Di libri e di cultura: una giornata a Milano tra BookPride e musei

Buongiorno lettrici e lettori, come avevo anticipato nei giorni passati, ecco il mio articolo di resoconto sulla giornata di ieri: una mattinata intensa al BookPride a BASE di Milano e un pomeriggio ancor più intenso in giro per musei (con ingresso libero in occasione dell’iniziativa musei gratuiti ogni prima domenica del mese).

BookPride: cos’ho visto, cosa ho fatto, chi ho incontrato e soprattutto… cos’ho comprato!

Alla scorsa edizione del BookPride non ero potuta andare, per cui per me questa è stata la prima volta. In effetti, la fiera è piccina, molto più piccina del Salone del Libro di Torino – al quale io sono abituata – ma confesso che questo suo essere piccola non mi è dispiaciuto: essendoci andata di mattina, ho trovato poca gente e ho avuto la possibilità di chiedere consigli direttamente agli editori, nonché chiacchierare un po’ con loro chiedendo allegramente di tradurre autori provienienti dalla Guyana francese (spiazzandoli, aggiungo).

E’ vero che gli editori non hanno portato tutto il loro catalogo, ma è stato meglio così: anziché tre libri ne avrei altrimenti presi cinque e i miei buoni propositi sarebbero andati in fumo.

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Alice mi racconta perché i libri di Safarà editore sono… storti! (foto: Paolo)

Per prima cosa sono stata allo stand di Safarà edizioni, un editore di Pordenone, dove la simpatica Alice mi aveva invitata per omaggiarmi di una copia della loro ultima novità “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” dell’autore ceco Tomás Zmeskal. Alice mi ha contattata qualche mese fa per chiedermi se avrei voluto ospitare sul mio sito un blogtour di promozione di questo romanzo; dopo aver letto la trama e qualche recensione straniera, ho accettato soprattutto per due motivi: il romanzo è ambientato a Praga (e io amo questa città) e l’autore ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura (che per me, dopo aver letto due autori che hanno vinto questo premio, sta diventando una garanzia di qualità del libro).

Dopo aver incontrato Alice, mi prefiggo di comprare solo i due romanzi che avevo segnato, ma nel mio vagare trovo lo stand dell’editore marcos y marcos e là, in bellavista, c’è “Il battello bianco” di Tschingis Aitmatov, scrittore originario della Kirghisia. Questo libro non l’ho preso per caso: lo incontrai per la prima volta citato da Tiziano Terzani in quel libro magnifico che è “Buonanotte signor Lenin“, dove il giornalista toscano racconta la dissoluzione dell’ex-URSS. Arrivato a parlare della Kirghisia, Terzani cita Aitmatov e da quel momento – son passati quasi due anni – mi sono prefissata di leggerlo. Sarà una delle mie prossime letture.

Così, trovo il piccolo stand dell’editore milanese Metropoli d’Asia, per capirci coloro che hanno pubblicato il bellissimo romanzo di Eka Kurnianwan, lo scrittore indonesiano di cui presto vi parlerò. Racconto all’editore di quando sia rimasta colpita da Kurnianwan, candidato tra l’altro al Man Booker International Prize, e acquisto senza tanti dubbi la loro ultima novità “E adesso?” di A Yi, scrittore cinese molto noto in Patria. La storia parla di un tipo un po’ psicopatico, ma io sono sicura che questo spaccato anomalo di una Cina che di solito sembra ordinatissima, mi piacerà molto.

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Il catalogo di Metropoli d’Asia è magnifico, se cercate libri di scrittori asiatici contemporanei e di oggi, questo è l’editore giusto (foto: Claudia).

Come ultimo acquisto, scelgo la novità dell’editore gran vía, una casa editrice specializzata in letteratura spagnola e latinoamericana (ispanofona). Acquisto senza nessun dubbio “Il pappagallo che prevedeva il futuro” di Luciano Lamberti, giovane promessa argentina della letteratura di oggi, con un nome curiosamente italianissimo. Ho scelto proprio questo, tra il loro bellissimo catalogo, perché a me piacciono molto i racconti e più sono strampalati più mi garbano (ce n’è uno che parla di come vivono i giganti!). Ah, è a loro che ho chiesto se avevano autori ecuadoregni, paraguayani, boliviani o della Guyana francese!

