Anna Rottensteiner | Sassi vivi

La recenti vicende storiche italiane non si studiano mai abbastanza: pur avendo visitato molte volte il Trentino-Alto-Adige, non mi sono mai informata molto a proprosito della sua travagliata vicenda politica e sociale. Proprio per questo ho scelto di leggere “Sassi vivi” di Anna Rottensteiner (Keller editore, 128 pagine, 13€) un romanzo a tratti crudo ma romantico, delicatissimo e lieve che racconta di sentimenti modellati dagli eventi storici degli Anni Trenta e Quaranta.

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Titolo: Sassi vivi

L’Autrice: Anna Rottensteiner è nata nel 1962 a Bolzano, ha studiato letteratura tedesca e slava a Innsbruck e ha poi lavorato per librerie e case editrici. Dal 2003 dirige il centro di letteratura Literaturhaus am Inn. Sassi vivi è il suo primo romanzo. A febbraio 2016, è uscito il suo secondo libro Nur ein Wimpernschlag.

Traduzione dal tedesco: Carla Festi

Editore: Keller edizioni

Il mio consiglio: una lettura molto interessante che apre una finestra su di un difficile periodo storico così vicino a noi e così importante da non dover assolutamente essere dimenticato.

All’inizio erano solo piccoli sassi che Dora si portava a casa dai nostri vagabondaggi nei boschi in cerca di bacche o di erbe. Camminava per il bosco, protesa leggermente in avanti, scrutando il terreno, sollevava con precauzione l’un o l’altro sasso da terra, stando attenta a non staccarlo con troppa forza dalla sua nicchia. Lo ripuliva bene dal terriccio e dai piccoli insetti, lo teneva stretto tra le mani e lo tastava. Sento il suo calore, mi diceva, dai, tocca anche tu. [Sassi vivi, Anna Rottensteiner]

1939. Il giovane Franz è uno studente sud tirolese che vive con la sua mamma in un maso in montagna, parecchi chilometri da Bolzano. Franz non ha più il padre e spesso, dopo la scuola, segue la campagna e cura gli animali del maso. All’improvviso, arriva un professore di origini siciliane ma che vive a Roma e non sapendo dove stare, viene accolto nel maso di Franz, ma il paesino è molto piccolo, le malelingue si divertono a parlare male della mamma di Franz e del professore ‘italiano’. Un giorno, giunge da Roma la figlia del professore, Dora, la quale fa immediatamente amicizia con Franz.

Dora e Franz, però, non potrebbero essere più diversi: Dora ama il duce, lo ammira, ascolta con attenzione i suoi discorsi alla radio, sogna di vederlo affacciarsi a Palazzo Venezia ed è convinta che sia un bene per l’Italia, che grazie a lui il Paese progredirà e prospererà. Franz, al contrario, ha subito l’italianizzazione forzata durante i primi anni del fascismo, ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire dover abbandonare i propri valori, tradizioni, cultura e lingua: i cognomi tedeschi sono stati italianizzati a forza, sono state chiuse le scuole germanofone e soppressi i giornali di lingua tedesca.

Con l’ascesa di Hitler e i patti con il duce, ai sud tirolesi vengono date le Opzioni: diventare cittadini tedeschi sotto il Terzo Reich oppure diventare cittadini italiani e rinunciare alla cultura sud tirolese. La mamma di Franz non sceglie e continua a vivere nel maso. La situazione precipita: Franz non può più permettersi di andare a scuola e Dora ritorna a Roma ad ascoltare le parole del suo amato duce.

Molti anni dopo, Franz e Dora si incontreranno di nuovo, in una situazione molto pericolosa e una serie di eventi terribili e violenti faranno capire a Dora tutti gli errori che ha commesso in passato.

La storia che Dora custodiva dentro di sé, sepolta e nascosta, ci aveva messi tuttavia sulla stessa strada. Dovunque andremo, ci andremo insieme, mi disse una volta. Ma quella storia che aveva dentro di non le dava pace. Nella primavera e nell’estate successive al nostro primo viaggio a Roma, nella baia cominciò a prendere forma un’altra importante figura. Quella di suo padre. [Sassi vivi, Anna Rottensteiner]

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Santa Maddalena di Funes, Bolzano (foto: Claudia)

Il romanzo “Sassi vivi” inizia in un luogo molto lontano dall’Italia: Dora e Franz sono assieme, sono trascorsi molti anni dalla II Guerra Mondiale e vivono su di un’isola in Finlandia. Dora colleziona sassi, li cerca in spiaggia, li porta a casa e poi li riporta in spiaggia, disponendoli come a creare delle piccole torri.

La narrazione è affidata a Franz, che in prima persona racconta, attraverso un lungo flashback, la sua infanzia al maso con la mamma, l’arrivo del professore siciliano e di Dora, fino ad arrivare all’espozione dei cadaveri del duce e di Claretta Petacci in Piazza Loreto a Milano.

Nei primi capitoli il lettore si trova spiazzato, perché Franz racconta la storia saltando dal presente al passato, dall’infanzia nel maso con la mamma ai giorni in cui era militare presso Salò, man mano che si entra nel flusso del racconto le vicende diventano più fluide, i personaggi più famigliari e le emozioni si fanno più intense. Il libro benché sia molto breve narra con vivacità e coinvolgimento un pezzo della nostra storia, un frammento che pochi conoscono. Una lettura molto interessante che apre una finestra su di un difficile periodo storico così vicino a noi e così importante da non dover assolutamente essere dimenticato.

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2 pensieri su “Anna Rottensteiner | Sassi vivi

  1. Ricordo molto bene l’inizio spiazzante del romanzo, tanto che ho dovuto ricominciarlo per concentrarmi bene. Poi, comunque, ho proseguito in modo agevole e sono rimasta molto colpita dalle pagine finali e dalla prospettiva decisamente originale nell’affrontare la narrazione di questo periodo storico e del suo intreccio con le vite dei personaggi.

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    • L’inizio del romanzo, con quelle descrizione dell’isola finlandese, è bellissimo. Ho provato parecchio sgomento e rabbia, per la guerra e le conseguenze, ma mi ha fatto bene ripensarci: è stato un periodo storico orrendo e sono felicissima di non averlo dovuto vivere!

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