allodole”, trad. D. Benati]

Tempesta a Rossbeigh Beach, contea di Kerry, Irlanda (fonte: Sascha Müller, Flickr CC BY-NC-SA 2.0)

I personaggi di Friel provengono da ogni estrazione sociale e sono persone semplici: il maestro della piccola scuola elementare, le madri con nove o dieci marmocchi, gli uomini che sperperano la paga in scommesse e whisky. E ognuno di loro, nell’umiltà, conserva dei sogni e delle speranze: combattere l’analfabetismo, far crescere sani e robusti i marmocchi, allevare colombi o galli per vincere alle gare e guadagnare soldi, mentre i ragazzini sognano di diventare illusionisti, pescatori di salmoni o ‘ricchi’ contadini.

Eppure, nonostante lo humor con il quale Friel impregna le proprie storie arrivando quasi ad ironizzare su situazioni alquanto drammatiche, nelle vicende narrate lo svolgimento è molto simile: un personaggio umile ha dei sogni e dei progetti, ecco la grande occasione che si palesa e quindi i grandi sforzi per sfruttarla in meglio e infine il momento della disillusione o l’impatto con la realtà, spesso cruda e poco romantica.

Possono sembrare tristi, i racconti di Friel, invece trasmettono allegria, vivacità e brio nonostante qualche nota amara. Sono storie semplici da comprendere e facili da amare, sono lo specchio di un’epoca che forse non c’è più – o forse c’è ancora – nascosta in qualche piccolo paesino della verde, luminosa e piovosa Irlanda del Nord, una società fatta di persone che nonostante le avversità della vita riescono sempre a cogliere l’aspetto positivo e a sciogliersi in una risata liberatoria.

 Ma ora, per la prima volta, li vedeva sotto un’altra luce ed erano ridicoli: due uomini di mezz’età che sprecavano la loro vita ad aspettare che un colombo tornasse a casa! Cominciò a ridere sotto i baffi. La risatina si trasformò in una risata più grossa. Alla fine rise così tanto che gli vennero a far male i fianchi, e fiumi di lacrime gli colarono dagli occhi. E, nella stretta del suo braccio, Judith rideva anche lei, e piangeva pure. E per quella mezz’ora, con tutto quel piangere, furono la coppia più felice di tutta Mullaghduff [Brian Friel, dal racconto “Il sistema della vedovanza”, trad. D. Benati]

Titolo: Tutto in ordine e al suo posto
L’Autore: Brian Friel
Traduzione dell’inglese: Daniele Benati
Editore: marcos y marcos
Perché leggerlo: per conoscere aspetti dell’Irlanda del Nord, per affezionarsi ai personaggi che nonostante le difficoltà sorridono e perché sono racconti scorrevoli, divertenti e molto coinvolgenti, da leggere e rileggere

(© Riproduzione riservata)

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