Un po’ di classifiche… I migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015

L’idea di compilare una classifica dei migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015 mi sembra un ottimo modo per tirare le somme di questo anno di (abbonanti) letture. Di libri proprio brutti non ne ho letti, anche perché di solito tendo ad interrompere la lettura se un libro non mi piace, e nella classifica di quelli che io definisco peggiori troverete libri che mi hanno convinta poco.

Troverete di seguito le due classifiche, la prima con gli undici libri che ho preferito e la seconda con i cinque libri che mi hanno delusa (e vi spiegherò in breve anche il motivo). Come sempre, cliccando sul titolo del libro si aprirà il collegamento alla recensione sul mio blog.

I migliori libri letti nel 2015

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I migliori libri letti nel 2015 in posa per voi!

1- “Le fragili attese” di Mattia Signorini (Marsilio). Perché è un libro bellissimo e perfetto per chi ama gli aneddoti raccontate da gente comune, che all’apparenza non hanno nulla di speciale mentre in realtà sono dei contenitori di storie e di vite incredibili.

2- “E’ finito il nostro carnevale” di Fabio Stassi (minimum fax). I tifosi nostalgici troveranno senza dubbio emozioni per i loro cuori quando Stassi descrive “la partita del secolo”, la semifinale Italia – Germania Ovest di Messico ’70. Tutti gli altri, troveranno un piccolo capolavoro della letteratura italiana contemporanea. Leggetelo!

3- “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (Iperborea). Per chi ama le scienze naturali, la poesia e i romanzi che sfuggono ad ogni classificazione. E’ un libro che mi ha divertita molto, emozionata, incuriosita e fatta sorridere.

4- “Piccola osteria senza parole” di Massimo Cuomo (E/O, 2014). Per chi come me è nato in un paesino piccino picciò dove la vita di paese – o quasi – ruota attorno al bar, questo libro non può mancare sulla vostra libreria. E’ la storia di un piccolo paesino – Scovazze – al confine tra il Veneto e il Friuli, dove a portar scompiglio è un teròn, tale Salvatore Tempesta.

5- “Ho paura torero” di Pedro Lemebel (marcos y marcos). Cosa mi resta dopo una lettura come questa? La sensazione di aver letto un bellissimo libro, la voglia di scoprire il Cile, con le sue mille sfumature, i suoi colori, i suoi profumi e la sua gente. Mi resta la voglia di rileggerla, una storia così, perché non è facile trovare libri come questo che conquistano cuore e ragione, che mescolano sapientemente così tante informazioni e sentimenti.

6- “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson (Bompiani). Allan Karlsson è arrivato all’improvviso nella mia vita e mi ha trascinata nella sua incredibile avventura a tratti surrale e a tratti incredibile. Ringrazio chi mi ha donato questo bellissimo libro.

7- “Il paradiso degli animali” di David James Poissan (NN Editore, 2015). Scrivere un racconto credo sia molto più difficile che scrivere un romanzo, giacché in poche pagine deve emergere il succo del discorso, senza perdersi in troppe parole. E David James Poissant ci riesce in modo a dir poco magistrale, dando vita ad un carosello di personaggi e situazioni indimenticabili. Assolutamente da leggere.

8- “Atti osceni in luogo privato” di Marco Missiroli (Feltrinelli). Avevo sentito molto parlare di questo romanzo, e avevo letto diversi commenti positivi sia nei vari gruppi di lettura che frequento, sia leggendo blog di libri amici in rete. Il risultato è un romanzo di una finezza incredibile (nonostante l’apparente deretano in copertina) che celebra amore e letteratura sullo sfondo di due bellissime città, Milano e Parigi.

9- “Sembrava una felicità” di Jenny Offill (NN Editore). Un libro per chi ama l’America, il Midwest, i Motel lungo del strade polverose e le mattinate in cui nevica; per chi da piccolo sognava di andare ad esplorare l’Universo a bordo di una navicella spaziale; per chi non ha rinunciato ai sogni, nonostante tutte le avversità.

