Frida Kahlo e Violeta Parra: le Antiprincipesse sudamericane

Questa sarà una recensione assolutamente fuori dagli schemi, proprio come lo sono state le donne protagoniste dei primi due volumi dedicati alle Antiprincipesse portati in Italia e pubblicati da Rapsodia edizioni, che ringrazio per la collaborazione.

© Rapsodia edizioni

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Da piccoli ci raccontano favole dove le protagoniste sono spesso principesse bellissime che vivono in suntuosi castelli; quando sono in pericolo a salvarle arriva un principe, bellissimo pure lui, a cavallo di un bianco destriero, pronto a sfidare draghi o altri mostri per il bene della principessa. Anche nei cartoni animati lo schema è simile: prendete le storie della Bella addormentata nel bosco, oppure Cenerentola, o ancora Biancaneve, fino all’esotica Jasmine di Aladin.

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La scrittrice argentina Nadia Fink. ©www.noticiascolombianas.com

Crescendo, però, ci si rende conto che quelle sono sì belle storielle per bambini, ma la realtà è molto diversa. Certo, non è necessario obbligare i bambini e le bambine a smettere di sognare castelli e principesse mostrando loro la cruda realtà, però io sono dell’idea che si possano anche presentare personaggi esistiti davvero che ispirino molto più che un principe in calzamaglia. Partendo da questo presupposto, la scrittrice argentina Nadia Fink, con la collaborazione dell’illustratore Pitu Saà, ha creato le Antiprincipesse e sta pubblicando diversi volumi con la casa editrice argentina Chirimbote. In Italia le Antiprincipesse sono arrivate grazie alla casa editrice Rapsodia edizioni.

Nadia Fink si è ispirata a donne sudamericane per avviare il suo progetto sulle Antiprincipesse. I primi due volumi del progetto hanno come protagoniste due donne forti, non nobili e che vita loro hanno dovuto combattere contro povertà, pregiudizi e maschilismo: loro sono la messicana Frida Kahlo e la cilena Violeta Parra.

ANTIPRINCIPESSE #1 – Frida Kahlo (Rapsodia edizioni, 24 pagine, illustrato, 15 euro)

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© Rapsodia edizioni

La storia di Frida Kahlo la conoscevo bene, essendo una sua ammiratrice, come donna e come pittrice. Nel libro dedicato all’Antiprincipessa Frida, viene raccontata la sua vita fatta soprattutto di sofferenza a causa della malattia che le lasciò una gamba più corta e il terribile incidente di cui fu vittima. Le illustrazioni mostrano Frida vestita da uomo – indossava i pantaloni per mascherare il problema alla gamba – ma anche vestita da azteca, benché la sua famiglia avesse origini tedesche.

Le strisce parlano anche di Diego Rivera, il pittore che fu il grandissimo amore di Frida Kahlo, nonostante i rispettivi tradimenti amorosi. Viene raccontato come Frida desiderasse tanto un piccolo Dieguito, ma a causa della sua precaria salute, la gravidanza avrebbe potuto uccidere sia lei che il feto.

Oltre alla sofferenza, viene narrato in modo semplice e chiaro come Frida abbia sfidato e vinto le convenzioni dell’epoca in cui visse. Con Tina Modotti, la nota fotografa italiana, frequentava locali, cosa che di solito le donne non facevano. Frida ha voluto diventare una pittrice, mestiere che storicamente è sempre stato di competenza dei maschi. Insomma, è stata una donna forte, che ha lottato anche per i diritti civili e lavorativi degli altri, continuando a partecipare a proteste e scioperi nonostante alla fine della sua vita fosse costretta su una sedia a rotelle.

ANTIPRINCIPESSE #2 – Violeta Parra (Rapsodia edizioni, 24 pagine, illustrato, 14 euro)

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© Rapsodia edizioni

E’ allo scrittore Pedro Lemebel che devo la conoscenza di Violeta Parra. Pedro parla di Violeta in una delle sue cronache piumate, così incuriosita da questo nome avevo cercato informazioni su di lei. La cilena Violeta Parra è stata scelta da Nadia Fink come seconda Antiprincipessa protagonista del libro.

Violeta Parra nacque in Cile, da una famiglia parecchio numerosa e povera. Violeta scoprì per caso la chitarra di suo padre e di nascosto iniziò a suonarla. Nei primi anni del Novecendo non era consuetudine suonare in pubblico per le donne; infatti nessuno diede lezioni di musica a Violeta, eppure lei imparò a suonare da sola. Però, Violeta Parra fece molto di più che suonare musica alle feste: lei iniziò a viaggiare lungo il Cile, il suo Paese, alla ricerca di musiche folkloristiche per non lasciarle scomparire con gli ultimi che le cantavano. Violeta, dicevamo, era povera e la mamma le cucì una gonna usando una tenda, per essere elegante durante le sue esibizioni.

Violeta si sposò con un uomo di nome Luis, ebbe anche due figli, ma si dovette separare perché il marito non voleva che lei continuasse a suonare, non era normale che una donna suonasse e viaggiasse per il Cile. Violeta scelse la musica e continuò a viaggiare, con i figli piccoli e la chitarra. Conobbe un altro uomo, molto più comprensivo ed ebbe altri due figli.

A questa incredibile donna si deve il merito di aver recuperato e salvato vecchie musiche, che parlano di persone comuni, umili come contadini, allevatori, minatori, operai; denunciò ingiustizie sociali e il poeta Pablo Neruda, suo amico, la celebrò in una stupenda poesia. Oggi Violeta non c’è più, ma risuona la sua voce, ogni volta che accenderete la radio e vi capiterà di ascoltare una delle sue nostalgiche canzoni.

Antiprincipesse

© Rapsodia edizioni

I libri e soprattutto le storie di Frida e Violeta mi sono piaciuti molto; il linguaggio è semplice, adatto al piccolo pubblico, quando ci sono parole un po’ più complesse vi sono dei riquadri che spiegano meglio di cosa di sta parlando. Alla fine della storia ci sono dei giochi per bambini da svolgere, singolarmente o in gruppo. Essendo storie che raccontano di donne che hanno voluto essere semplicemente se stesse, sono consigliate alle bambini quanto ai bambini. Non c’è niente di meglio che essere se stessi e sentirsi liberi di leggere ciò che si vuole, anche da piccoli, e la conoscenza è senza dubbio il modo migliore per abbattere stereotipi e pregiudizi, formando così adulti migliori.

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