Kent Haruf | Benedizione

La cittadina di Holt non esiste: non cercatela nell’intricata mappa del Colorado, negli Stati Uniti d’America. Holt e i suoi abitanti esistono solo grazie alla penna di un magistrale scrittore americano. Eppure, anche se quella cittadina polverosa, piatta e arida non esiste, io leggendo “Benedizione” di Kent Haruf (NN Editore, 273 pagine, 17 euro) ho come avuto l’impressione di sentirmi a casa, come parte della piccola comunità descritta, come se io a Holt ci fossi stata davvero.

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Titolo: Benedizione

L’Autore: Kent Haruf (1943 – 2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ricevendo durante la sua carriera diversi premi letterari. Con Canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize e al New Yorker Book Award. NN Editore nel corso del 2016 pubblicherà altri due romanzi di Kent Haruf

Traduzione dall’inglese: Fabio Cremonesi

Editore: NN Editore

Il mio consiglio: Benedizione è un libro per chi ama le sterminate pianure dell’ovest americano pur non essendoci mai stato; per chi ama l’intrecciarsi di vite, tante vite, sotto un sole caldo e in un paesaggio arido; un libro dove i sentimenti sono vivi e potenti, chiari e precisi, come la luce d’estate a mezzogiorno

Se ne stava seduto nella veranda davanti a casa, sorseggiando la birra e stringendo la mano della moglie. Il fatto era che stava morendo. E’ di questo che parlavano. Prima della fine dell’estate sarebbe morto. Entro l’inizio di settembre quel che restava di lui sarebbe stato ricoperto di terra nel cimitero tre miglia a ovest della città. Qualcuno avrebbe scolpito il suo nome su una pietra tombale e sarebbe stato come se lui non fosse mai esistito [Benedizione, Kent Haruf, trad. F. Cremonesi, citazione pagina 11]

E’ giugno a Holt, in Colorado, quando Dad Lewis riceve la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: i medici di Denver gli annunciano che il suo cancro è oramai fuori controllo e che quella sarà la sua ultima estate. Dad torna a Holt con la moglie Mary e seduto in veranda sorseggia una birra, senza aver appetito, lasciando correre lo sguardo verso il retro della proprietà: il granaio, il cortile e poi le immense pianure.

Nell’affrontare l’ultima estate Dad Lewis vuole accanto a sé la moglie Mary e la figlia Lorraine, impiegata in un ufficio a Denver, che lo raggiunge ad Holt per assisterlo. Ma Dad in cuor suo vorrebbe anche il figlio minore con sé, Frank, quel ragazzo fuggito di casa giovanissimo e rivisto solamente una volta, in occasione di uno squallido Natale nello squallido monolocale a Denver. Dad vorrebbe Frank con sé per riappacificarsi con lui e dirgli che in fondo loro due non sono poi così diversi.

A Holt tutti vengono a sapere della diagnosi di Dad, un uomo amato e rispettato dalla piccola comunità e conosciuto per aver gestito il negozio di ferramenta giù in città. Ognuno di loro rende omaggio a Dad Lewis, con la compagnia, con dei ricordi, con qualche aneddoto divertente.

Ma “Benedizione” non è solo la storia di Dad Lewis, anche se pare che tutto ruoti attorno a lui, dai flash back al racconto di quella lunga e calda estate, un calore mitigato solo da rari temporali. In questo romanzo c’è anche spazio per la storia di Berta May e la piccola Alice, le vicine di Dad Lewis; per le vicende di Willa e di Alene Johnson; per il piccolo segreto del reverendo Lyle e per l’infelicità della sua famiglia.

Lo aiutarono a trasferirsi in veranda e rimasero a guardare la pioggia che cadeva sull’erba e sulla ghiaia che ricopriva la strada. Nei punti più bassi si erano già formate delle pozzanghere e i pioppi argentati erano scuri e grondavano acqua. Lorraine sporse una mano nella pioggia e si picchettò la faccia, poi mise le mani a coppa per raccogliere l’acqua che cadeva dalla grondaia e la appoggiò sul volto di Dad. Lui rimase lì, tenendosi al bastone, con il viso che gocciolava. Lo fissarono, lui guardò dritto oltre il prato, al di là della recinzione di ferro, al di là della strada bagnata, fino al terreno adiacente, pensando a qualcosa. Non ha un buon odore? disse Mary. Già, rispose lui piano. Aveva gli occhi umidi, ma gli altri non avrebbero saputo dire se di lacrime o di pioggia [Benedizione, Kent Haruf, trad. F. Cremonesi, citazione pagina 92]

“Benedizione” è un microcosmo, una fotografia a colori vividi di un’estate che profuma di pioggia e nostalgia, un’estate eccezionale benché uguale a tutte le estati precedenti e a quelle che la seguiranno. Attraverso personaggi tratteggiati con cura, Kent Haruf regala al lettore la storia di un’intera comunità piccola e chiusa, dove ogni abitante porta con sé segreti e fantasmi da affrontare.

Oltre che per le brillanti descrizioni, la vivida caratterizzazione dei personaggi e lo stile della narrazione di Kent Haruf – che lascia che i dialoghi corrano nel testo, come una sorta di fiume in piena – la bellezza della scrittura di Haruf sta anche nel fatto che alcuni capitoli sono talmente perfetti da sembrare dei racconti a sé, pur avendo come protagonisti gli abitanti di Holt. Il risultato è assolutamente ben riuscito: “Benedizione” è un romanzo bellissimo e io non vedo l’ora di tornare a Holt. Canto della pianura è già sul mio comodino pronto per essere letto.

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8 pensieri su “Kent Haruf | Benedizione

  1. Sono davvero felice che abbiamo condiviso le medesime sensazioni durante la lettura di questo libro 🙂 È vero, certi capitoli sono così perfetti, così compiuti da essere dei racconti a se stanti. Leggerò molto presto Canto della pianura. Intanto devo ancora del tutto metabolizzare Benedizione.

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    • Buongiorno Penny!
      I capitoli così perfetti da sembrare racconti è senza dubbio l’elemento che più mi ha fatto apprezzare “Benedizione”. Anche io non voglio leggere subito “Canto della pianura”, ma non so per quanto resisterò, dato che è già sul comodino che mi aspetta!

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    • L’intreccio delle storie della gente comune di Holt è proprio quello che rende davvero bello il libro. Non si parla solo di Dad Lewis, ma di tutta la comunità e a chi legge sembra proprio di essere lì con loro, a Holt 🙂

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  2. Pingback: Cose belle da leggere #1 | LIBRI NELLA MENTE

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