Andrea Malabaila | Green Park Serenade

Green Park Serenade” di Andrea Malabaila (Pendragon, 173 pagine, 14 €) è l’ideale prosecuzione di “Bambole cattive a Green Park” (Marsilio). Date le precise spiegazioni, è possibile leggere “Green Park Serenade” come avventura a sé, un romanzo dove il giallo è il catalizzatore per analizzare il tempo che trascorre inesorabile, muta le cose e le città, cambia le persone e le obbliga alla presa di coscienza del proprio io.

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Titolo: Green Park Serenade

L’Autore: Andrea Malabaila è nato a Torino, dove vive e dove ha fondato la casa editrice Las Vegas edizioni. Green Park Serenade è il suo sesto romanzo. Il suo sito internet è: http://www.andreamalabaila.it

Editore: Pendragon

Il mio consiglio: per chi ha apprezzato “Bambole cattive a Green Park”, per chi si è rassegnato al fatto che il tempo, inesorabile, sbiadisce e cancella i ricordi, per chi ha dei fantasmi del passato ancora da affrontare.

Hai scosso la testa. Ti rifiutavi di credere che Schopenauer fosse colpevole.
“Ragioniamo un attimo” ha proseguito. “Noi l’abbiamo sempre difeso però che ne sappiamo davvero?”
“Io lo so e speravo che lo sapessi anche tu” hai ribattuto piccato.
“Attendiamoci ai fatti. Se era innocente perché si è autoaccusato? E poi la storia delle impronte. Io non lo sapevo che avessero rovato le sue impronte su Anne”.
(…) “Però non c’è niente che dimostri il contrario”.
“Il post-scriptum della sua lettera d’addio. Non sono stato io a uccidere Anne. Schopenhauer non se ne sarebbe mai andato con una bugia”. [Andrea Malabaila, Green Park Serenade]

Sono trascorsi quindici dagli esami di maturità del 1998, quando al protagonista senza nome arriva un messaggio su Facebook. Alcuni ex-compagni di liceo hanno deciso di organizzare una cena di classe: il protagonista, nell’immediato, pensa di far finta di non aver ricevuto il messaggio ma, alcuni giorni dopo, decide di partecipare all’evento, più che altro per la pura curiosità di vedere quanto sono cambiati i suoi ex-compagni.

Dopo la cena – e con la fasulla promessa di rivedersi presto – il protagonista e un compagno chiamato il Bardo rievocano i fatti di Green Park: nel lontano 1998, l’anno della maturità, il protagonista, il Bardo e Schopenhauer avevano organizzato un viaggio a Londra disertando l’esame orale; erano riusciti ad abbordare delle belle ragazze londinesi di Green Park, sembrava stesse andando tutto per il meglio, quando Anne, una delle ragazze, era stata assassinata e il loro amico Schopenhauer si era accusato dell’omidicio…

Assieme a Cantagalli, un ex-compagno che col passare del tempo si rivela amichevole (tutto al contrario dei tempi del liceo), il Bardo e il protagonsita ripartono per Londra, decisi questa volta a risolvere il mistero legato al cruento delitto di Anne.

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Westminster si riflette sul Tamigi (fonte: Diliff, CC BY-SA 2.5)

L’estate dei tuoi trentatré anni stava evidenziando, in un bel giallo fluorescente, tutta la tua inettitudine. Non che i tuoi compari finora avessero brillato più di te, intendiamoci. Tappa dopo tappa, le grandi speranze con cui eravate partiti, invece di trasformarsi in fatti concreti, andavano ad assottigliarsi sempre di più (…) non eravate venuti fin qui per continuare a farvi sbattere porte sulla faccia. Eravate venuti per chiudere, una volta per tutte, i conti con la vostra adolescenza. [Andrea Malabaila, Green Park Serenade]

Green Park Serenade” si presenta al lettore come un mistero da risolvere, quello che nelle fiction americane si chiama cold case. I due ragazzi che nel 1998 si trovavano a Londra la notte dell’omicidio, oggi sono un avvocato e  un giornalista precario: sono cresciuti e decisi a comprendere il motivo del suicidio di Schopenhauer e risolvere il delitto di Anne. Dai giornali consultabili in Italia non si capisce se l’assassino di Anne sia stato davvero Schopenhauer oppure se la polizia inglese abbia scoperto qualcosa di nuovo.

