Isabelle Autissier e Erik Orsenna | Verso il Grande Sud

Nell’agosto di qualche anno fa, mentre ero in Toscana, visitai la città di Siena. Tra le cose da vedere, figurava il museo dell’Antartide, ospitato alla Facoltà di Scienze geologiche. Gli ultimi visitatori del museo dell’Antartide di Siena risalivano a giugno e la signora alla reception fu sorpresa di vedere due ragazzi interessati all’esposizione: quando le spiegai che sono una geologa, si illuminò e tutto, forse, le sembrò più logico.

Questo piccolo preambolo per farvi capire quanto io sia appassionata di geologia e quindi di libri che parlano di viaggi avventurosi in luoghi impervi e “Verso il Grande Sud” scritto dai navigatori francesi Isabelle Autissier ed Erik Orsenna (trad. M. Uberti Bona, Longanesi, 202 pagine, 15 €) è stato uno di quei libri che mi ha permesso di viaggiare lontano.

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E’ questa l’emozione che attraverso i secoli risorge, intatta, nei nostri spiriti di moderni naviganti. Noi ci facciamo strada ben muniti di previsioni meteorologiche e di fotografie satellitari, eppure lo stretto di Drake continua ad essere un vero pericolo. Esso è l’estremità più australe cui giungono le terre abitate, il punto di incontro dei due più grandi oceani, il luogo del mondo in cui si affrontano come nemici immense masse d’acqua e d’aria. Le une giungono dal caldo, ossia dai tropici, le altre dal polo, dall’impero del freddo. E la loro battaglia è provocata dall’altezza delle montagne andine e dal loro contano prolungamento in Antartide. Qui l’uomo deve ritrovare l’umiltà e imparare, se vuole avere la possibilità di trovare la sua strada nella furia del mondo [Verso il Grande Sud, I. Autissier e E. Orksenna, trad. M. Uberti Bona]

Isabelle Autissier ed Erik Orsenna sono due francesi con la passione per il Grande Sud. Isabelle acquista una barca, l’Ada, e l’attrezza per compiere l’avventura di raggiungere la Baia Margherita, coordinate geografiche 66° 33′ S, il Circolo Polare Antartico. Erik si unisce alla spedizione, assieme ad un equipaggio ben sortito.

Il viaggio vero inizia quando si decide di partire, ci si prepara febbrilmente e si equipaggia l’imbarcazione. Dall’aereo Isabelle vede la pampa argentina e raggiunge Rio Gallegos, quella che definisce “la porta del Grande Sud” che “segna forse l’inizio della solitudine“.

Isabelle si unisce ai compagni e attendono le condizioni meteorologiche buone per partire. La base è a Puerto Williams, in Cile, una cittadina sperduta alla fine del mondo, che si affaccia pigramente sul Canale Beagle. Finalmente il tempo pare buono e all’Ada viene imposta la direzione Sud.

Durante il viaggio che porterà i francesi e i loro equipaggio a sfiorare il Circolo Polare Antartico, Isabelle ed Erik raccontano non solo della loro spedizione, ma scrivono approfondimenti legati al misterioso continente antartico. Si leggono le storie dei primi esploratori, quelli più famosi come Amundsen e Shackleton: il primo fu il norvegese che per primo raggiunse il Polo Sud geografico, mentre il secondo fu l’inglese che sfiorò il Polo Sud magnetico, senza però riuscire a raggiungere quello geografico.

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Icebergs (fonte: Christopher Michel, Wikipedia Free Commons CC BY 2.0)

I francesi incantano i lettori descrivendo le varie specie di foche, i tanti pinguini che popolano il Sud, raccontano la leggenda secondo cui si spiega l’assenza degli orsi, qui in Antartide. Si mette in mezzo la botanica, l’esiguo numero di specie di piante e l’infinito numero di specie di muschi, licheni e poi di batteri e altri microorganismi che non temono i gelidi venti e le condizioni estreme di vita.

Si parla della geografia aspra e selvaggia dell’Antartide, con le sue coste frastagliate, gli iceberg immensi che galleggiano in un mare tanto blu che pare dipinto, una morfologia che pare cambiare anno dopo anno, ghiaccio che si stacca dopo ghiaccio che scompare; si parla della geologia dei ghiacciai, dei fiumi sotterranei, di rocce e di vulcani, di paleontologia e dei resti di organismi fossili di climi caldi: la deriva da Nord verso Sud dell’Antartide, quel lungo viaggio dall’equatore al Polo Sud magnetico che ha fatto sì che questa placca di terra si ricoprisse interamente di ghiaccio e neve.

