Jaan Kross | Il pazzo dello zar

Nel 1978 viene pubblicato “Il pazzo dello zar” di Jaan Kross (Iperborea, 433 pagine, 19 €) mentre l’Estonia è controllata dall’Unione Sovietica. Quando Kross pubblica quello che oggi viene considerato il suo capolavoro viene condannato a otto anni di prigionia, pena che sconterà nei gulag in Siberia. La stessa sorte toccata a Timotheus von Brock, protagonista del romanzo di Kross, che a causa di scritti compromettenti viene condannato a nove anni di prigione dallo zar in persona.

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Titolo: Il pazzo dello zar

L’Autore: Jaan Kross, poeta e romanziere, è il più conosciuto e acclamato scrittore estone, nominato più volte per il Premio Nobel. Il suo romanzo Il pazzo dello zar è stato tradotto in venti lingue. La maggior parte delle sue opere riflettono la travagliata storia dell’Estonia nel XX secolo, contesa tra la Germania e la Russia.

Traduzione dall’estone: Arnaldo Alberti

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: “Il pazzo dello zar” è un romanzo potente, bellissimo, struggente e dagli echi ottocenteschi. E’ una storia di uomini e dei loro sentimenti, del potere delle parole e dell’importanza della libertà

Ho ripreso il manoscritto e l’ho aperto accanto al mio diario. Ho letto finora e a ogni riga mi sono chiesto due volte: non ci sono già qui (come lo zar Alessandro affermava) i segni della follia? E sono giunto a un’inattesa conclusione. Tutto quello che Timo scrive è la pura verità, una verità che se non tutti, molti conoscono. L’errore sta solo nell’uso che lui ne ha fatto. E’ perfino criminale. La ribellione di quegli uomini a dicembre dello scorso anno l’ha dimostrato una volta di più. Ma l’arditezza di Timo è stata, con tutta evidenza, vera pazzia (…) Perché di un uomo si può dire che è folle, ma di un centinaio di persone no. [Il pazzo dello zar, Jaan Kross, trad. A. Alberti]

Nel 1827 dopo nove anni di prigionia Timotheus von Brock può fare ritorno a casa. Provato dalla lunga privazione di libertà, Timo raggiunge l’antica dimora di Võisiku, nel distretto di Viljandi, dove ad attenderlo ci sono sua moglie Eeva, il cognato Jakob e il figlioletto Jüri.

La storia di Timo von Brock e delle sue vicissitudini vengono narrate attraverso gli scritti del cognato Jakob Mettich, sotto forma di diario. Jakob racconta anche di sé e della sorella Eeva: anni prima, infatti, Timo aveva rifiutato di sposare una nobildonna dell’aristocrazia russa, preferendo Eeva la figlia di umili contadini estoni. Assieme a quella di Eeva, Timo von Brock paga anche l’istruzione di Jakob. I due fratelli estoni imparano a leggere, scrivere e parlare le lingue dell’aristocrazia dell’epoca, il russo, il francese e il tedesco.

La vita di Eeva e Timo sembra scorrere al meglio, ma l’incantesimo si spezza quando Timo redige un discoso nel quale, tra le altre cose, insulta lo zar. Sua Maestà non è deciso a perdonare a Timo anche quest’altra stramberia e ordina l’immediata incarcerazione nella fortezza di Schlüsselburg.

Trascorrono nove lunghi anni durante i quali Eeva, moglie fedele che decide di tingersi i capelli di nero per portare un lutto, cerca di andarlo a trovare e di ottenere varie volte la grazia. Grazia che arriva, alla fine, con la sentenza finale: Timotheus von Brock è un pazzo e può tornare a Võisiku, ma non può uscire dai confini dell’Impero russo.

Ma è proprio pazzo, Timo, o è un uomo che ha semplicemente cercato di smuovere le coscienze dell’epoca e ha avuto il coraggio di dire la verità, andando contro ai principi della nobiltà e dello zar in persona?

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Herman Castle, Narva, Estonia (fonte: Zentsik, CC BY-SA 3.0 ee)

“D’altra parte, signori miei, apriamo una buona volta gli occhi: questa nostra tanto decantata cavalleria era ed è una questione che riguarda solo e unicamente noi! Soltanto tra di noi, o nei confronti di coloro che trattiamo da nostri pari, ci comportiamo cavallerescamente. Con gli umili ci siamo comportati finora nel modo più infame!” [Il pazzo dello zar, Jaan Kross, trad. A. Alberti]

Nel libro “Il pazzo dello zar” rivive la figura di Timo, un personaggio realmente esistito, la cui storia è quella di un uomo che ha osato sfidare le convenzioni dell’epoca e ne ha pagato care le conseguenze. Jaan Kross sceglie di romanzare la storia di Timo in un momento in cui l’Estonia è controllata nuovamente dalla Russia, non più zarista ma sovietica. Come ai tempi di Timo, anche durante il dominio sovietico le verità era bene metterle a tacere o si potevano rischiare pesanti punizioni.

I personaggi vengono presentati e descritti con precisione e maestria, con tanto spessore da farli apparire decisamente reali; nei dialoghi si legge quella passione, quell’ardore tipico di un romanzo dagli echi ottocenteschi. “Il pazzo dello zar” è infatti anche un romanzo storico: vengono citati luoghi, situazioni, personaggi quali zar, generali, imperatori europei e vengono descritte epiche battaglie e brucianti sconfitte.

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Riisa bog, Parco Nazionale Soomaa, Estonia (fonte: Olev Mihkelmaa, Wikipedia CC BY-SA 3.0)

Si tratta di un romanzo potente, impegnativo e ricco di informazioni storiche, un libro sul potere delle parole e delle idee, molto più pericolose di tante armi, perché se usate bene le parole possono smuovere le coscienze.

Quando un uomo inizia a ragionare con la propria testa e a dire cose pericolose, non resta altro che mettere a tacere i sovversivi, per gli uomini potenti che vogliono mantenere il controllo. Non resta che incarcerare chi si oppone al regime, chi cerca di aprire gli occhi agli altri: come Jaan Kross, che rievocando la storia di Timotheus von Brock voleva smuovere le coscienze degli estoni messi a tacere dal regime comunista. Ma la verità, anche se con fatica, arriva sempre e con essa arriva la libertà: per Timo è arrivata dopo nove anni di prigionia, per l’Estonia di Kross solo nel 1991. E per fortuna lo scrittore ha fatto in tempo a vederla libera, la sua Estonia.

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6 pensieri su “Jaan Kross | Il pazzo dello zar

    • Ciao Cristina! Davvero un bellissimo libro, concordo! Un autore che spero venga di nuovo tradotto in italiano, ho visto che è stato molto prolifico!
      “La congiura” mi era piaciuto parecchio!

      Mi piace

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