Così, i due – accompagnati da un terzo compagno che non partecipò ai fatti – partono per Londra. In quindici anni sono cambiate moltissime cose: il tempo cancella, crea, distrugge e muta ogni cosa, nel bene e nel male. I tre amici – eterni adolescentioggi sono diversi, tanto quanto è diversa Londra: locali che non esistono più, negozi nuovi, palazzi diversi. Alcune cose, però sono rimaste e rimarranno sempre immutate a Londra, come le strisce pedonali di Abby Road e I coniugi Arnolfini intrapolati alla National Gallery, mentre immutato resta per i personaggi il rifiuto di voler prendere delle responsabilità e l’avere costantemente questo spirito adolescente decisamente fuori luogo per delle persone adulte.

La ricerca della soluzione del mistero è molto goffa ed è comprensibile: i torinesi non sono dei detective, ma delle persone comuni che tentano di risolvere un omicidio e un suicidio in uno stato estero, con leggi e norme diverse dall’Italia. I personaggi impostano l’indagine in modo semplice, focalizzandosi solo un preciso tipo di ricerca.

Da questa impostazione, si capisce come questa indagine sia solo il catalizzatore per cercare di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato, tirare fuori e buttare via i famosi scheletri che stanno nei nostri armadi. La ricerca è, quindi, tutta interiore ed è quel passaggio obbligato per lasciarsi alle spalle il peso dell’adolescenza che non vuole andare via, che resta appiccicata a causa della precarietà dei nostri tempi.

Del romanzo “Green Park Serenade” ho trovato originale l’uso della voce fuori campo che racconta, in seconda persona singolare, le vicende rivolta al protagonista, una tecnica narrativa che si trova davvero poco nei libri e che io quando trovo apprezzo parecchio. Lo stile è molto diretto e colloquiale, che trasmette la scarsa voglia di crescere dei protagonisti e l’intenzione di continuare ad essere gli adolescenti del 1998. Questa tecnica narrativa fa sì che il libro sia adatto anche ad un pubblico di giovani lettori. Si parla anche dei social network, strumenti tanto potenti da aver quasi ridotto in schiavitù molti ex-compagni (“Si è solo aggiornato ai tempi. Adesso ci tiene a far sapere che ha 6126 followers su Twitter, quasi tutte ragazze“).

Mi è piaciuto il fatto che l’Autore abbia spiegato ogni evento passato, in modo da rendere possibile la lettura di “Green Park Serenade” anche a chi non ha letto “Bambole cattive a Green Park” (Marsilio), alternando un capitolo ambientato nel 2013 e uno nel 1998.

I personaggi sono interessanti e proprio data la loro importanza, li avrei ancora meglio caratterizzati, dando più spessore e facendo sì che il lettore se li ricordi bene; la fidanzata del protagonista ha dei comportamenti piuttosto irritanti e fastidiosi per essere una persona adulta, ma è intrappolata in un’adolescenza infinta, avrà bisogno di un evento importante per affrontare anche lei i suoi personali fantasmi.

Mi ha un po’ lasciata perplessa il ritrovare una conoscente per caso in un negozio di Londra, una metropoli di quasi 9 milioni di abitanti, ma si dice che il mondo sia piccolo e forse è vero. Infine, per i puristi amanti del giallo: sì, si risolve ma non vengono disseminati indizi durante la narrazione, così alla soluzione il lettore ci arriva solo condotto per mano dagli eventi, un po’ come succede davvero nella vita reale.

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