James De Mille | Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame

Chi l’ha detto che i romanzi di avventura devono solo essere letti in gioventù, mentre dai “lettori grandi” non possono essere apprezzati? Pubblicato per la prima volta in italiano, “Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame” dello scrittore canadese James De Mille (marcos y marcos, 336 pagine, 18 euro) è un romanzo che presenta la narrazione delle avventure al Polo Sud del marinaio Adam More all’interno della narrazione dell’avventura di Lord Featherstone che naviga tra Madeira e le isole Canarie. Insomma, un’avventura dentro l’avventura e il risultato è un godibilissimo romanzo, ma con un finale molto particolare. Partire con me e Lord Fatherston sul Falcon e vi spiegherò tutto…

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Titolo: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame

L’Autore: James De Mille (1833 – 1880) è stato uno scrittore, insegnante, disegnatore e poliglotta canadese. Lanciatosi dapprima nel commercio di libri, capì in seguito che preferiva scriverli e insegnare storia. “Lo strano manoscrittto trovato in un cilindro di rame” è il primo romanzo che viene tradotto in italiano

Traduzione dall’inglese: Pietro Polidori

Editore: marcos y marcos

Il mio consiglio: assolutamente sì, per tutti gli appassionati dei romanzi d’avventura (con una piccola riserva sul finale)

Ero stato catapultato in questo mondo di meraviglie, e questa sarebbe stata la mia casa per il resto dei miei giorni; difficile dire se quei giorni sarebbero passati in pace oppure nel dolore e nella più amara schiavitù. Dovevo solo decidermi, accettare il rischio. Dovevo approdare, avventurarmi tra queste persone e avere fiducia in quella Provvidenza che mi aveva sostenuto fino a quel momento. Cominciai a remare verso riva [James De Mille, Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame, trad. P. Polidori, citazione pagina 68]

Lord Featherstone è un ricco inglese che assieme ad alcuni amici decide di visitare le latitudini meridionali a bordo del Falcon, la sua imbarcazione. Tra le Canarie e Madeira la bonaccia coglie il suo equipaggio, e blocca il Falcon che non può più navigare. Lord Featherstone inventa un passatempo per divertire l’equipaggio: costruisce delle barchette di carta e, messe in mare, scommette con gli amici quale barchetta arriverà prima all’oggetto scelto come traguardo.

Le barchette affondano, imbebite dall’acqua, ma a destare la curiosità degli amici di Lord Featherstone è proprio l’oggetto usato come traguardo: pare di metallo – rame, forse – ed è molto antico, tutto incrostato di cirripedi e conchiglie. Aprendolo, gli amici trovano un papiro che narra le incredibili avventure di Adam More, marinaio inglese originario del Cumberland.

A turno gli amici leggono le mirabolanti avventure di Adam More, tra incredulità e scetticismo: Adam More è uno dei marinai scelti dal governo britannico per condurre i prigionieri inglese nella desolata Terra di Van Diemen; la missione si conclude con successo, ma a causa di una serie di sfortunati eventi, More si ritrova alla deriva verso sud con una semplice scialuppa, troppo fragile per affrontare la furia dei mari del sud.

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Peder Balke “North Cape” (1840, circa)

Il marinaio Adam More incontra prima dei selvaggi orribili da cui riesce fortunosamente a fuggire, lanciandosi all’interno di quella che pare una grotta sotterranea che inghiotte le acque del mare. Navigando e navigando, Adam More giunge in una nuova terra, dove fa caldo e splende il sole, ma i suoi abitanti amano la morte, l’oscurità e la povertà, laggiù il più felice è il povero, il più triste è colui che possiede troppe ricchezze.

Adam More resta spiazzato da questa filosofia, ma presso questo popolo incontra una donna come lui, Almah, che ama la luce e non pensa che le ricchezze siano necessariamente una sfortuna. L’inevitabile colpo di fulmine scatta tra Adam More e Almah, ma in questo mondo chi si ama si deve separare per essere felice, e lo sa bene Layelah, la figlia infelice del koehn gadol – il sommo capo – ancor più infelice. Il destino che attende Almah e Adam More è dei peggiori, ma come fuggire da questa terra di mostri e d’oscurità?

Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame” è un romanzo scorrevole e molto avventuroso, ricco di mostri, esseri che si fingono buoni ma nascondono oscuri segreti e colpi di scena; il popolo del sud è l’esatto opposto della nostra civiltà: ama il buio, venera la morte, combatte mostri sperando in una morte violenta, aborra le ricchezze e il più felice è colui che veste di stracci e vive in una cella oscura. Sembra una vera e propria parodia alla società dell’epoca (e ovviamente, attuale) dove vige questa foga di accumulare ricchezze e allontanare il più possibile la morte.

Pur essendo molto coinvolgente per il lettore, ha un finale molto particolare che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca: è infatti un finale aperto e come tale si presuppone un seguito oppure l’Autore ha cercato di terminare il romanzo in modo più che originale lasciando ai noi lettori la scelta del finale che più ci piace?

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7 pensieri su “James De Mille | Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame

  1. Sono sempre più curiosa di leggerlo, e accidenti ai miei propositi di smaltire almeno una dozzina di libri arretrati prima di comprarne di nuovi! Quanto ai finali aperti, anch’io ho un rapporto conflittuale con questa soluzione, che a volte funziona e a volte sembra un troncamento netto o dà l’idea che l’autore fosse troppo impelagato nei risvolti della storia o delle aspettative create per uscirne in maniera convincente (interrogativo pressante dopo che ho letto Sonno di Murakami).

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    • La storia è proprio divertente e molto bella, c’è l’interrogativo sul finale… ovvero, c’è un seguito (o era in progetto?) oppure è proprio originale così? Io attendo la recensione di Sonno, sarà un’annetto e più che non leggo Murakami 🙂

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  2. A partire dalla bellissima copertina (devo dire che la marcos y marcos ha uno stile grafico che mi fa impazzire), sembra veramente una bel romanzo d’avventura. Però a me i finali aperti stanno veramente veramente stretti…
    Ciao e grazie per la recensione!

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