10- “Cade la terra” di Carmen Pellegrino (Giunti). Nel romanzo dell’abbandonologa Carmen Pellegrino c’è la storia struggente e bellissima di Alento, un borgo immaginario del Centro-Sud dove gli abitanti fuggono a causa di una immensa frana che mina l’intero paesino. Tutti gli abitanti tranne una: una ragazza che ad Alento ha messo radici e non c’è frana che tenga.

11- “Il dolore del mare” di Alberto Cavanna (Nutrimenti). Galeotta fu la bellissima copertina e l’ambientazione all’isola di Palmaria (La Spezia), proprio di fronte alle Cinque Terre che io amo tanto. Candidato anche al Premio Strega (che ahimé non ha vinto), il romanzo di Alberto Cavanna è uno splendido spaccato di vita isolana nel Novecento, con protagonisti indimenticabili come la forte Elvira.

I peggiori libri del 2015

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I libri bruttini in posa per voi! (foto: Claudia)

1- “L’offesa” di Ricardo Menéndez Salmón (marcos y marcos). Non che sia un libro brutto, ecco, ma il finale proprio non mi ha convinta.

2- “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (marcos y marcos). No, c’è qualcosa nello sviluppo della storia che non mi è piaciuto. L’idea di partenza era ottima, ma il come è stata raccontata la storia non mi ha soddisfatta del tutto.

3- “Il pozzo” di Juan Carlos Onetti (SUR). Mi ha innervosita la sua brevità, forse sarebbe stato meglio includere questo scritto in una raccolta di racconti o romanzi brevi.

4- “Tramonto di un cuore” di Stefan Zweig (Garzanti). Non ci siamo: è troppo breve, mi ha irritata tanto quanto “Il pozzo” di Onetti, bisognerebbe fare una raccolta che comprenda alcuni di libricini minuscoli, almeno per giustificare la spesa.

5- “Noi” di Evgenij Ivanovic Zamjatin (Garzanti). Credo che la colpa sia della vecchissima traduzione di questo libro, sostanzialmente incomprensibile.

Avete letto qualcuno di questi libri che io giudico i migliori del mio 2015 da lettrice? Quali sono secondo voi i migliori libri letti nel 2015? E i peggiori? Aspetto i vostri commenti!

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13 pensieri su “Un po’ di classifiche… I migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015

  1. Non ho letto nessuno di questi, ma sono d’accordo con te sulla presa in giro di libri costituiti solo da un breve racconto, che hanno un prezzo esagerato per la loro mole e il tempo per il quale riescono ad intrattenere. Zweig, tra l’altro, mi ha già dato occasione per questo genere di polemiche, perché sia Adelphi che Garzanti hanno pubblicato una marea di libri-sottiletta quando avrebbero potuto ricavare un volume da tre o quattro racconti. Detto ciò, anch’io sono soddisfatta delle letture del 2015 (nessuna brutta, qualcuna al di sotto delle aspettative, ma passabile)! Che il 2016 sia ancor più bello librescamente (e non solo) parlando! 🙂

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    • Buongiorno Cristina!
      Sì, il prezzo di un libretto con 50-90 pagine di solito lo ritengo eccessivo, oltre che la storia in sé essendo troppo breve non mi pare compiuta per un libro intero. Diverso il discorso per le raccolte dei racconti, come Poissant ad esempio: un solo racconto pubblicato in un libro di 50 pagine mi avrebbe irritato. Certo è che l’irritazione deriva dallo scarso numero di pagine, non dalla storia in sé.
      Spero anche io di leggere tanti bei libri nel 2016 e lo auguro di cuore anche a te!

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  2. Ciao! Il mio libro dell’anno è stato sicuramente “Ho paura torero”… meraviglioso! Mi ispira parecchio invece “Cade la terra” che vedrò di procurarmi presto e anche “Noi”; spero di trovare un’edizione migliore della tua però 🙂
    Buone feste!

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