Vicente Alfonso | Le ossa di san Lorenzo

Tra i ricordi più particolari del mio viaggio a Praga c’è la visita al Labirinto degli Specchi sulla collina di Petřín, un piccolo spazio dove entrando si ha la sensazione di vedersi riflessi all’infinito e deformati rispetto alla realtà. Leggere “Le ossa di san Lorenzo” di Vicente Alfonso (trad. F. Cremonesi, 200 pagine, 17 €) è stato come rivivere quelle sensazioni, e se vorrete seguirmi alla scoperta di un Messico inquietante e affascinante, scoprirete il perché.

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© Il giro del mondo attraverso i libri

Titolo: Le ossa di san Lorenzo

L’Autore: Vicente Alfonso è nato a Torreón nel 1977. Ha davvero un fratello gemello e sua mamma è stata un magistrato, ma le somiglianze con il protagonista del libro terminano qui. “Le ossa di san Lorenzo” ha vinto il Premio International de Novela Sor Juana Inés de la Cruz 2014

Traduzione dallo spagnolo: Fabio Cremonesi

Editore: NN editore

Il mio consiglio: affascina, trascina, inquieta, distorce la realtà. Una lettura per chi si vuole mettere alla prova e ha voglia di giocare con l’Autore per cercare di capire quale sia la realtà giusta. Un romanzo dall’incantesimo narrativo perfetto

La realtà è una; le sue letture, infinite. Il mago e il suo pubblico hanno interpretazioni diverse dei fatti. Per gli spettatori l’esibizione è unica e inspiegabile: un istante di fede. Per chi esegue il trucco invece la magia è precisione, allenamento. Fluidità ottenuta a forza di ripetere i movimenti. Conoscere la tecnica, quel meccanismo nascosto fatto di molle e pulegge, ha un prezzo altissimo per il mago: lo rende scettico. Però in cambio gli consente di far credere agli altri [Le ossa di san Lorenzo, V. Alfonso, trad. F. Cremonesi]

Quando Alberto Albores, pscoterapeura, decide di approfondire la vicenda dell’omicidio di Farid Sabag e di scrivere un libro sul suo paziente Remo Ayala, quest’ultimo e il suo gemello Rómulo riposano già da tempo sotto il fico del giardino della casa del loro padre.

Il medico inizia a raccontare la storia dei gemelli Ayala, partendo dalla versione di Remo. Dalla prematura scomparsa della madre Rosario agli anni rinchiuso nel collegio gesuita, Remo è un fiume in piena di ricordi e confessioni; parla degli anni trascorsi con il Grande Padilla, un mago che organizzava gli spettacoli itineranti, racconta della bellissima Magda, giovane amata da entrambi i gemelli; arrivando sino alla notte dell’omicidio di Farid Sabag e al momento in cui, febbrilmente, Remo dissotterra delle ossa bruciate per dimostrare un fatto cruento al dottor Albores.

Albores cerca di ricostruire una storia, ma ben presto – ascoltando anche altri personaggi – si rende conto che di verità non ce n’è una sola e compaiono persone che hanno identità che non corrispondono ai racconti di Remo e situazioni che non si avvicinano alla realtà.

Come una tomba sotto la quale dovrebbe riposare Rosario, la madre dei gemelli, ma con inquietante lucidità i ragazzi scoprono che forse sotto quella lapide non giace nessuno; come i misteri legati alla figura della Niña Cande, una specie di santona vestita di bianco, bellissima, che ha i miracolosi poteri di guarire le persone. Come le contrastanti versioni la notte dell’omicidio di Farid Sabag al Último Trago. Come la Notte degli Apostoli al collegio dei gesuiti e l’incendio della sala proiezioni. Come Zamora, ossessionato dalla figura della Niña Cande, che studiando gli ex-voto in una chiesa aspetta la notte di san Lorenzo.

Come si costruiscono i ricordi? Cambiano, si assestano, maturano con il tempo? O si cancellano a poco a poco come giornali al sole? Può darsi che a volte i fatti si vadano sedimentando nella memoria come acqua torbida, all’inizio ci impedisce di vedere ciò che intuiamo essere vicino. In ogni caso, ricostruire un fatto a partire da varie fonti è come radersi di fronte ad uno specchio rotto: le versioni differiscono in certi dettagli e coincidono in altri [Le ossa di san Lorenzo, V. Alfonso, trad. F. Cremonesi]

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Altare messicano in onore della Santa Muerte, Tropenmuseum (fonte: Niels, Wikipedia, CC BY-SA 2.0)

Quando ho letto le prime trenta pagine de “Le ossa di san Lorenzo” sono rimasta spiazzata: non comprendevo il nesso tra i vari personaggi, gli eventi, i capitoli erano in parte narrati in prima persona, in parte in terza. Così, l’ho ricominciato. Ed è in quel momento che ho iniziato a capire che la realtà non era una sola, i personaggi fornivano la loro versione e non è detto che fosse quella giusta. Anzi, il più delle volte era la verità sbagliata.

Le ossa di san Lorenzo” di Vicente Alfonso è un romanzo che mette alla prova il lettore: la storia dei gemelli Ayala e dei personaggi che ruotano loro attorno è come un rebus da decifrare; molte sono le domande che sorgono durante la lettura ma non tutte sono destinate ad ottenere una risposta soddisfacente. Si possono tentare molte interpretazioni, eppure chi può dare la conferma che quella che crediamo sia la nostra realtà sia davvero corretta?

Attraverso lettere scritte al magistrato Ayala, spezzoni di racconto narrati dal dottor Alberto Albores, i pensieri di Zamora, rivelazioni durante le sedute di psicoterapia, ricordi di Magda ed ex-voto, Vicente Alfonso dà vita ad un incantesimo narrativo pressoché perfetto e ci consegna un libro che non è solo originale, ma è geniale. Perché incastrare alla perfezione vite, storie, fantasmi, morti, ossa, guaritrici e anche un pizzico della storia del Messico, non è semplice: è magia, come quella del Grande Padilla, che esce dalle pagine e brilla attraverso le parole che abbiamo la fortuna di leggere.

(…) mi inquieta pensare che, se avessi preso altre decisioni, questa storia sarebbe andata in un’altra direzione. Immagino succeda sempre così: sembra semplice uscire dal labirinto, una volta che si è trovata la strada. [Le ossa di san Lorenzo, V. Alfonso, trad. F. Cremonesi]

(© Riproduzione riservata)

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2 pensieri su “Vicente Alfonso | Le ossa di san Lorenzo

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa online di Vicente Alfonso

  2. Ciao, il romanzo mi é piaciuto molto… finché non l’ho finito, e mi sono resa conto di non aver capito una mazza. Ora mi sento molto frustrata, é possibile sapere da te se ho azzeccato almeno un paio di cose?

    SPOILER (?)

    Romolo é Borrado? Morì nel 1995, durante il numero di magia? Da lì in avanti é sempre stato Remo ad interpretare entrambi i fratelli, ad avere una relazione con Magda, ad uccidere Sabag?

    Mi piace

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