Sara Porro | Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

Quando una ragazza di città, vissuta sempre tra la paciosa Brianza e Milano, decide di organizzarsi un viaggio zaino in spalla in Perù, può succedere davvero di tutto. “Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città” di Sara Porro (EDT, 127 pagine, 8.90€) è un lungo racconto di avventure e incontri, in parte piacevoli, a volte poco igienici e soprattutto culinari. Insomma, una divertente e bellissima lettura!

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Titolo: Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

L’Autrice: Sara Porro è nata a Milano, scrive di cibo e viaggi per numerose testate giornalistiche

Editore: EDT Collana Allacarta

Il mio consiglio: se cercate un libro divertente, intrigante e interessante l’avete trovato!

Quando mi dirigo verso la mia stanza è completamente buio, la sola luce è quella della torcia. Vicino alla porta noto un’ombra circolare. “Hai appena visto una tarantola”, mi dico con tono rassicurante “sono quelle paturnie che ti assalgono quando hai visto Lo squalo una volta di troppo e nuotando al largo ogni ombra ti riempie di terrore. Non fare la matta”. Scosto la zanzariera, e dall’ombra emerge, dritta nel cono di luce proiettato dalla mia torcia, una tarandola, con il suo morbido pelo da Golden Retriever. Caccio un forte urlo (…) Da una porta esce Ramón, sul viso una versione accentuata dell’espressione di malcelato disprezzo verso i turisti che è la sua faccia-base. “¿Que pasa?“, mi domanda. “Hay una tarantula“, dico io. In pantaloni del pigiama e a piedi nudi, Ramón dispone della tarantola con un colpo di scopa giù dalla palafitta. Entro nella stanza, finalmente sono al sicuro. [Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città, Sara Porro]

Sara è una ragazza piuttosto ansiosa, tanto che le sue ansie la spingono ad avere l’ansia di non aver mai vissuto abbastanza avventure: per questo sale su un aereo con il suo compagno Stefano e vola in Perù, la terra degli Inca, delle montagne altissime, dell’Amazzonia e di una cucina piuttosto interessante.

Sono tante le esperienze alle quali Sara partecipa: fa rafting sulle rapide (non proprio in completa sicurezza) e dorme su una palafitta nel cuore dell’Amazzonia (chiedendosi spesso se ciò che vede, fa, assaggia è mortale). Visita la disordinatissima e caotica Lima, i suoi palazzi che imitano il Barocco europeo e le sue genti sempre pronte a rifilare ai turisti un poncho rigorosamente made in China.

Visita anche le isole flottanti del Lago Titicaca, partecipa a un rito sciamanico dove lo sciamano fa bere una stranissima sostanza fatta di erbe allucinogene, vede animali stranissimi, mangia frutta aliena (ma buonissima) e si rifiuta di assaggiare i porcellini d’India arrostiti.

Sara Porro scrive con una fluidità incredibile che avvolge il lettore e lo trasporta nel cuore del Sudamerica. Con ironia a volte tagliente e acute battute di spirito anche nei momenti più drammatici del viaggio, l’autrice riesce a descrivere perfettamente non solo l’interessante cucina peruviana, ma anche le contraddizioni di un grande Paese che ha ancora molti passi da compiere. La grandiosità dell’epoca Inca e la maestosità dell’Amazzonia o delle altre bellezze naturali che il turista vede è solo una piccola parte del Perù di oggi, paese che in realtà deve ancora combattere contro il disagio sociale nel quale molti vivono, in un contesto politico alquanto instabile.

Se avete in previsione un viaggio in Perù (e aggiungo, beati voi!) o se semplicemente siete curiosi e state cercando un libro divertente da leggere durante l’estate, se amate viaggiare anche solo con il pensiero e anche lontani dal vostro paese vi sentite a casa vi consiglio senza dubbio “Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città“.

Sono convinta che i luoghi che visitiamo si dividano in due categorie: quelli che sono come casa, e quelli che sono altro. Ci vuole un po’ prima di capire a quale tipologia appartenga un posto nuovo, a volte anche settimane. Alcuni sono facili: come New York, dove siamo sempre tutti a casa, perché qualunque sia la cosa che ami, lì c’è – ed è meglio che da te. Poi ci sono i posti che a un primo sguardo sembrano famigliari, e invece a ben guardare questa sensazione è ingannevole. Fino a questo momento, avevo pensato che il Perù ricadesse nel genere “come a casa”: un paese di cattolici, fissati con i santi e con il cibo. Poi ho scoperto il cielo all’incontrario. [Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città, Sara Porro]

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