Jørn Riel | Safari artico

Un libro per viaggiare in luoghi lontani e inaccessibili: ecco cos’ho pensato quando in libreria ho scelto “Safari artico” di Jørn Riel (Iperborea, trad. S. L. Conventini, 145 pagine, 10,50 €): perché questo è un libro che descrive in modo poetico e preciso un mondo fatto interamente di roccia coperta di neve e ghiaccio: l’immensa isola di Groenlandia.

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Titolo: Safari artico

L’Autore: nato nel 1931 a Odense è uno scrittore, esploratore ed etnologo danese. Dopo sedici anni trascorsi tra i cacciatori in Groenlandia, è stato inviato dell’ONU sui fronti più caldi del medio ed estremo oriente. Autore di una quarantina di opere, tra cui più di venti ambientate in Groenlandia, ha ricevuto nel ’94 il Premio dei Librai Danesi come autore dell’anno e nel ’98 il Premio della Letteratura Nordica in Francia

Traduzione dal danese: Silvana Lucia Convertini

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: un libro per viaggiare attraverso paesaggi ghiacciati, nevosi, dove l’orizzonte si perde e cielo e terra si fondono, in un magma bianco. Un libro davvero unico per chi ama il Nord, senza rinunciare a buffe situazioni e piccole risate

Essere soli. Essere totalmente soli su una costa praticamente deserta, tagliati fuori dal resto del mondo. Dipendere dalle proprie capacità, dalla propria volontà, essere padroni e servitori di se stessi: non erano cose che Anton Pedersen si fosse realmente prospettato quando aveva fatto domanda per un posto di cacciatore di pelli presso l’ufficio della Compagnia. Perché Anton aveva solo diciannove anni e tutt’altri pensieri per la testa (…) La sua Groenlandia era fatta di lunghi viaggi in slitte trainate da cani latranti, straordinarie cacce all’orso e al tricheco, meravigliosi incontri con eschimesi incontaminati e un cameratismo senza incrinature che legava i membri della spedizione fino ai limiti del regno della morte. Era un pioniere di quel tipo che Anton desiderava ardentemente diventare [Safari artico, Jørn Riel, trad. S. L. Conventini]

Immaginate di essere immersi nel bianco: calpestate la neve che scricchiola sotto i vostri stivali foderati di pelo mentre volgete lo sguardo alle montagne aguzze incappucciate di neve, il cielo stesso è lattiginoso e offuscato. Guardate di fronte a voi: l’orizzonte è una fusione di cielo e ghiaccio, un magma biancastro, mentre i cristalli di neve tormentano il vostro viso, sospinti da un vento crudele.

Immaginate un oceano dove placidi galleggiano degli iceberg azzurri; infiniti ghiacciai scendono al mare, come fiumi immobili, dove al posto delle rapide s’insidiano pericolosi seracchi. Immaginate una costa rocciosa frastagliata di fiordi, dove gli intrepidi capitani di ventura devono star attenti a non avvicinarsi troppo con l’imbarcazione. Immaginate sei mesi di buio totale, durante i quali sapete che è notte solo perché increduli e affascinati vedete brillare il cielo di mille colori.

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L’aurora boreale sul Tasiilaq fjord (fonte: Nick Russill, Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico, Wikipedia)

Ecco, è così che immagino una delle terre più inospitali del pianeta: l’immensa isola di Groenlandia. L’autore danese Jørn Riel conosce molto bene l’isola di Groenlandia, poiché ci ha vissuto per sedici lunghissimi e freddissimi anni. Nel volume “Safari artico” sono contenute sette storie ambientate in Groenlandia: storie che in danese si definiscono skrøne, ovvero “storiella” o “frottola”. Potrebbe essere simile ai nostri racconti, ma con la sfumatura che lo skrøne – come sostiene Riel – “può essere una verità che è una menzogna, o una menzogna che è una verità“.

Nelle skrøne raccolte nel volume incontriamo gli stessi personaggi, ogni storia ne prende come protagonista uno, lo analizza e ne le avventure, raccontando un frammento di vita e di umanità di ciascuno di loro. Troviamo il giovane Anton, diciannovenne danese che cerca l’avventura nell’artico; il galletto da compagnia Alexander (che ci fa un gallo in Groenlandia?); un amico che va a far visita ad un altro amico e impiega delle giornate intere ad arrivarci, a causa del meteo avverso; c’è la storia del misterioso tatuatore giunto dall’Europa; le istruzioni per come addestrare correttamente un luogotenente; la vicenda della bellissima Emma, la vergine fredda, della quale tutti sono innamorati; infine, c’è una donna inglese – ricchissima – che vuole organizzare un safari artico e il capitano Olsen, vecchio taccagno, cerca di approfittarne.

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Il villaggio di Kulusuk, cinto dalla catena montuosa del Torssuut Tunoq (fonte: Algkalv, Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported, Wikipedia)

Se la vita in Groenlandia non può che essere dura e difficile, Jørn Riel ne narra – con viva abilità – anche gli aspetti divertenti, gli scherzi tra i pionieri, gli equivoci ridicoli, gli inganni e le beffe, perché in ogni skrøne c’è il momento della risata e quello della riflessione. “Safari articoè un libro perfetto per sognare viaggi in terre affascinanti e lontane.

Avvertì di colpo la fantastica attrazione che suscitava quel deserto. Voltò le spalle al mare coperto di lastre di ghiaccio e lasciò lo sguardo vagare sulla terra. Ancora una volta il suo animo si riempì di infinito. Le montagne occupavano l’intero campo visivo. In basso erano nascoste da enormi cumuli di neve, rotondi, seducenti, di una morbidezza quasi femminile (…) Per la prima volta Anton viaggiava dentro di sé. Era da qualche parte al di fuori del suo corpo, da qualche parte tra il fondo della valle e l’immensa volta del cielo. E non vedeva, non udiva, non ricordava. Sentiva intensamente la libertà, quella libertà che aveva sempre sognato e a cui aveva sempre aspirato attraverso i suoi sogni. Quella libertà che la grandiosa terra polare gli aveva pazientemente messo davanti e offerto per quei tre anni. [Safari artico, Jørn Riel, trad. S. L. Conventini]

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Norsk bokmål: Grønland (fonte: Silje Bergum Kinsten, Nordic Co-operation, Licensed under Creative Commons Attribution 2.5 Denmark, Wikipedia)

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2 pensieri su “Jørn Riel | Safari artico

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