Emil Tode | Terra di confine

La lettura di “Terra di confine” di Emil Tode (Iperborea, 169 pagine, 10,50 €) si è rivelato un viaggio, proprio come me lo ero immaginato leggendo la trama. Con il giovane traduttore estone, protagonista e voce narrante, ho vagato attraverso l’Europa, da Est a Ovest, dal “paese scomparso” fino ad Amsterdam per giungere infine a Parigi.

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Titolo: Terra di confine

L’Autore: Emil Tode, pseudonimo di Tõnu Õnnepalu, è nato a Tallinn nel 1962. Redattore di una rivista letteraria e traduttore di letteratura francese, dopo aver pubblicato diverse poesie si è imposto come fenomeno letterario estone con “Terra di confine”

Traduzione dal tedesco: Francesco Rosso Marescalchi

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: “Terra di confine” può sfuggire alle definizioni perché è un romanzo davvero particolare. Uniche le descrizioni dei luoghi e dei sentimenti, gli eventi descritti attraverso lettere mai spedite. Un libro per chi vuole scoprire autori poco noti in Italia e viaggiare attraverso le pagine

Là sognavo davvero di potere, un giorno, fuggire a Parigi, passeggiare lungo i boulevard, stare seduto ai caffè e sorridere alla gente che avrebbe risposto al mio sorriso – e nessuno avrebbe potuto raggiungermi, né la nonna né i professori né la mia stessa vita. E ora mi trovo qui, in questa città scortese e invasa dai turisti, mi manca il fiato per il caldo, rimango disteso fino a mezzogiorno nella mia tana e non so più cosa sognare. E alle mie spalle non ho lasciato niente, ho portato tutto con me, la mia vita, la nonna, la maleodorante casa della mia infanzia, tutto. Ma almeno è più facile non dover sognare niente, magari che qualcuno mi ami. Una volta lo sognavo ossessivamente, non sognavo più altro. E che cosa ci si guadagna: “Nient’altro che pene e dolori”, avrebbe detto la nonna. Più passa il tempo e più le dò ragione [Terra di confine, Emil Tode]

Un giovane traduttore giunge a Parigi dopo aver a lungo sognato di raggiungere questa città. Il giovane proviene da un lontano paese, nel cuore dell’Est Europa, senza mai rivelare ai suoi interlocutori il paese esatto nel quale è nato.

Quando vien fuori che sei dell’Europa dell’Est ti guardano con compassione e dicono una frase fatta, come se parlassero con il congiunto di uno appena morto [Terra di confine, Emil Tode]

Durante un seminario per traduttori provenienti dall’Est Europa, il giovane incontra Franz, un affascinante docente, del quale si innamora perdutamente. Lo raggiunge ad Amsterdam, la città sull’acqua, e poi di nuovo a Parigi, dove Franz ha una casa magnifica ubicata sull’Ilê St. Louis, dalle cui finestre si vede la Senna che brumeggia al mattino.

Ma il malessere che il giovane traduttore dell’Europa dell’Est si nasconde nel suo cuore, lo porta a compiere un terribile crimine. Il traduttore quindi inizia a scrivere missive – senza mai spedirle – al giovane e misterioso Angelo, una figura incontrata a Parigi ma mai descritta. In queste lettere il traduttore si racconta, si descrive, parla del suo paese, della guerra, dei sovietici e della severa nonna. Infine confessa il suo terribile delitto.

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La spiaggia estone di Viimsi in inverno (Di MP6lder – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Quante volte sono tornato a quel molo, a quell’acqua, là dove il fiume si fa ampio e impetuoso e i treni del metrò corrono in lontananza sul ponte attraverso l’oscurità come se fosse acqua, come se il mondo fosse sotto l’acqua, dall’altra parte, non qui dove stiamo. Osservo la superficie come un limite oltre il quale deve celarsi il mondo vero, aspetto che la tua mano emerga o che sullo specchio dell’acqua si formino dei cerchi a indicare che mi è concesso raggiungerti. Ma non accade nulla. Un colpo di vento increspa la superficie e fa mormorare i grandi alberi sopra di me, e tra il mormorio si distingue un ansimare di dolore o di piacere, dal ponte giunge un fischio lacerante, ma laggiù non c’è anima viva. Qualcuno trova soddisfazione al suo desiderio, qualcuno cade morto nella stessa erba in cui qualcun altro ha appena sparso il suo seme. Tutt’intorno la carne è pronta, mio caro Angelo, ma lo spirito non c’è da nessuna parte [Terra di confine, Emil Tode]

Narrato attraverso lettere mai spedite al misterioso Angelo, scritto in prima persona, “Terra di confine” è un libro davvero molto particolare. La scrittura fluida e precisa di Emil Tode racconta, con tono appassionato e fortemente sentimentale, le gioie e i dolori del giovane traduttore Est europeo in una Parigi descritta con precisione. Proprio la passione che Tode lascia trasparire dalle pagine, conferisce a “Terra di confine” l’eco di un romanzo ottocentesco, pur essendo stato scritto nei primi anni Novanta del Novecento.

