Valeria Luiselli | Volti nella folla

La letteratura messicana quest’anno mi ha riservato parecchie sorprese: dai romanzi alla poesia, ho scoperto autori e autrici molto interessanti. “Volti nella folla” di Valeria Luiselli (trad. E. Tramontin, la Nuova frontiera, 171 pagine, 16.50 €) è un romanzo dove luoghi ed emozioni si intrecciano e il risultato è davvero unico.

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Sapevo che non era molto sensato riporre alcun tipo di fiducia negli oggetti e che non appena ci abituiamo alla presenza silenziosa di una cosa, questa si rompe o sparisce. Anche i legami con le persone che mi circondavano erano segnati da questi due modi della temporaneità: rompersi o sparire. L’unica cosa che rimane di quel periodo sono gli echi di alcune conversazioni, una manciata di idee ricorrenti, poesie che mi piacevano e che leggevo e rileggevo fino a impararle a memoria. Tutto il resto è un’elaborazione posteriore. I miei ricordi di quella vita non possono contenere molto di più. Sono impalcature, strutture, case vuote. [Valeria Luiselli, Volti nella folla, trad. E. Tramontin]

La protagonista è una giovane traduttrice messicana: ha una casa da gestire, un marito che forse la tradisce e due figli, la più piccola poco più di una neonata; oggi vive a Città del Messico, ma anni prima aveva lavorato a New York in campo editoriale: nella Grande Mela aveva incontrato personaggi davvero strambi e aveva tradotto e cercato di far pubblicare il poeta Gilberto Owen. È per mettere in ordine i suoi ricordi che inizia a scrivere un romanzo.

Un romanzo orizzontale, raccontato verticalmente. Un romanzo che si deve scrivere dal di fuori per poterlo leggere dal di dentro. [Valeria Luiselli, Volti nella folla, trad. E. Tramontin]

Così, tra una pappa e una fiaba, leggiamo della gioventù della traduttrice messicana. Le persone che ha incontrato a New York, i luoghi dove ha vissuto, le esperienze surreali che ha fatto. E la grande passione e testardaggine che ha avuto nel cercare di far conoscere il poeta Owen: la ragazza fa ricerche in biblioteca, cerca di ricostruirne la vita, vuole guardare le stesse cose che vide Owen, cerca di viverne gli stessi luoghi dove è stato lui.

Tutto iniziò in un’altra città e in un’altra vita. Non posso scrivere quindi questa storia come vorrei, come se stessi ancora lì e fossi soltanto quell’altra persona. Faccio fatica a parlare di strade e di volti come se li stessi vedendo ancora ogni giorno. Non trovo i tempi verbali adatti. Ero giovane, avevo le gambe forti e magre. (Avrei voluto iniziare come finisce Festa mobile di Hemingway). [Valeria Luiselli, Volti nella folla, trad. E. Tramontin]

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Skyline di New York City (foto: Philippe Henzler, unsplash.com)

È con particolare leggerezza e poesia che Valeria Luiselli intreccia tre storie di vita: quella della traduttrice a New York, in un tempo che fu, quella della traduttrice oggi, mamma e moglie, e quella di Gilberto Owen. Alternando queste vite, si dipana tutta la vicenda. Quando la protagonista parla del suo passato si percepisce tutta la nostalgia di un qualcosa che non verrà più: non che non sia felice ad essere una mamma, ma si guarda indietro e sa che non rivivrà mai più quella New York, né potrà essere così spensierata e folle come un tempo.

La presa di coscienza di quest’affermazione può far male, può far vacillare le nostre certezze: siamo sempre noi, certo, ma siamo necessariamente diversi. Sono cambiate le priorità, i modi di vedere le cose: la vita è la nostra ma se ci guardiamo indietro ci sembra di aver vissuto quella di un’altra persona.

A volte, prima di ritornare nella sua cittadina, veniva nel mio appartamento a farsi un altro bagno e cenavamo con gli avanzi di quello che aveva cucinato il venerdì. Parlavamo dei libri che aveva venduto; parlavamo dei libri in generale. A volte, la domenica, facevamo l’amore. [Valeria Luiselli, Volti nella folla, trad. E. Tramontin]

*

Titolo: Volti nella folla

L’Autrice: Valeria Luiselli è nata nel 1983 a Città del Messico. Oltre a scrivere romanzi collabora con diverse testate giornalistiche americane

Traduzione dallo spagnolo: Elisa Tramontin

Editore: la Nuova frontiera

Perché leggerlo: “Volti nella folla” è un romanzo pregno di nostalgia, della sensazione che il passato non tornerà più. Leggetelo se almeno una volta nella vita vi siete chiesti quante esistenze possiamo vivere. 

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