Passo anche allo stand de La nuova frontiera, altra casa editrice che amo molto: vorrei comprare “Di uomini e bestie” di Ana Paula Maia, ma sfogliandolo leggo a caso delle scene un po’ forti, credo di non essere ancora pronta per questo tipo di lettura. E me ne dispiace un po’, forse dovrei superare le mie ansie e le mie paure. Chissà, magari al Salone ci ripenserò…

Girovagando per musei: Museo di Scienze Natuali, Galleria di Arte Moderna e Museo del Novecento

Approfittando dell’ingresso libero per tutti nei musei statali, ogni prima domenica del mese, io e il mio fotografo ufficiale scegliamo di andare a visitarne tre. Il primo è il Museo di Scienze Naturali, del quale io avevo un ricordo bellissimo della sala dei cristalli ma già da qualche anno – da quello che mi ha detto un operatore – non è più possibile vederla perchè nella sala che fu dei cristalli ora allestiscono le mostre temporanee. Che delusione, anche se il percorso dei fossili è sempre molto carino da intraprendere.

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Al Museo di Scienze Naturali hanno tolto i cristalli, per fortuna ci restano i dinosauri (foto: Paolo).

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La sala principale della Galleria di Arte Moderna di Milano (foto: Paolo)

Il secondo museo è la Galleria di Arte Moderna di Milano, ad un paio di minuti a piedi dal Museo di Scienze Naturali. Alla GAM si possono fare fotografie e abbiamo cercato di immortalare tutta questa bellezza. Con la pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento, senza dubbio la GAM sale sul podio dei musei di Milano che mi piacciono di più. Tra i dipinti che ho preferito ci sono senza dubbio quelli che hanno come soggetto la lettura, come “In lettura” di Federico Zandomeneghi, “La lettura” di Federico Faruffini e “Prime letture” di Plinio Nomellini. Come dimenticare poi il ritratto del buon Alessandro Manzoni ad opera di Francesco Hayez, le vedute del Vesuvio di Giuseppe De Nittis (tanto belle che sembrano fotografie) e l’ultima sala con dei paesaggi di una bellezza impareggiabile. Menzione speciale per Angelo Morbelli che con “La stazione Centrale di Milano” mi ha fatta sognare un’epoca che non c’è più, con una vena di malinconia e una di romanticismo.

Con le ultime forze rimaste, ritorniamo in Piazza Duomo per visitare il Museo del Novecento, che ne vale la pena già solo per vedere “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Oltre a Pellizza da Volpedo, il museo custodisce opere di Umberto Boccioni, Henri Matisse, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Vassilij Kandinskji, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Renato Guttuso e… una Merda d’artista di Piero Manzoni, la n. 80.

Il viaggio di ritorno in metrò è un po’ surreale, affollatissima e sporchissima tanto da togliere il respiro (la metrò di Milano se la gioca con l’orrenda metrò di Roma), ma arriviamo alla Stazione Centrale con anticipo (così mi prendo ancora un segnalibro alla Feltrinelli).

Non mi resta che leggere tutto ciò che ho comprato e… organizzare la prossima prima domenica del mese per vedere altri tesori di Milano senza pagare nemmeno un euro!

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8 pensieri su “Di libri e di cultura: una giornata a Milano tra BookPride e musei

  1. Che bella domenica all’insegna della cultura! Spero di avere occasione di visitare BookPride l’anno prossimo, se mi dici che è una fiera piccola e che la domenica mattina la si gira tranquillamente, farci un salto in giornata e ottimizzare anche al di fuori dei padiglioni i tempi per una visita più ampia alla città è un’impresa che suona decisamente più serena di quella del Salone! 😉

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    • Ciao Cristina! Sì, la fiera si gira tranquillamente in due orette, soffermandosi su ogni stand. L’idea dei musei gratis è davvero ottima, c’era tantissima gente 🙂 Il salone è molto più grande, serve necessariamente una giornata, ma nel caso volessi approfittare del Salone per vedere Torino, la metrò collega il Lingotto con il centro, in una ventina di minuti sei comunque in Piazza Castello 🙂

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  2. Che meraviglia unire letteratura e arte insieme, hai fatto benissimo cara Claudia ad approfittarne! Soprattutto per me che abito così lontano dal nord poter scoprire queste belle realtà come le fiere del libro, attraverso i resoconti di altre blogger. Attendo le tue recensioni.

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    • Grazie del commento, Michela! Queste domeniche ad ingresso gratuito nei musei statali sono davvero preziose! I libri che ho preso mi ispirano molto, ve ne parlerò presto 🙂

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    • Ciao Mihaela! Fino a pochi mesi fa, anche io non conoscevo il premio dell’Unione Europea per la letteratura. Ci sono davvero tantissimi autori e autrici, anche molto giovani, che l’hanno vinto. Per ora ne ho letti due – Friedenthal e Terrin – presto leggerò anche Tomáš Zmeškal!

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