Non è il mio genere | Chiacchierando di… Racconti

Sabato 14 gennaio alla Libreria Sulla Parola di Caluso (TO) Elisa La lettrice rampante, la libraia Stefania ed io abbiamo cercato di dimostrare che i racconti possono essere davvero molto belli e interessanti. Protagonista dell’incontro di sabato, infatti, è stato il racconto.

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Il racconto generalmente è un genere molto bistrattato e spesso si sente proprio dire che non è un genere apprezzato, anche all’interno della cerchia dei lettori forti. Forse un racconto lo si vede più come una storia per bambini o ragazzi, uno scritto troppo breve per essere apprezzato degnamente. Probabilmente, chi sostiene questo semplicemente non ha ancora trovato l’autore o l’autrice in grado di far cambiare idea. Oppure, non è in sintonia con questo stile narrativo, come me con i romanzi rosa (non possono piacere a tutti le stesse cose, avete idea che noia sarebbe, il mondo?).

In ogni caso, come sempre, l’incontro è stato ricco di spunti per la lettura e di riflessione, nonché sono sempre emersi gli aneddoti dei lettori legati a questa o a quest’altra raccolta di racconti. I suggerimenti arrivati sono forse un po’ meno rispetto le scorse volte: credo sia appunto dovuto al fatto che il racconto blocca un po’, anche il lettore più accanito.

Ecco i consigli di lettura che sono arrivati!

Anna – Niccolò Ammaniti (Einaudi)

La sognatrice di Ostenda – Eric-Emmanuel Schmidt (e/o)

Dieci dicembre – George Saunders (minimum fax)

Dodici racconti raminghi – Gabriel García Márquez (Mondadori)

Incubi e deliri – Stephen King (Mondadori)

Moby Dick e altri racconti brevi – Alessandro Sesto (Gorilla Sapiens editori)

Undici solitudini – Richard Yates (minimum fax)

Bugiardi e innamorati – Richard Yates (minimum fax)

Scusate il disordine – Luciano Ligabue (Einaudi)

Non ho ancora finito di guardare il mondo – David Thomas (marcos y marcos)

La pazienza dei bufali sotto la pioggia – David Thomas (marcos y marcos)

Il pappagallo che prevedeva il futuro – Luciano Lamberti (gran via)

Sono il guardiano del faro – Eric Faye (Racconti edizioni)

Alla conquista della luna – Emilio Salgari (Cliquot)

Tra cielo e colline – Antonella Saracco (Araba Fenice)

Nessuno accendeva le lampade – Felisberto Hernández (la Nuova frontiera)

Il viaggiatore – Stieg Dageman (Iperborea)

Il vento distante – Emilio Pacheco (SUR)

Ottaedro – Julio Cortázar (Einaudi)

Sessanta racconti – Dino Buzzati (Mondadori)

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Il prossimo appuntamento è per il 18 febbraio 2017 e ci incontreremo per chiacchierare e consigliare romanzi rosa, un genere che non è assolutamente nelle mie corde ma cercherò di mettermi in gioco e tenterò di leggerne uno (promesso!).

Non vi resta che seguirci, sui rispettivi blog e sulle nostre pagine Facebook: Libreria Sulla Parola, La lettrice rampante e Il giro del mondo attraverso i libri.

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9 pensieri su “Non è il mio genere | Chiacchierando di… Racconti

  1. Apprezzo molto i racconti e non li considero affatto un genere inferiore ai romanzi. Anzi, credo ci voglia parecchia esperienza e abilità per riuscire a confezionare un buon racconto. Interessanti i vostri consigli di lettura… Peccato che abito lontana, altrimenti verrei volentieri a fare due chiacchiere in libreria.

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    • Ciao Alessandra! Grazie del commento!
      Anche secondo me è più complesso sviluppare la trama di un racconto, anziché un romanzo. Nel racconto in poche pagine bisogna dire tutto e dare un finale o ad effetto oppure non banale o inconcludente (e il rischio è sempre molto alto).
      Peccato davvero che tu non sia più vicina: ci farebbe piacere averti a bordo!

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  2. Personalmente, ho trovato diverse difficoltà con i racconti fino a non molto tempo fa, in particolare di fronte ai finali aperti che spesso caratterizzano questo tipo di prosa. Ho iniziato ad apprezzarli insegnando (in particolare grazie alla lettura integrale del Decameron e di qualche novella in più di Pirandello) e allargando un po’gli orizzonti agli autori del Novecento, come Zweig e Borges, ma la vera scintilla è scoccata grazie a Dino Buzzati e alla sua Boutique del mistero (che bello, dunque, vedere l’autore citato anche qui!): grazie a questo tesoretto, non solo ho imparato a muovermi nel non-detto, ma ho anche capito l’importanza di antologie ben fatte, in cui i racconti, apparentemente autonomi, sono così legati da illuminarsi a vicenda. Di qui, poi, la mia riscoperta di Kafka, l’esperimento Laxness e la passione per Calvino. Nei racconti manca sempre qualcosa da cercare altrove e la vera sfida è capire dove questo altrove sia. Un narratore mediocre scrivendo racconti rischia figuracce colossali, mentre i maestri spesso rivelano proprio in questo genere le loro doti maggiori. Poi devo confessarlo: preferisco sempre i romanzi “mattoncini”! 😉
    Come ogni volta, mi rammarico di non poter assistere a questi incontri, ma li seguo sempre con piacere a distanza. Buon proseguimento!

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  3. Ecco, temo sia vero. Non sento di aver preferenze, se posso chiamarle così, né preclusioni, per il genere, anzi. Eppure, da lettrice, anche, di racconti, mi accorgo che, della tua lista, ho letto solamente Buzzati. Ringrazio dunque per le utili indicazioni.

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