Shifra Horn | Scorpion dance

L’ultimo romanzo di Shifra Horn pubblicato in Italia è “Scorpion dance” (Fazi editore, 421 pagine, 18,50 euro) ed è una storia che conduce il lettore in Israele attraverso un viaggio che abbraccia circa sessant’anni di storia del Novecento, cullati dalle parole di Orion, il sensibile e poetico protagonista, che conserva i ricordi in sterili provette di plastica. “Scorpion dance” è una storia a tratti vera e a tratti magica e incredibile nella sua particolarità.

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Titolo: Scorpion dance

L’Autrice: Shifra Horn è nata a Tel Aviv nel 1951 e oggi vive a Gerusalemme. Dopo Studi biblici e di archeologia, ha proseguito approfondendo l’ambito della comunicazione di massa e ottenendo un diploma come insegnante. Corrispondente per cinque anni in Giappone per un quotidiano israeliano, ha ricevuto diversi premi per i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Fazi

Traduzione dall’inglese: Silvia Castoldi

Editore: Fazi

Il mio consiglio: è un libro per chi cerca una storia di famiglia, con i dovuti segreti celati nel tempo; per chi ama i pappagalli parlanti e i glicini che avviluppano le case. Per chi tiene i ricordi non solo nel proprio cuore, ma in ordinate provette di plastica. Per chi percepisce il profumo dei colori.

Ma poi, è davvero possibile mettere insieme un’intera biografia senza conoscere gli aspetti fondamentali dei propri genitori e il loro passato? E che ne è della libertà del narratore? Ho il permesso di adattare un po’ la verità? Oppure tu, con la tua sensibilità, ti accorgeresti di ogni trucco? (…) Tu mi solleciti ancora, distogliendomi da questi pensieri morbosi. Non sono capace a dirti di no, perciò decido di zigzagare all’interno della storia come una promenade à deux – la danza di accoppiamento degli scorpioni. Giocherò col tempo, correndo avanti poi facendo un passo indietro, andando a destra e a sinistra. E tu, nella tua saggezza, unirai le singole parti fino a formare un tutto e saprai leggere tra le righe. Comincio dall’ovvio: questa casa, in cui ci siamo incontrati. Da qui, ogni cosa condurrà a un’altra. [Scorpion dance, Shifa Horn, trad. S. Castoldi, citazione pagine 32-33]

La voce narrante dell’intera storia, è affidata ad Orion che narra con dolcezza e attenzione, ogni dettaglio della sua esistenza e della sua famiglia all’amata Christina-Anna, una ragazza tedesca che lui ha incontrato a Gerusalemme.

Orion è un ragazzo sensibile e poetico, lavora nei sotterranei di una biblioteca, ma oltre al suo lavoro, ha creato il museo di libri bruciati, una biblioteca ambulante installata su un vecchio carretto dei gelati, soprannominato affettuosamente Falada, dove si possono trovare le copie dei testi dei romanzi bruciati dai nazisti durante il grande rogo di Berlino del 1933 e anche le ceneri di quell’incredibile rogo custodite in un barattolo.

Orion parla della nonna tedesca, Johanna Herman, ostetrica professionista arrivata in Israele nel 1948, assieme al figlioletto Uri, il padre di Orion; racconta della svampita Aviva, la mamma di Orion arrivò dall’Europa in Israele, quando era molto piccola, arrivò senza genitori e con un documento che attestava che era un’orfana della Shoah.

Di Uri, il padre morto durante la guerra dei Sei Giorni, prima di sapere che nel ventre di Aviva si stava formando un grumo di cellule che un giorno si sarebbero trasformate un bambino. E infine Sarah, il pappagallo di Johanna ritrovato nel giardino di quella che sarebbe diventata la loro casa, dopo che gli arabi erano fuggiti dal quartiere.

Ma come ogni famiglia, anche i componenti della famiglia di Orion hanno dei segreti: ne ha uno Aviva e lo rivela ad Orion prima di volare in Australia con il nuovo compagno; ne ha uno Johanna, ma è così importante che non lo vuole rivelare; e ne ha uno anche Orion. Christina-Anna, nella vergogna di essere tedesca, si prenderà carico di tutti queste colpe per espiarle.

Aspettai, senza sapere che cosa. Guardai il cielo, come facevo nelle notti inquiete, e cercai Orione. Stelle e pianeti di affollavano lungo lontane orbite e galassie, appesi a un filo in un magico incantesimo divino che li teneva in equilibrio sugli strati del cielo. Confabulavano, raccontandosi segreti su di me, e di tanto in tanto una stella si allontanava dal proprio ammasso e, scendendo in una traiettoria suicida, tracciava una linea dritta come un righetto attraverso il cielo. [Scorpion dance, Shifa Horn, trad. S. Castoldi, citazione pagina 257]

Scorpion dance” è un romanzo corposo, ricco di emozioni, sentimenti e descrizioni; come la danza di accoppiamento degli scorpioni, Orion narra la sua storia saltando avanti e indietro nel tempo, parlando della sua infanzia, e del suo lavoro, di sua madre e di Johanna. Raccontando tutto questo a Christina-Anna, la donna che lui ama immensamente e per la quale sarà disposto addirittura a violare una promessa fatta a se stesso.

Un romanzo per chi cerca una storia di famiglia, con i dovuti segreti celati nel tempo; per chi ama i pappagalli parlanti e i glicini che avviluppano le case. Per chi tiene i ricordi non solo nel proprio cuore, ma in ordinate provette di plastica. Per chi percepisce il profumo dei colori.

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4 pensieri su “Shifra Horn | Scorpion dance

    • Ciao Alessandra! Grazie per il commento! Devo ammettere che negli ultimi tempi ho letto pochissimi ‘libri brutti’, sarà l’istinto da lettrice che si sta sviluppando bene! Felice di ispirare le letture di chi segue il mio blog!

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