Stefano Duranti Poccetti | Frammenti dalla Senna

Frammenti dalla Senna” di Stefano Duranti Poccetti (Ensemble, 113 pagine, 10 euro) ha come sottotitolo “Parigi, passeggiata letteraria“, ed è proprio con questo spirito che si può leggere, come una lunga passeggiata attraverso la capitale francese, per far sognare chi non c’è ancora stato o far struggere di nostalgia chi l’ha amata.

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Titolo: Frammenti dalla Senna

L’Autore: Stefano Duranti Poccetti è un giornalista e critico musicale di spettacolo. Fondatore e direttore responsabile del “Corriere dello spettacolo” collabora con diverse realtà culturali

Editore: Ensemble

Il mio consiglio: questo è un libro per chi sogna o chi ha nostalgia di Parigi

Il giovane ragazzo sognatore era giunto in città con tante speranze e tante ambizioni. Forse là pensava di trovare ancora le carrozze e i pittori di Montmartre, ma non c’era niente di tutto questo. A Gare de Paris Saint-Lazare Denise non era scesa e in giro nessuno aveva sentito parlare del Conte di Montecristo. Dov’era finito? Era veramente a Parigi? Lì vedeva solo le metro e le persone che correvano inconsapevoli senza neanche guardarsi. Poi si sporse dal ponte e vide la Senna. Finalmente riconobbe Parigi [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

Ho visitato Parigi nel dicembre del 2014. Erano circa due anni che sognavo di andarci, ma per un motivo o un altro, non riuscivo mai ad organizzare il viaggio. Forse, come si dice, la parte più difficile non è trovare l’hotel o prenotare il treno, ma è decidere di partire: così, sono partita.

Di Parigi avevo visto tante foto, tantissimi quadri l’hanno ritratta in epoche diverse, e alla GAM a Torino avevo visto la bellissima mostra su Degas. Di Parigi mi ero fatta un’idea, sapevo che era certamente una bella città, ricca di storia, architettura, cultura e magia. Ma non l’avrei mai immaginata così suggestiva.

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La Senna in notturna vista dal Pont du Carrousel (foto: Claudia)

Quando la casa editrice Ensemble mi ha proposto la lettura de “Frammenti dalla Senna” non ho esitato un attimo, ho deciso che lo avrei letto per rivivere quella magia che mi era entrata nel cuore durante il viaggio a Parigi. Come il protagonista del libro, non ho trovato gli impressionisti abbarbicati sui numerosi ponti intenti a catturare la luce sulla tela; non ho trovato Napoleone che entrava tronfio a Notre-Dame pronto ad incoronarsi da solo; non c’era gente dove accadde l’incidente di Montparnasse; gli scrittori famosi sono tutti al Pantheon o al Pére-Lachaise; a Place de la Bastille c’erano solo giovani che festeggiavano, nessuna testa pronta a rotolare.

Erano tutti lì. Si trattava della gioventù parigina, che cantava, danzava e faceva musica. Tutto questo accadeva proprio in quel luogo di sangue e fantasmi, patria di giovani e delle rivoluzioni. Erano tutti lì, in place de la Bastille, dove il rosso del sangue del passato si confonde con l’azzurro acquatico della nuova Opéra. Erano proprio lì, dove tutto è nato e tutto è finito [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

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La Place du Teatre di Montmartre: i pittori moderni hanno preso il posto degli impressionisti di un tempo (foto: Claudia)

Durante il mio soggiorno a Parigi è quasi sempre piovuto, tranne qualche breve sprazzo di sereno. Ma non mi importava più di tanto: al tempo non si comanda, e io non volevo essere in nessun altro luogo se non quello.

Pioveva, ma non aprì l’ombrello, perché la pioggia di Parigi è sempre tenue e non è fatta per bagnare, ma per cospargere d’infinito il finito degli uomini [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

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I giochi di luce e acqua tra le fontane del Louvre e i pavimenti bagnati di pioggia (foto: Claudia)

Per ritrovare la vecchia Parigi, la Parigi di un tempo, si può fare un salto nel passato entrando in un museo. E quale museo migliore del Louvre? Come l’autore del libro, anche io sono rimasta maggiormente affascinata da La libertà guida il popolo di Delacroix, anziché dalla molto più nota Gioconda di Leonardo da Vinci.

Erano tutti i circolo, a bocca aperta, dinnanzi la Gioconda, mentre io ero immobile, da solo, davanti a La Liberté guidant le peuple di Eugène Delacroix. Ero veramente estasiato, non so cosa ci trovassi effettivamente di speciale in quel dipinto, ma allo stesso tempo sapevo che c’era tutto di speciale, e anche di vero [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

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La Libertà guida il popolo, Eugènie Delacroix, Museo del Louvre (foto: Claudia)

La metro, quella fitta rete di cunicoli e gallerie che attraversa l’intera capitale francese. Sì, fa un po’ effetto scendere sottoterra, attendere una quindicina di minuti e sbucare fuori dall’altra parte della città. Quando tempo trascorrono i parigini sottoterra?

Fu durante un viaggio in metro che mi chiese: “Secondo te i parigini nella loro esistenza quante ore passano sottoterra e quante a Parigi?” [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

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La fermata della metrò a Saint-Michel Notre-Dame (foto: Claudia)

In questo articolo ho mescolato un po’ i miei ricordi personali con le emozioni suscitate dalla lettura di questo libro, sviluppato a mo’ di pensieri sparsi, come il taccuino di un artista. Ma forse è questo il vero scopo dei libri e della lettura: far emozionare il lettore, far ricordare luoghi ed eventi, farlo sognare, insomma. E tutto questo ha fatto a me “Frammenti dalla Senna”: ho ricordato quando ho amato Parigi e quando io sogni di poterci, un giorno, ritornare.

Il mio consiglio di lettura va a chi ha amato questa città o a chi sogna di andarci e vi lascio lei, alla fine, lei il simbolo della Francia intera, il gigante di ferro che io credevo di non apprezzare perchè inflazionata, mentre il semplice passeggiarle accanto è uno dei ricordi più preziosi che ho di Parigi.

E voilà lo “spettacolo” del Trocaderò: la Torre che sprizza lucine, come se fosse un albero di Natale [Frammenti dalla Senna, Stefano Duranti Poccetti]

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L’indimendicabile bellezza della Tour Eiffel a Parigi (foto: Claudia)

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3 pensieri su “Stefano Duranti Poccetti | Frammenti dalla Senna

  1. Che voglia, che struggente malinconia, ecco ci sono città che al solo nominarle accendono una concatenazione di cose vissute, lette, viste, o semplicemente immaginate attraverso libri o ricordi di altri viaggiatori. Bello, bello viaggiare così, sul filo dei propri pensieri e senza valigia.

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  2. Mi è piaciuto moltissimo questo tuo post Claudia! Amo Parigi, la sua letteratura, arte e cultura, la leggerezza che si respira… Se posso darti un consiglio leggi “Festa Mobile” di Hemingway, penso che sia il più grande omaggio a questa città.

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