Marco Malvaldi | La briscola in cinque

Così ci risiamo, sono tornata a Pineta, quel paese toscanaccio in riva al mare dove “l’acqua è torbida che non vedi i piedi anche quando è alta dieci centimetri“. Sono tornata al BarLume da Massimo, il barrista, e da quei quattro parassiti a carico dell’INPS leggendo “La briscola in cinque” di Marco Malvaldi (Sellerio editore, 162 pagine, 10 euro).

Titolo: La briscola in cinque

L’Autore: Marco Malvaldi è nato a Pisa, “La briscola in cinque” è stato il suo primo romanzo. Sellerio ha pubblicato tutti i suoi libri.

Editore: Sellerio editore

Il mio consiglio: questo è il classico giallo da ombrellone, con un gelato in una mano e il libro dall’altra, mentre dalla pineta la brezza vi scompiglia i capelli e ogni tanto guardate l’orologio per decidere quando fare il prossimo tuffo

20160309_091621

“Credici”, dicevano le quattro facce. Quella di Massimo si sforzava di mostrare la massima compostezza. L’importante, quando si spettegola, è mantenere l’impianto formale. Il divulgatore deve richiedere la massima segretezza, e gli astanti concordargliela; dopo, è chiaro che faranno galoppare la notizia ovunque ci riescano. E’ solo questione di tempo. Se uno dice “tenetela per voi il più possibile” non intende “ditela a meno persone possibili” ma “resistete un minimo di tempo prima di esplodere, così le tracce che portano a me saranno più difficili da seguire” [Marco Malvaldi, La briscola in cinque, citazione pagina 59]

Pineta è un paesino sul litorale toscano, ora che la Pro Loco ha preso in mano la situazione si sta lentamente trasformando in una località balneare, nonostante il mare brutto. Ci sono già alcune discoteche dove i giovani possono stordirsi sino all’alba, e qualche bar che vende gelati minacciando i bagnanti con una congestione.

Il bar più alternativo di Pineta è il BarLume, perché alternativo è il barrista Massimo: se ne ha voglia vi farà un cappuccino, altrimenti vi spiegherà che non ha voglia di sudare davanti alla macchinetta del caffè e vi proporrà un’ottima granita siliciliana. Coi limoni di Erice, eh!

Al BarLume gli avventori sono tanti, ma quelli che non si schiodano mai sono quei quattro vecchi laggiù, sotto le piante, quelli con le carte in mano: Gino, Aldo, Pilade e Ampelio; l’ultimo è il nonno di Massimo, il vecchietto che scampa il fritto non abbastanza fritto della moglie sfondandosi di gelati.

La stagione estiva è appena iniziata e quel cadavere nel cassonetto della spazzatura proprio non ci voleva. E non ci voleva che a trovarlo fosse proprio Massimo, accompagnando un liceale ubriaco per telefonare alla polizia. Il commissario Fusco – non so se obnubilato dal caldo o stronato di suonon riesce a districare il giallo, che man mano che il tempo passa diventa più complesso. Per fortuna Massimo è un mastino quando si tratta di problemi da risolvere, e il barlume per risolvere il caso gli arriverà all’improvviso, giocando coi vecchi la briscola in cinque…

Per cosa si ammazza di solito? Allora, se fossimo in un giallo di Agatha Christie uno ucciderebbe solo per soldi, oppure la prima moglie che credeva morta e allora si è risposato, la moglie è sortita fuori e allora venga! La chiudi in uno stanzino con un coccodrillo e sei a posto. Nei gialli di Nero Wolfe invece sono sempre i ricattori a far fuori da vittime vessate, padri che impediscono matrimoni di figlie, così via. Si uccide sempre di sponda, per ottenere qualcosa. Non è che uccidi uno perché lo odi, rimuovi un ostacolo [Marco Malvaldi, La briscola in cinque, citazione pagina 143]

La briscola in cinque” è un romanzo breve e molto scorrevole, pensato per arrivare ad un grande pubblico di lettori. Racconta di una storia senza tante complessità, ambientata nella provincia toscana, ma che con i suoi abitanti e avventori del BarLume potrebbe essere una qualunque provincia italiana (dialetto toscano a parte).

Essendo un romanzo breve, scritto con un tono quasi colloquiale come se l’autore stesse raccontando la storia anziché scriverla, è un po’ carente la caratterizzazione dei personaggi e le descrizioni dell’ambiente, che a me piacciono molto, ma resta il fatto che ai vecchietti un po’ ci si affeziona. Bisogna riconoscere che gli indizi sono stati sapientemente disseminati nel romanzo, sin dall’inizio, dando al lettore la possibilità di partecipare alle indagini. Forse il colpevole è un po’ scontato, ma essendoci pochi personaggi in gioco non può essere che quello o quella lì.

Lo consiglio a chi cerca una lettura d’evasione, un giallo godibile ma senza tante pretese, giusto per staccare la mente dalla quotidianità mentre siete sotto l’ombrellone oppure seduti su una panchina in una pineta, a respirare il profumo di resina e l’odore del mare.

Annunci

2 pensieri su “Marco Malvaldi | La briscola in cinque

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...