Antonio Manzini | Pista nera

Se ho letto “Pista nera” di Antonio Manzini (Sellerio, 275 pagine, 13 €) è grazie al consiglio di Elisa La lettrice rampante e di una delle istruttrici che lavora nella palestra che frequento. Le ringrazio entrambe perché grazie al loro consiglio ho potuto leggere un libro divertente, scorrevole e simpatico.

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Titolo: Pista nera

L’Autore: Antonio Manzini è attore, sceneggiatore e scrittore. La serie del vicequestore Rocco Schiavone è nata con “Pista nera” e prosegue con altri romanzi tutti editi da Sellerio

Editore: Sellerio editore Palermo

Il mio consiglio: “Pista nera” di Antonio Manzini è un giallo decisamente godibile, divertente e scorrevole. Irrinunciabile per chi, come me, è appassionato o ama la Valle d’Aosta

Che avevano? Un corpo semiassiderato sotto una decina di centimetri di neve. Chiamarlo corpo era un eufemismo. Una volta forse lo era. Un pasticcio di carne, nervi e sangue maciullati dalle frese del gatto delle nevi. E intorno c’erano piume. Dappertutta. Il vicequestore si strinse nel loden. Il vento, anche se lieve, penetrava nel bavero e gli accarezzava il collo lasciando una scia di peli sull’attenti come soldati schierati davanti a un generale (…) Chino sul morto c’era Alberto Fumagalli. L’anatomopatologo di Livorno, che con una penna smuoveva i piccoli lembi della giacca a vento del poveraccio. Il vicequestore si avvicinò senza salutarlo. Da quattro mesi, giorno del loro primo incontro, non lo facevano. Perché cominciare adesso? [Pista nera, Antonio Manzini]

Il vicequestore Rocco Schiavone è originario di Roma ma da quattro mesi è in servizio ad Aosta: ora ha un nuovo caso tra capo e collo, nel paesino di Champoluc durante la sistemazione delle piste della Monterosa Ski, il gatto delle nevi guidato da Amedeo Gunelli trancia di netto qualcosa disteso sulla neve. Si tratta del corpo di un uomo, Leone Miccichè, siciliano di origine e proprietario con la moglie valdostana, Luisa Pec, di un bellissimo chalet rifiugio a Cuneaz, sopra Champoluc, in val d’Ayas.

Schiavone viene portato su a Champoluc, quella fredda notte di febbraio (“… che freddo di merda!“), dalla BMW del collega Italo Pierron. Lo spettacolo che si apre sulla pista è raccapricciante: i resti del povero Leone sono sparsi ovunque, fresati dai cingoli del gatto delle nevi, e Alberto Fumagalli, l’anatomopatologo, è già al lavoro per capire se il poveretto fosse già morto o ancora vivo al momento dell’incidente.

Il vicequestore Schiavone ricerca indizi, informazioni, registra dettagli, ascolta il ragazzo che ha investito il corpo, il capo dei gattisti e tutto il personale della scuola di sci. Tassello dopo tassello, a volte con pazienza a volte gridando e insultando, spesso con metodi poco ortodossi, Rocco Schiavone giunge all’incredibile soluzione del giallo.

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Salendo a Chamois, Valle d’Aosta (foto: Claudia)

Pista nera” è il primo romanzo di Antonio Manzini che vede il vicequestore Rocco Schiavone come protagonista: Rocco è burbero, violento, amante delle belle donne, corrotto, senza peli sulla lingua, e a sentirne parlare così potrebbe quasi sembrare antipatico. Invece è un personaggio che ispira simpatia, con i suoi modi fare poco ortodossi (se leggerete il libro capirete) e con le battute al vetriolo ai suoi uomini della polizia.

E’ un personaggio decisamente riuscito perché è molto umano, non è perfetto, anzi è pieno di difetti più o meno importanti, proprio come ogni persona di questo mondo. Rocco Schiavone è molto bravo nel suo lavoro – anche se spesso sembra odiarlo, il fatto che sia un poliziotto – e riesce a mettere insieme gli indizi, i dettagli, riesce a leggere le persone, quando tentano di mentire e quando invece dicono la verità.

Il romanzo “Pista nera” mi è piaciuto per come è stato raccontato, sempre con leggerezza anche nei momenti più cruenti e drammatici. Mi è piaciuta moltissimo l’ambientazione, perché io amo la Valle d’Aosta, adoro la cittadina di Aosta e il paesino di Champoluc in particolare per un motivo puramente sentimentale legato al ricordo dei miei nonni. Poi, è un romanzo scorrevole, semplice da leggere, dove vengono forniti tutti gli indizi per arrivare alla stessa conclusione di Rocco Schiavone, per giungere alla scoperta del colpevole del crimine.

Ci sono solo alcuni errorini di tipo scientifico, uno sulla geologia e un paio sui nomi delle specie degli animali, ma soprassedo. “Pista nera” resta un buon romanzo per trascorrere qualche ora in compagnia di un poliziotto decisamente sopra le righe.

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