Il paese che il giovane che scrive le missive non cita mai è quel luogo reso attraverso immagini e colori suggestivi: dove in giugno c’è sempre luce e d’inverno calano presto le tenebre. Una terra ambita per la sua posizione geografica perfetta, a cavallo tra Est e Ovest, che per centinaia di anni ha subito invasioni da popoli diversi – dai danesi, dagli svedesi, dai tedeschi, dai russi, dai finlandesi – e che solo nel 1991 ha potuto dichiararsi indipendente per la seconda volta e in modo definitivo. La terra di confine è l’Estonia.

Una volta ho trovato su un giornale l’espressione “terra di confine”. Così definivano il paese da cui provengo. Un termine tecnico della politca. Molto preciso, del resto. Ma una terra di confine non può esistere: c’è qualcosa da questa parte della frontiera e qualcosa dall’altra parte, ma il confine stesso non esiste. Ci sono l’autostrada e il campo di grano con la casa colonica tra gli alberi assetati, ma dove corre il confine tra queste due cose? Non lo si può vedere. E se ci si trova esattamente su quel confine non si può essere visti, né dall’una né dall’altra parte [Terra di confine, Emil Tode]

Emil Tode parla di quel senso di sradicamento che vive nel cuore di chi ha lasciato il suo amato-odiato paese; quella confusione di sogni, ricordi e realtà che vive nel cuore degli animi sensibili, come il giovane traduttore estone durante il soggiorno a Parigi; racconta di un amore omosessuale, appassionato quanto clandestino, e di ciò che succede quando si vive divisi tra due mondi apparentemente molto diversi. Tra le pagine vive quella passione quasi ottocentesca, di cui parlavo, che Emil Tode ci mette nel raccontare la sua storia ad Angelo: l’amore per Franz, in primo luogo, ma anche i suoi ricordi di gioventù nella casa della nonna, del momento in cui – dopo aver visto passare tanti tram sotto la sua finestra – ha deciso di prenderne uno anche lui, e fuggire dall’Estonia alla volta della Francia.

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Un’alba invernale estone sulla neve (Di MaarjaLiisR – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Mi sono ritrovata ad amare (e a rileggere) le romantiche descrizioni usate per raccontare della sua terra di confine, la città di Tallinn, i paesaggi innevati e preda del gelo o le notti estive piene di luce. Mi sono ritrovata ad amare una terra che non conosco ancora ma che scoprirò presto.

Vengo da una terra dove il sole è un diamante raro, una favolosa moneta d’oro che si gira e si rigira al chiarore del fuoco, e la si morde prima di osare fidarsene. In autunno si mette via il sole in cantina, insieme alle patate e ai cavoli, e quando lo si ritira fuori, a primavera, diffonde il velenoso odore dei bianchi germogli di patate su tutta la fattoria, fino al bosco [Terra di confine, Emil Tode]

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10 pensieri su “Emil Tode | Terra di confine

  1. Ottimo suggerimento di lettura, per “colpa” di questo blog sto scoprendo autori e letterature di paesi insospettabili che si aggiungono alle già molte poste nel mio comò (speriamo regga!) … d’altronde, solo grazie al tuo blog ho letto il magnifico Anime Baltiche di Jan Brokken e il piacevole e interessante La congiura di Jaan Kross, il prossimo sarà sicuramente Terra di Confine di Emil Tode e per tutti questi consigli ti ringrazio! L’unica nota dolente è il formato Iperborea … ma la cosa è di poco conto! Molte grazie e a presto!

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    • Ciao Davide! Grazie per aver commentato! Sono felice che tu abbia scoperto e apprezzato Anime baltiche di Jan Brokken, anche io grazie a questo libro ho iniziato a scoprire gli autori baltici. Prossimamente leggerò Il pazzo dello zar di Jaan Kross e ho in mente di scrivere un articolo proprio sulla letteratura estone… capirete a breve il motivo :-).
      A me il formato Iperborea piace parecchio, anche se ho sempre timore di sciupare il libro 🙂

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  2. Pingback: Week 40 – life is a marathon, not a sprint

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