Si parla di clima, attuale, passato e futuro; dell’importanza della corrente circumpolare, che senza di questa non ci sarebbe il clima come lo conosciamo oggi sulla Terra, e ci raccontano – i due esploratori francesi – di quanto sia affascinante studiare le bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio antartico per studiare la composizione dell’aria del passato.

Ogni massa d’acqua è caratterizzata da una certa temperatura e da una certa salinità, e non ha particolare ambizione a mescolarsi con le masse d’acqua vicine. Acque più salate o più dolci, fredde e calde, hanno insomma l’abitudine di guardarsi in cagneso dai due lati di barriere ancor più rigide delle frontiere umane. L’oceano è crudelmente privo di leggi che promuovano fusione e integrazione: solo le correnti riescono in qualche modo a mescolare acque altrimenti nemiche fra loro. I naviganti attraversano tali invisibili confini sapendo di entrare in questo modo in nuovi territori [Verso il Grande Sud, I. Autissier e E. Orksenna, trad. M. Uberti Bona]

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Ciao! (fonte: Christopher Michel, Wikipedia Free Commons CC BY 2.0)

Verso il Grande Sud” è l’unione dei diari personali di Isabelle ed Erik con le storie legate alle esplorazioni, alle disgrazie, ai successi e alla natura dell’Antartide: un libro che sta a metà tra un saggio – comunque molto accessibile grazie ad un liguaggio perfettamente divulgativo – e il racconto di un’impresa personale. E’ un libro perfetto per sognare luoghi che probabilmente non credevamo di amare perché si conoscono davvero pochissimo, vuoi perché sono molto lontani da noi, vuoi perché a nessuno verrebbe in mente di organizzare un viaggio o una spedizione in Antartide.

Oltre alle suggestive immagini e alle emozioni che Isabelle ed Erik riescono a trasmettere bene attraverso la scrittura, ho apprezzato il grandissimo rispetto che hanno avuto nei confronti dell’Antartide: questo è un continente ricchissimo di minerali preziosi e combustibili fossili, elementi che l’uomo sfrutterebbe ben volentieri ma non può per via del Trattato Antartico. Il documento citato è stato sottoscritto da molti Paesi del mondo, i quali si impegnano a mantenere intatto il più possibile l’Antartide e i suoi abitanti animali.

Se negli Anni Settanta non si fosse sottoscritto il Trattato Antartico, molto probabilmente questo continente che ha incantato generazioni di scienziati ed esploratori, oggi sarebbe un’appendice sterile saccheggiata dai governi più potenti.

Per fortuna questo scenario non si è verificato e l’Antartide si può definire un’area protetta da leggi ben precise. Vi sono basi scientifiche, e nella Terra di Graham vi è anche una piccola comunità argentina, che sfida neve e gelo per vivere qui, ma il tutto è regolato e certi comportamenti non si possono tenere.

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Gennaio 2009, viaggio verso l’Antartide dell’imbarcazione Spirit of Sidney. Passaggio Drake, Ushuaia (Wikipedia Free Commons CC BY 2.0)

L’Antartide è uno scrigno di ghiaccio che per molto tempo non finirà di rivelare i suoi segreti agli scienziati e a chi ne subisce il fascino: le nevi perenni e le banchise custodiscono i segreti del clima del passato, possono spiegarci molte cose del presente e ci possono essere utili per prevedere gli scenari futuri.

L’Antartide è capace di sconvolgere i ritmi come nessun altro continente sa fare. A volte passa senza preavviso dalla calma alla tempesta, confermando il detto secondo cui in queste regioni si avvicendano ogni giorno le quattro stagioni. A volte, invece, si attarda, si fissa. Il tempo del Grande Sud arresta la sua corsa [Verso il Grande Sud, I. Autissier e E. Orksenna, trad. M. Uberti Bona]

Titolo: Verso il Grande Sud
Gli Autori: Isabelle Autissier ed Erik Orsenna
Traduzione:  M. Uberti Bona
Editore: Longanesi
Perché leggerlo: per chi ama le curiosità legate ad uno dei luoghi più remoti e misteriosi della Terra. Chi ama il gusto dell’avventura e vuole essere catapultato in un mondo di ghiaccio, ostile quanto affascinante.

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Un pensiero su “Isabelle Autissier e Erik Orsenna | Verso il Grande Sud

  1. Mi sembra proprio un bel consiglio di lettura. La Autissier è una grande velista (degna figlia di suo padre) e grande viaggiatrice, una che conosce bene i luoghi e cerca sempre di approfondire. Noi siamo una famiglia di velisti e ogni volta che sento il suo nome mi viene in mente quando fu salvata dal prode Soldini, durante una traversata atlantica in solitario. Soldini, primo in quel momento, per salvarla abbandonò la gara e tornò indietro con un mare spaventoso e, per questo gesto, fu insignito della Legione d’onore francese.

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